giovedì 14 marzo 2019

Come il seme di baobab

Tra le frasi di benedizione che nella tradizione orale africana sono trasmesse di padre in figlio, ce n'è una che dice: “possa la tua azione avere un effetto paragonabile a quello del seme di baobab”.
La maestosità di questa pianta, che si “sprigiona” da un piccolo seme, mi fa oggi “visualizzare” l’immensità che scaturisce dal “seme” divino della nostra coscienza spirituale, soprattutto quando sappiamo “fertilizzarla” con la fede che “sposta le montagne” (Mc 11,23).

martedì 12 marzo 2019

Constatare...

« Mai giudicare, mai! 
Ma CONSTATARE sì, quando possibile. È un diritto dell'intelligenza. »
(Swami Roberto)


Come si suol dire “non basta una rondine per far primavera”, eppure... un po' tutti siamo umanamente esposti al rischio, in certi casi, di trarre conclusioni affrettate sulla base di un unico indizio, senza prenderci il tempo necessario per riflettere bene, acquisendo maggiori elementi.
E' anche imparando a tenersi alla larga dalle conclusioni affrettate, che si può constatare in modo corretto la realtà… favorendo così l'arrivo della primavera nella propria anima.

venerdì 8 marzo 2019

Donna...

Nel cuore degli insegnamenti spirituali che Swami Roberto dona sin da bambino, si trova il concetto teologico rappresentato dal simbolo “Cristo nell’uomo”, di cui oggi vi parlo andando ad osservare da vicino il fondamentale episodio narrato dall’evangelista Giovanni nel quale, dall’alto della Croce, Gesù lascia all’umanità il suo testamento spirituale.

lunedì 4 marzo 2019

Un uomo...

« Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? »
(Sir 28,3-4)

Questi interrogativi posti dal sapiente biblico Ben Sirach, precedono di circa due secoli la preghiera nella quale Gesù ci insegna a rivolgerci al Padre Nostro chiedendoGli tra l'altro : “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

giovedì 28 febbraio 2019

Senza andare chissà dove...

Un aneddoto tratto dalla tradizione ebraica racconta di un bambino al quale un giorno viene chiesto: “Ti regalo un soldo se mi dici dove si trova Dio”...
“E io – risponde lui – te ne darò dieci se mi dici dove non si trova”.
Mentre lo leggo, mi torna in mente anche un apologo orientale nel quale alcune persone chiedono ad un eremita di aiutarle a trovare Dio, e lui risponde di non poterlo fare “Per lo stesso motivo per cui non è possibile aiutare un pesce a trovare l'oceano in cui sta nuotando”.
Da qualunque prospettiva lo si guardi, il problema non consiste tanto nell'andare chissà dove per trovare l'onnipresente Dio, quanto invece nel riconoscere che già siamo in Lui.

giovedì 21 febbraio 2019

Il mare...

« Il mare non pretende di essere acqua: Lo è! 
Tu lo sai e lui non sa di esserlo. 
Il Sole non pretende di essere una stella: Lo è! 
Tu lo sai e lui non sa di esserlo. 
La Terra non pretende di essere un pianeta: Lo è! 
Tu lo sai e lei non sa di esserlo. 
Non “pretendo” di essere Divino: Lo Sono. Io lo so… Sei tu che ti sei dimenticato di esserlo! »
(Swami Roberto)

Di fronte alla vastità del cosmo, per chiunque è naturale provare una sensazione di “piccolezza”.
Meno naturale è invece saper “capovolgere” la questione con il risveglio della consapevolezza del proprio Sé spirituale, ovvero dell’identità divina che ci rende più grandi dell’infinito universo materiale nel quale viviamo.

giovedì 7 febbraio 2019

Sacro Banchetto

Gli odierni cellulari danno a chiunque la possibilità di accedere in ogni momento ad una quantità pressoché infinita di informazioni e, paradossalmente, proprio questa “grandezza” tecnologica rende ancor più insidiosa la tentazione di accontentarsi di una “infarinatura di tutto, e di una conoscenza di niente” - come la definiva lo scrittore Charles Dickens - cioè di una acquisizione di notizie tanto “voluminosa” quanto superficiale.

martedì 5 febbraio 2019

Ognuno...

« Ognuno è come un facebook vivente. 
Per chi ci incontra, ogni nostro gesto è come una fotografia da osservare, ogni parola è un messaggio che resta nella memoria di qualcuno.
Allora, fai in modo che quanti guardano la bacheca della tua vita possano dire che tu sei speciale, che tu fai la differenza, che tu sei il «sale della terra» che dà sapore all’esistenza di molti. »

(Swami Roberto)

Per chi cerca di rispettare al meglio il "mandato" che Gesù ha affidato a chiunque voglia essere suo discepolo, quando ha detto "Voi siete il sale della terra" (Mt 5,13), uno dei principali nodi da sciogliere ci è simbolicamente suggerito proprio dalla natura del sale che, per dare il suo sapore, deve anch'esso sciogliersi... lasciando trasparire, metaforicamente, la necessità di rinunciare a se stessi per "insaporire" la vita altrui.
Per esempio, non è possibile essere realmente di aiuto al prossimo, senza prima darsi da fare per far “dissolvere” il proprio ego opportunista. Soltanto allora, il “facebook vivente” che ciascuno di noi è... mette in “bacheca” qualcosa di utile per gli altri.

giovedì 31 gennaio 2019

Una parola buona...

« L’afflizione deprime il cuore dell’uomo, una parola buona lo allieta »
(Pr 12,25)

La parola “sofferenza” deriva dal latino “sub ferre”, che significa “portare in basso”... per cui il suo opposto è quel “sollievo” che etimologicamente ha il senso di “innalzare, dal basso verso l'alto”.
Una “missione umanitaria” alla portata proprio di tutti consiste nel portare sollievo al prossimo, anche “solo” con una parola buona.

mercoledì 23 gennaio 2019

A poco a poco...

“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra. Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede”.

Questo semplice e basilare principio espresso da Lao Tse, è "di casa" anche in molte altre culture, come per esempio ci ricorda il proverbio persiano “A poco a poco un filo di lana diventa un tappeto”... e, trasportato sul piano interiore, esso si traduce in un invito a non scoraggiarsi di fronte alle dimensioni delle “imprese” di bontà che ciascuno è chiamato a compiere nella sua vita, perché anche i più lunghi percorsi si fanno... un passo alla volta.
E' anche in questo senso che si dà attuazione al noto principio evangelico “chi è fedele nel poco, lo è anche nel molto” (Lc 16,10).

venerdì 18 gennaio 2019

Dio è Onnipotente, tranne in un solo caso...

« Dio è Onnipotente, tranne in un solo caso:
Gli È impossibile fare a meno di amarci e quindi Lui non può mai tradirci.
Pentiti amaramente se in passato hai dubitato del Suo Amore per te.»

(Swami Roberto)

A differenza del senso prevalentemente dottrinale che il verbo “credere” ha oggi assunto nel comune uso religioso, nell'Ebraico biblico “credere” (’āman) ha il significato di “avere fiducia” in Dio.
Si tratta cioè di un "confidare" che è di fatto analogo alla piena fiducia con la quale un bambino, nei suoi primi anni di vita, cerca aiuto e protezione dai suoi genitori, ed è anche in questo senso che Gesù invita i suoi discepoli a “diventare come i bambini”… e poi per esempio si rivolge al Padre chiamandoLo anche “Abbà”, ovvero usando un vocabolo onomatopeico che riproduce il suono sillabico espresso dal bimbo quando, all'alba della sua vita, chiama il suo papà cercando in lui amore e protezione.
Tenere sempre vivo questo fiducioso abbandono nel Padre Nostro, significa “permetterGli” di aiutarci e proteggerci con l'onnipotenza del suo divino Amore.

martedì 15 gennaio 2019

V’è chi parla senza riflettere...

« V’è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; ma la lingua dei saggi risana. »
(Pr 12,18)

Diversamente dal chiacchierone che, parlando a vanvera, fa roteare a casaccio la “spada” della sua lingua ed inevitabilmente ferisce chi si trova nel suo raggio d'azione… la persona saggia usa la propria lingua a ragion veduta.
E' solo in questo modo, con un discernimento orientato al bene del prossimo, che è possibile farla diventare uno strumento risanante, capace anche di lenire il dolore e “suturare” le ferite altrui.

sabato 12 gennaio 2019

La faccia umana di Dio

Penso oggi alla “discesa” di Dio fra gli uomini, cioè alla concezione che oltre a far parte della “carta di identità” teologica del Cristianesimo, trova dei parallelismi anche in altri contesti religiosi, come per esempio ricorda la ben nota parola sanscrita “avatar“ che letteralmente significa “discesa” ed è usata in varie dottrine religiose per indicare “l’incarnazione della coscienza divina”.
Nella prospettiva teologica prettamente cristiana, il cosiddetto “mistero dell'incarnazione” ha tra le sue peculiarità l’idea che il Verbo eterno di Dio si fa carne (cf. Gv 1.14) diventando un “vero uomo”, cioè assumendo su di Sé la pienezza della condizione umana, peraltro vissuta alla maniera divina.

martedì 8 gennaio 2019

Essere se stessi

« Non dalla parola, né dalla mente né dalla vista può egli mai essere raggiunto.
Come, allora, può egli essere percepito se non esclamando “Egli è”? »
(Katha Upanishad VI,12)

Come una sorta di “eco” che giunge dall'Oriente, questo versetto delle Upanishad mi fa pensare alla biblica autopresentazione del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, che definisce Sé stesso “Io sono Colui che sono !” (Es 3,14).
Questa celebre frase, che designa l'Essere di Dio al di là di ogni possibile sua definizione concepita dagli uomini, è peraltro anche un “indicatore” puntato verso la meta spirituale che ciascuno di noi è chiamato a raggiungere.

giovedì 3 gennaio 2019

La buona semina

Mi torna oggi in mente un proverbio che dice: “Possiamo scegliere quello che vogliamo seminare, ma siamo obbligati a mietere quello che abbiamo piantato”.

Oltre che per ciò che vi si “miete”, ciascun giorno va valutato anche, se non soprattutto, per ciò che si decide di seminare... perché è evidentemente la “buona semina” a creare i presupposti karmici perché il tempo nuovo che ci attende sia il più possibile “buono” per noi.

lunedì 31 dicembre 2018

Tanti auguri


Fatevi trasportare dal "vento" dello Spirito 
che incessantemente rinnova la faccia della terra, 
Buon Anno Nuovo :-)

venerdì 28 dicembre 2018

L'intelligenza dell'essere umano...

« L'intelligenza dell'essere umano è sconfinata; nonostante ciò, gli è difficile capire bene quanto sia importante e vitale aiutarsi l'un l'altro.»
(Swami Roberto)

Un po' come accade ad una nota musicale, che solamente unendosi ad altre note può comporre una melodia... anche noi possiamo fare in modo che la nostra individuale esistenza diventi “musica” solo se sappiamo entrare armoniosamente in relazione con le diverse “note” impersonate da coloro che ne fanno parte.
In questa “sinfonia” della vita, vanno “a tempo” coloro che hanno la capacità di “aiutarsi l'un l'altro”.

martedì 18 dicembre 2018

La nostra "città santa"

“La città non ha bisogno della luce del sole né della luce della luna perché la Gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'agnello”.
(Ap.21,23)

A differenza della luce fisica del sole o della luna, che ci raggiunge dall'esterno lasciando sempre una parte di noi in ombra... la Luce cristica proveniente dall'agnello ci illumina dall’interno, permettendoci così di dissolvere ogni ombra dalla nostra “città santa” interiore.
E' proprio lì, nella Gerusalemme Celeste che è dentro di noi, che dobbiamo accorrere per rendere Gloria al Natale di Cristo nell'uomo.


venerdì 14 dicembre 2018

« Fare » la verità

« Se la Verità non si manifesta con un’azione non serve a nulla e a nessuno »
(Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno oggi tornare in mente un versetto assai “sottovalutato” del Vangelo di Giovanni, nel quale Gesù dice che va verso la Luce non chi HA la verità, bensì “chi FA la verità” (Gv 3,21).
La verità infatti non ha “padroni” che la posseggono, bensì “servitori” che... nella misura in cui la comprendono... si impegnano poi a “farla”, cioè a viverla con coerenza, uniformando ad essa la propria esistenza.

sabato 8 dicembre 2018

martedì 4 dicembre 2018

L'uomo saggio...

« C’è chi tace perché non sa rispondere, e c’è chi tace in attesa del momento propizio.
L’uomo saggio tace fino al tempo giusto, il fanfarone e lo sciocco non sanno aspettare.»
(Sir 20,6-7)

Tra i motivi per i quali può essere saggio restare in silenzio, c’è quello che un detto orientale esprime così: “il silenzio è la capacità di rendere limpida l'acqua torbida”.
In effetti, in certe situazioni soltanto chi sa aspettare che “le acque si calmino”... lasciando anche depositare le proprie reazioni istintive che le intorbidiscono... riesce a vedere con nitidezza la realtà.

venerdì 30 novembre 2018

Tu sei il padrone del tempo...

« Tu sei il padrone del tempo: puoi addirittura sprecarlo! »
(Swami Roberto)

Pur se molti sono soliti attribuire una sorta di “personalità” al tempo, ritenendolo per esempio capace di aggiustare da solo le situazioni, in realtà il “passare” del tempo acquista per noi un significato solo nella misura in cui siamo noi a conferirglielo.

lunedì 19 novembre 2018

Renditi conto...

« Renditi conto che tu non hai solo un cervello per formulare buone intenzioni a vantaggio di molti, o per elevare la tua vita spirituale, ma hai anche un cuore, una volontà, e la capacità di azione per realizzarle! »
(Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno pensare al termine ebraico 'emet, che di solito è biblicamente tradotto come “verità” e che, più in dettaglio, si riferisce alla fedeltà di Dio, Colui che è verità proprio perché immutabilmente fedele alla sua natura divina, non cessando mai di offrirsi a noi in quanto Vita e Amore.

martedì 13 novembre 2018

Stigmate

Swami Roberto con mamma Elide
Le stigmate sono una realtà della sua vita riguardo alla quale Swami Roberto rimane sempre molto riservato.
Oggi però ho visto che Swami ne ha parlato sulla sua pagina facebook, per cui mi fa piacere condividere su questo mio diario alcune testimonianze:

Nell'autunno del 1981 il professor Pietro Zeglio, libero docente di medicina ed igiene del lavoro all'Università di Torino, viene intervistato dal giornalista Giorgio Lazzarini, del settimanale “Oggi”, e testimonia quanto segue:
«Nel marzo dello scorso anno, nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua... nel periodo di Passione... il ragazzo aveva sofferto di malesseri generali, con dolori in tutto il corpo, senza che però ci fossero manifestazioni cliniche che giustificassero né il malessere né i dolori.  
In questo periodo, dunque, si sono manifestate le stimmate alle mani e ai piedi e la croce sulla fronte.

giovedì 8 novembre 2018

La mia « amrita »...

« Om asato mā sad gamaya, (Dall'irrealtà conducimi alla realtà)
tamaso mā jyotir gamaya, (dalla tenebra conducimi alla luce)
mṛtyor mā amṛtaṃ gamaya, (dalla morte conducimi all'immortalità.)
Om shanti shanti shanti»
(Brihadâranyaka Upanishad I, 3,28)

Questa antica preghiera sanscrita di purificazione, nota come “Pavamana mantra”, dà voce all'anelito del credente rivolto alla vera esistenza (sat), che è conseguita da quanti raggiungono la luce (jyoti) divina che fa fuggire ogni tenebra, interiore ed esteriore.