AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


giovedì 5 febbraio 2015

MALEDETTI assassini

« Un pericoloso errore spirituale si compie quando si GIUSTIFICANO con la parola IGNORANZA certi terroristi che, invece, sono assai CONSAPEVOLI degli orrori che compiono. Questi creano dei filmati alla "Hollywood" per far vedere al mondo la loro volontà diabolica, mentre sgozzano o bruciano vive le persone. Attenzione dunque: questi NON devono mai essere giustificati in alcun modo. Il Padre Nostro non sta dalla parte dei malvagi. E neppure io. »
                      (Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno oggi pensare al fondamentale tema della libertà dell'essere umano che, sempre rispettata da Dio, è la causa del bene e del male che l'umanità fa esistere nel mondo.
Pur se, in larghissima misura, il male viene creato dalle scelte sbagliate di molti che, a causa dell'imperfezione, compiono dei passi falsi nel loro percorso di libertà orientato comunque verso la Luce di Dio... ci sono però anche tanti casi, ed è importante non dimenticarsene mai, nei quali il male non è il frutto di un "incidente di percorso", di una libertà usata male... bensì di una libertà usata ahimè "benissimo" per perseguire i propri consapevoli scopi: mettersi a servizio del male stesso.
Il quale, poi, non è quella realtà astratta che alcuni immaginano destinata alla fin fine ad essere "riassorbita" da Dio...
Al di là che ci sono vari modi per definirlo, io oggi penso ad uno che è senza dubbio tra i più “pertinenti” e che si trova nel Vangelo di Giovanni, all'interno del quale per ben tre volte (Gv 12,31; 14,30; 16,11)  Gesù parla di satana usando l'espressione “principe del mondo”.
Ora... il termine “principe” è un titolo di sovranità, ovvero di potere sul mondo, che Gesù non ha certo usato “per sbaglio”, o in un generico senso “figurato” come molti cercano di convincersi.
In realtà... come ci dice il Gesù giovanneo ma come possiamo ahimè constatare noi stessi ogni giorno... in questo mondo la presenza del male è realissima, perché reale e niente affatto ignorante è la scelta che evidentemente molti hanno compiuto: aderire al “principato” di colui che dall'alba dei tempi ha definitivamente deciso di rifiutare la Luce di Dio... non per ignoranza, ma perché tra la Luce e le tenebre ha coscientemente scelto le tenebre... al punto che "è già giudicato" (Gv.16,11).

Questo “è già giudicato” è un aspetto da tenere sempre bene a mente anche perché, non dimentichiamolo, siccome il ruolo del male è anche quello di essere tentatore (Lc.4,1-13)... tra i modi che lui ha di intralciare il cammino dei figli della Luce non c'è solo quello palese di innestare la spirale dell'odio e della vendetta e poi di alimentarla il più possibile... ma c'è anche quello di accattivarsi, a mo' di "sanguisuga", una qualche forma di “comprensione”, compresa quella di essere giudicato-giustificato come un ignorante potenzialmente “convertibile”, anziché come un “intelligente” diabolicamente schierato contro Dio.

Ecco allora che le parole di Swami oggi suonano da monito perché non si cada in questo tranello e perché, di fronte alla constatazione del male che si dichiara e che mostra la sua faccia atroce e spietata, ognuno possa rispondere con la risolutezza che Gesù ha insegnato: « Vista sulla via una pianta di fico, si avvicinò ad essa; ma non vi trovò che foglie; allora, rivolto ad essa, disse: “Non avvenga più che tu porti frutto, in eterno”. E all'istante il fico seccò ». (Mt.21,18)... aggiungendo poi... « se avrete fede senza esitare, non soltanto potrete fare quello che è accaduto al fico »... « tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete”.
Ebbene... chi vuole ripetere a sua volta il "neppure io" pronunciato da Swami, non può lasciare alcun spazio di comprensione ai malvagi che, diabolicamente, dimostrano di essersi definitivamente schierati dalla parte del male, e dunque "meritano" unicamente la preghiera: “Non avvenga più che tu porti frutto, in eterno”.




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