AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


giovedì 22 ottobre 2020

Sinfonicamente...

Tra le più famose promesse divine contenute nei Vangeli, c'è quella nella quale Gesù dice: «Se due di voi sulla terra saranno d'accordo (l'evangelista scrive in greco symphōnēsōsin) su qualche cosa da chiedere, qualunque essa sia, sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Infatti, dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro» (Mt.18,19-20)

Nel testo originale del Vangelo, l'espressione “saranno d'accordo” contiene dunque il verbo greco "sinfoneo" [syn (con, insieme) e phōnē (suono)] per cui... raccogliendo l’invito di questo versetto :-) è per esempio possibile vivere la preghiera serale sulla pagina Facebook di Swami come il momento nel quale essere una delle tante “voci” che... ciascuna da casa propria... intonano la “sinfonia” di fede rivolta alla Misericordia divina. 

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Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto”, puoi riflettere sulla dimensione della preghiera seguendo la relativa pista di approfondimento che parte dal Dizionario tematico

domenica 18 ottobre 2020

Il bene genera altro bene

« Il male produce altro male, il bene genera altro bene. Qual è la differenza? Sei tu.
Tu puoi scegliere se legarti alla Legge divina del Bene che rimane per sempre nella Mente di Dio. 
Tutto passerà sotto a questo cielo, tranne l’amore! 
Già! L’amore è la tua “Memoria” immortale.»
 
(Swami Roberto)

Dicendoci che “a granello a granello si riempie lo staio e si fa il monte”, un proverbio popolare ci ricorda un aspetto della realtà che, trasportato sul piano morale, viene così sintetizzato nella tradizione religiosa orientale:
“Se qualcuno commette un male, non lo faccia di nuovo e di nuovo, non consenta interiormente al male. Il dolore è cumulo di peccato. 
Se qualcuno compie il bene, lo faccia di nuovo e di nuovo ed in esso si diletti. La Felicità è cumulo di bene”
(Dhammapada, IX 117-118).

Schierarsi dalla parte del bene, compiendolo “granello a granello”, significa anche dare attuazione alle celebri parole di Gesù: “chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto” (Lc 16,10)... ed è questo il modo per costruire, passo dopo passo, quella fedeltà all'amore che è il “lasciapassare” verso l'Eternità dello Spirito.

 

martedì 13 ottobre 2020

I sacri Elementi della Vita

L'incessante divenire che caratterizza la realtà fisica, trova una celebre rappresentazione nel libro Qohelet, nel quale l’autore biblico parla del succedersi delle generazioni sulla terra, dove “...il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere” (Qo 1,4-7).

Queste sue parole fanno scorgere, in trasparenza, un'allusione ai sacri Elementi... terra, fuoco, aria, acqua… che danno espressione al continuo rigenerarsi della Vita nell’ovunque del cosmo, compreso il “microcosmo” di ogni organismo vivente.

L’Essenza divina prende forma e vibra Om (*) attraverso questi sacri elementi, che incessantemente plasmano le forme vitali dei tre regni minerale, vegetale ed animale... per cui... nutrire questa consapevolezza, significa alimentare la propria comunione con il Cristo-Vita, che vivifica il corpo e lo spirito.   

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P.S. - Riguardo al peculiare concetto cristiano ramirico del Cristo-Vita, vi suggerisco queste piste di approfondimento:

§ In questo blog, puoi vedere i post:
- L'ex anello mancante (*)
- Cristo… Vita cosmica
- Il « suono » divino del Cristo, l’Immanente principio Vita
- Sinfonia divina

§ Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi vedere i post:
- Dal suono… al Verbo divino
- Il Divino Amen

giovedì 8 ottobre 2020

Le due bisacce

“Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro, e ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta.
E per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui”
. (Esopo) [*]

Questa antico apologo è un po' la versione laica della pagliuzza e della trave di cui ci parla il Vangelo (Mt 7,1-5), e allude alla tipica inclinazione umana ad essere tanto inflessibili e/o implacabili quando si tratta di giudicare i difetti altrui… quanto “permissivi” e propensi a giustificarsi riguardo ai propri.

Per chiunque, un fondamentale esercizio spirituale consiste proprio nello zittire la voce suadente dell’ego che instancabilmente ci suggerisce di buttare le nostre imperfezioni nella “bisaccia” dietro la schiena… e nel dare invece ascolto a tutto ciò che ci aiuta ad includerle in quella davanti... ponendole cioè nel raggio di azione del nostro esame di coscienza.

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P.S. - A tale riguardo, puoi vedere anche questi post del mio diario:
- Examen 
- Lavorare molto su se stessi

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[*] Ripreso anche dal poeta latino Fedro 

domenica 4 ottobre 2020

Un solo Soffio vitale...

“…c’è un solo soffio vitale per tutti; non esiste superiorità dell’uomo rispetto agli animali…” (Eccl. 3,19)

Oltre a designare lo Spirito divino, nella tradizione biblica il termine Rûah indica anche il Soffio vitale [a] che Dio insuffla in tutti gli esseri viventi che respirano… umani e animali... come ci è ricordato dal sopracitato versetto dell’Ecclesiaste [b].

Questa realtà - che per esempio il grande Francesco di Assisi “viveva” chiamando fratelli gli animali – sul piano teologico è stata svelata ai miei occhi dagli insegnamenti spirituali di Swami, dei quali vi ho parlato nel mio diario anche nei post:

- Umane bestie
- I nostri fratelli animali
- Cristo vita cosmica
- Pensieri a caldo

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[a] Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi leggere il post « Il “Soffio vitale” della Rûah »
[b] cf. anche per es. Sal 104,29; Gb 33,4; 34,14-15.

giovedì 1 ottobre 2020

La riflessione ti custodirà...

« Possiamo imparare a essere saggi in tre modi. Il primo è quello dell'imparare a riflettere, ed è il migliore. Il secondo è l'imitazione, ed è il più facile. Il terzo è l'affidarsi all'esperienza, ed è il più doloroso.»

Grossomodo nell'epoca in cui iniziava a svilupparsi, in Europa, il pensiero filosofico greco... in estremo Oriente viveva il celebre filosofo Confucio (VI/V sec. a.C.) dal quale proviene questo antico pensiero che “fotografa” le 3 vie, qualitativamente diverse, che sono percorribili per acquisire la saggezza:

domenica 27 settembre 2020

La speranza è ossigeno divino...

Spingendoci continuamente ad essere fiduciosi, a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a credere nell’alba nuova che sta per sopraggiungere... la virtù spirituale della speranza è un fondamentale “organo vitale” della nostra interiorità.

Tradizionalmente associata al colore verde, che richiama il regno vegetale e la vita che in esso incessantemente si rinnova, la speranza mette radici dentro di noi quando il “terreno” della nostra interiorità è reso fertile dalla fede.

E’ quello il “prato” nel quale la speranza prende dimora come un “albero verde” pieno di frutti... che è tanto più rigoglioso quanto più le sue radici traggono nutrimento dalla preghiera.

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« La preghiera va a braccetto con la speranza:
La speranza è ossigeno divino, che ti permette di non perdere la forza di lottare, facendo anche dei sacrifici per realizzare le tue aspirazioni.
La preghiera ricarica la tua speranza, attingendo al potere soprannaturale di Dio ».

(Swami Roberto)

mercoledì 23 settembre 2020

La vera fede è come un amplificatore della coscienza!

« Oramai è convinzione di molti che la fede sia solo un " rifugio" per  chi vuole evadere dalla triste e dura realtà. A volte è proprio così per quanti preferiscono delegare alla fantasia un momento di respiro. Invece, quelli che credono davvero in Dio, non usano la fede per fuggire dalle responsabilità e dalla sofferenza, bensì per affrontare i problemi propri e di altri con determinazione. La vera fede è come un amplificatore della coscienza! Altro che illusorio rifugio.»
(Swami Roberto)

Nella nostra vita interiore la funzione della coscienza corrisponde, in un certo senso, a quella dell'ago magnetico di una bussola indicante la direzione verso quel “polo” che, metaforicamente, può essere inteso come la meta della salvezza spirituale.

Il compito della nostra fede non è quello di rassicurarci, facendoci semplicemente credere che raggiungeremo la meta... quanto invece quello di aiutarci, concretamente, a mantenere in buono stato e ad usare nel modo migliore questa “bussola” che si trova dentro di noi.

L'avvicinamento alla meta dipende infatti dalla nostra capacità di camminare coraggiosamente nella direzione indicata dalla voce divina che ci parla nella coscienza e che – come ci dice Swami – viene amplificata dalla vera fede.


domenica 20 settembre 2020

Benefica se stesso l'uomo misericordioso...

« Benefica se stesso l'uomo misericordioso, il crudele invece tormenta la sua stessa carne ». (Pr 11,17)

L’autore biblico fa qui riferimento alla stessa realtà espressa in un altro passaggio del Libro dei proverbi, dove l’invidia viene definita  “carie per le ossa” (Pr 14,30).

In entrambi i casi, crudeltà e invidia ci sono infatti presentate come dei mali che danneggiano anche fisicamente (e non solo interiormente) coloro che purtroppo li praticano nei confronti del prossimo.

All’opposto, l’essere umano che pratica la misericordia “benefica se stesso” aiutando la salute del suo corpo, oltre a quella del suo spirito… per cui una via maestra per aiutare se stessi… è in realtà quella di agire per aiutare gli altri :-) 

giovedì 17 settembre 2020

Profumo divino

Da sempre i fiori, con la loro straordinaria varietà di colori e forme, ispirano le opere degli artisti... i quali rimangono peraltro impossibilitati a imprimere nella tela il loro profumo, perché questa essenza invisibile dei fiori c'è, e si “sente”, ma non può essere rappresentata. 

In numerose religioni, proprio “il profumo... rientra fra i segni sensibili della penetrazione di un mondo soprannaturale in quello terreno” (a)... e la soave fragranza è considerata un modo di presentarsi del Divino, che si manifesta nella nostra dimensione facendo “sentire” il profumo della sua Essenza invisibile.

Così nella mistica cristiana, e non solo, è per esempio riconosciuta come un segno soprannaturale... la facoltà di essudare dal proprio corpo una sostanza profumata (b) o anche di “segnalare”, attraverso un particolare profumo, la propria invisibile presenza spirituale in un certo luogo. 


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(a) Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, M.Lurker, ed.italiana a cura del Cardinale Gianfranco Ravasi, Ed.Paoline 1990, Cinisello Balsamo (Mi), p.140. 

(b) cf. Joachim Bouflet, “Miracoli dall’Antico Testamento a oggi”, 2009 RCS Libri, Milano, p.132

domenica 13 settembre 2020

L'onestà...

« La più alta espressione della spiritualità è L'ONESTÀ... ecco perché è rara la vera spiritualità.»
(Swami Roberto)

Derivando dalla radice latina “honor” (onore)... in senso etimologico il termine “onesto” designa colui che ha il senso della giustizia talmente radicato in sé, da essere “alieno da tutte quelle azioni o parole che sono contrarie al dovere e all'onore" (*) e quindi… spiritualmente parlando… evita di compiere quegli atti malvagi e ingiusti che andrebbero contro l' “onore” della sua dignità interiore, contraddicendo la voce della coscienza.

In mezzo alla disonestà che dilaga un po’ ovunque, in effetti bisogna essere un po’ come degli “alieni” :-) per fare dell'onestà la propria regola di vita e, in fondo, era anche per questo motivo che Gesù diceva ai suoi discepoli: “non siete del mondo” (Gv 15,19).

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P.S. - Nel mio blog “Sui sentieri del Vangelo di Giovanni”, puoi approfondire il significato di Gv 15,19 :
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(*) Dizionario etimologico Pianigiani

giovedì 10 settembre 2020

Fiore spontaneo

« La modestia è per il merito quello che sono le ombre per le figure di un dipinto: essa gli dà forza e rilievo ».   (Jean de La Bruyère, scrittore francese del XVII sec.)

Riguardo alla modestia... per non prendere fischi per fiaschi :-) bisogna innanzitutto proporsi di saper distinguere quella autentica dalla “falsa modestia”, che è una maschera adottata da quanti recitano una parte... magari per scansare delle responsabilità “da protagonisti”, oppure proprio per apparire modesti in modo da riscuotere l’apprezzamento altrui, come ci ricorda anche il proverbio “troppa modestia è orgoglio mascherato”

Ben lungi da queste contraffazioni, la modestia autentica è invece un fiore spontaneo che cresce nel giardino della propria vita spirituale solo quando... mettendo a tacere l'orgoglio… si ha l’onestà di riconoscere le “ombre” dei propri limiti [come infatti ci dice lo stesso termine “modesto” che, per l’appunto, deriva dal latino “mŏdus” (limite)].

Proprio questa onestà interiore è la “luce” che, così come sottolinea le “ombre”… per contrasto mette in evidenza anche i “colori” dei propri pregi i quali, quando non vengono ostentati, sono resi brillanti dalla virtù spirituale dell'umiltà.

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P.S. - A proposito di umiltà... in questo blog ho raccolto alcuni insegnamenti di Swami, nel post “Lavori in corso”   

domenica 6 settembre 2020

Nelle mani del Signore

Essendo l'organo del nostro corpo adibito all'esecuzione delle opere esteriori, sin dall'antichità la mano è un simbolo universale dell'agire e del donare (*)... che nella tradizione biblica esprime anche l’idea di potenza, come tra l'altro si evince dalla parola ebraica “iad” che significa, per l'appunto, sia mano sia potenza.

Nelle Sacre Scritture la mano più importante è ovviamente quella di Dio... ed essere toccati dalla “mano” del Signore significa ricevere la sua forza divina.

E' questo il fondamento biblico dell’antico atto religioso dell’imposizione delle mani volto a trasferire energia e/o potenza... un gesto rituale che il Cristo praticava sia per operare delle guarigioni mediante il  trasferimento della sua divina energia risanatrice (Mc 1,40-41; 6,5)… sia per impartire la sua divina benedizione.

giovedì 3 settembre 2020

Chi parla di compassione...

« Chi parla di compassione o di misericordia e poi decide chi la merita e chi no, mi conferma che non conosce il significato delle parole... 
Già, la spiritualità inizia anche da queste elementari conoscenze.»
(Swami Roberto)


Nel suo significato etimologico la “compassione” (der. dal latino compăti, “compatire”) è il senso di pietà verso le sofferenze altrui... ma essere compassionevoli non significa “compatire” con un senso di superiorità, e/o di giudizio, chi sta vivendo un momento difficile... quanto invece essere solidalmente capaci di esprimergli vicinanza e partecipazione alla sua situazione. 

In sostanza... prova autentica compassione chi è toccato nel cuore dalla sofferenza del prossimo, com’è espresso dal senso letterale del termine misericordia [dal lat. “misèreo” (ho pietà) e “cordis” (cuore)].

domenica 30 agosto 2020

Non tutto il male vien per nuocere

Dicendoci che “non tutto il male vien per nuocere”, la saggezza proverbiale ci invita a non perdere mai di vista un aspetto importante della realtà, ovvero che anche negli avvenimenti sfavorevoli che ci si trova ad affrontare, possono essere custoditi dei risvolti positivi.

A tale riguardo… un biblico spunto di riflessione è fornito dalla celebre vicenda biblica del patriarca Giuseppe, di cui vi parlo nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, nel post: "La provvidenziale vicenda di Giuseppe".

E per chi vuole ragionarci ancora un po’ su 😊 ... in questo diario suggerisco i post:

- Esami di maturità  

- Olio da accendere 

mercoledì 26 agosto 2020

Controvento

Ben più “in alto” rispetto ad una idea di felicità immaginata come lo stato di mero appagamento dei propri bisogni materiali... si pone l'aspirazione alla “beatitudine” (in sanscrito “ananda”), cioè a quella felicità che si fonda sul nostro effettivo e sommo bene spirituale, e pertanto è la sola che può appagarci pienamente “dentro”.
Nella prospettiva cristiana la via, umanamente impegnativa, rivolta verso questa “vetta”... è chiaramente indicata da Gesù mediante la proclamazione delle 8 beatitudini (Mt 5,3-12).
Coloro che riescono a viverle è un po' come se, simbolicamente, facessero sbocciare gli 8 petali del “fiore di loto” del proprio Sé risvegliato... in una apertura che si rende riconoscibile per il fatto di espandere attorno a sé il “profumo” della carità, cioè della regina delle virtù... che rende capaci di andare verso il prossimo viaggiando controvento rispetto alle logiche egoistiche del mondo.
A questa inconfondibile caratteristica dell’amore spirituale... divinamente sintetizzato nel “comandamento nuovo” (Gv 13,34) donato da Cristo... allude anche un versetto orientale che dice: “Il profumo di fiori o del legno di sandalo si diffonde solo col vento a favore ma la fragranza della virtù pervade tutte le direzioni”. (Dhammapada IV, 54).

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P.S. - A proposito di questa via verso la beatitudine, nel mio “Diario di un monaco” puoi seguire queste piste di approfondimento:
- “Il fiore di loto”
- “Senza una coscienza appagata”  

venerdì 21 agosto 2020

L'oro spirituale

“Partì la goccia dalla sua patria, trovò una conchiglia, vi entrò e divenne una perla. O uomo, viaggia da te stesso in te stesso, perché da un simile viaggio la terra diventa oro purissimo.” (Rumi)

Dalla tradizione spirituale dei Sufi proviene questa poetica raffigurazione del viaggio “dentro” di sé. 

Per essere certi che tale viaggio si svolga nella direzione giusta, bisogna peraltro verificare se i suoi effetti benefici si mostrano concretamente anche “fuori”... perché la ricchezza dell'“oro” spirituale autentico non si esaurisce egoisticamente dentro di sé, ma fuoriesce generosamente all'esterno, mediante i “riflessi luminosi” comprensione, compassione, altruismo ecc. ecc. ecc.

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« Ci sono molti modi di vivere, ma uno solo per vivere davvero, pienamente, totalmente : non vivere per se stessi.»
(Swami Roberto)

sabato 15 agosto 2020

Farsi Tempio di Dio

L’appellativo “Piena di Grazia”... cristianamente attribuito alla Madonna come traduzione del termine greco kecharitōmenē, usato dall’evangelista Luca nel brano dell’Annunciazione (cf. Lc 1,28)… è una sintesi della grandezza spirituale della Madre di Gesù: 
Con la sua fede immensamente umile e coraggiosa Maria ha infatti saputo lasciare totalmente spazio, dentro di Lei, al Signore... facendosi colmare di Grazia divina e diventando così, pienamente, Suo Tempio. 

domenica 9 agosto 2020

Il primo e anche l'ultimo

« Sono io, io solo, il primo e anche l'ultimo.» (Is 48,12)

Questa auto-definizione del Dio biblico, immortalata nel libro del profeta Isaia, è idealmente collegata al celebre versetto dell’Apocalisse nel quale l’Onnipotente si presenta dicendo “Io sono l’Alfa e l’Omega” (Ap. 1,8), e dunque definendo Sé stesso con la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco.

Assumendo i due estremi per indicare tutta la realtà che vi è compresa, il Padre Nostro esprime la sua Signoria su tutto ciò che esiste in questa dimensione… in una prospettiva “totalizzante” che ben si presta anche a rappresentare la divina Misericordia, che infatti rivolge il suo abbraccio compassionevole all’intera umanità, compresi quegli “ultimi” che nella società umana sono invece esclusi per svariati motivi morali, culturali, economici ecc...

mercoledì 5 agosto 2020

Lavorare molto su se stessi...

« Lavorare molto su se stessi per essere credibili. Da qui parte la nostra spiritualità e la nostra testimonianza di vita.»
(Swami Roberto)

Fare “introspezione”… cioè guardarsi dentro cercando di analizzare comportamenti, pensieri, e parole al fine di correggersi e migliorarsi... è un po' come scavare dei pozzi nei terreni della propria interiorità, per attingervi l'acqua sorgiva che proviene dalle profondità della coscienza.
Per non limitarsi a scavare “a mani nude” rimanendo, in quel caso, agli strati superficiali... bisogna procurarsi gli strumenti adatti a spingersi in profondità e, per quanto mi riguarda, io mi sono reso conto di averli trovati quando gli insegnamenti di Swami hanno cominciato a farmi scoprire delle “sorgenti sotterranee” delle quali prima neppure sospettavo l'esistenza.
Così... quando per esempio mi trovo sulla pagina facebook di Swami... interiorizzare le sue parole significa per me ritrovarmi puntualmente a scavare, alla ricerca di acqua fresca :-)


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P.S. - A proposito di introspezione, in questo blog puoi vedere anche il post « Examen »

sabato 1 agosto 2020

Dio in ciascuno di noi

Tra gli appellativi divini presenti nella tradizione biblica, “Emmanuele” è il nome coniato dal profeta Isaia con il significato di “Dio è con noi” (Is 7,14; cf. Mt 1,23).
Nella prospettiva cristiana si tratta di un nome divino che non va interpretato soltanto in un senso di “teorica” vicinanza da parte di Dio… perché, ben di più, esso esprime una realtà molto concreta: infatti l’Emmanuele è effettivamente “in" noi, manifestandosi divinamente in quanto Spirito e Vita, presenti in ogni attimo della nostra esistenza (*).
Rendersene conto significa, tra l'altro, porsi in sintonia con il fondamentale messaggio custodito nel celebre brano di Matteo nel quale i giusti e gli empi sono distinti sulla base della capacità di rispondere alle istanze delle persone bisognose di aiuto... perché, dice Gesù: “tutto ciò che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me” (Mt 25,40).

domenica 26 luglio 2020

Il « Suono » divino del Cristo, l'immanente principio Vita

Il fatto che la musica sia un linguaggio universale, capace di parlare in contemporanea a ogni abitante del pianeta... mi fa oggi pensare alla primordiale realtà custodita trasversalmente nei Testi sacri d’Occidente e d’Oriente: è mediante il “suono” divino della sua Parola che Dio dà origine all'universo.
Questo infatti è ciò che si legge nelle bibliche pagine della Genesi, che raccontano l'origine del mondo mediante il risuonare del celebre e ripetuto “Dio disse” [a], ad indicare che è il suono della Dābār Jahvè (la Parola di Dio) che porta ogni cosa all'esistenza.

mercoledì 22 luglio 2020

A Dio...

« A Dio non gli interessa chi eri… gli importa chi sei adesso. 
Allora, butta via anche tu le colpe del tuo passato… riprenditi l’innocenza di quando eri fanciullo e sfrutta il tempo che hai, per realizzare il meglio che puoi essere, per il bene di molti.»
(Swami Roberto)

“Acqua passata non macina più”, dice un proverbio popolare, ricordandoci che non è l' “acqua” di ciò che per noi ormai è già passato, a far girare la ruota del “mulino” della nostra vita.
E poiché i sensi di colpa e i rimpianti sono un po' come dei detriti ingombranti che rimangono attaccati a questa ruota, ostacolandone il funzionamento... è solo staccandosene per lasciare che vadano anch'essi con l' acqua passata... che il nostro “mulino” può sfruttare al meglio tutta l'acqua nuova che sopraggiunge dal nostro futuro.

domenica 19 luglio 2020

Intercessione... e compassione

Com’è noto, nel pianeta cristiano è detta “di intercessione” la preghiera con la quale si chiede aiuto per gli altri, anziché per sé stessi.
Poiché “l'uomo vede l'apparenza (ma) il Signore vede il cuore” (1 Sam 16,7), i frutti di questo tipo di preghiera dipendono, oltre che dalla fede, anche dalla capacità di essere compassionevoli... perché è attraverso la compassione che si fanno entrare nel proprio cuore coloro per i quali si prega.


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P.S. - Per rifletterci un po’ su :-) , vi suggerisco due piste di approfondimento:
- Riguardo alla “compassione”, in questo mio diario puoi vedere il post "Sole quotidiano";
- Riguardo alla preghiera, puoi seguire la pista di approfondimento che parte dalla voce "preghiera" (nel “Dizionario tematico” del mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”).

giovedì 16 luglio 2020

Effetto boomerang

Sin da bambini un po' tutti conosciamo il proverbio “chi la fa l'aspetti”… che oggi mi è tornato in mente mentre leggevo questo brano:
« Stando al racconto della Genesi (29,25) il patriarca Giacobbe fu ingannato dal suocero Labano: invece della più giovane Rachele che gli era stata promessa in sposa, si trovò nel letto, il mattino seguente, la maggiore, Lia, alla quale disse: “Sei una truffatrice, figlia di un truffatore!”.
Essa gli rispose: “Proprio tu puoi parlare! In fatto di bugie ne sai qualcosa! Tu stesso non sei stato forse un imbroglione quando tuo padre ti ha chiamato Esaù e tu hai risposto: “Si, sono io”? » (*).

Attraverso questa celebre vicenda, Giacobbe dovette sperimentare una sorta di “effetto boomerang”... perché sostituendosi ad Esaù lui aveva ingannato il padre Isacco carpendogli, a sua insaputa, la benedizione che sarebbe spettata a suo fratello (cf. Gen 27,1ss)... ma poi fu egli stesso ingannato in modo analogo da Labano che, a sua insaputa, sostituì Rachele con la sorella Lia.
In questa pagina biblica ecco dunque concretizzarsi il proverbiale “chi la fa l'aspetti” o anche... se si hanno occhi per vederlo :-) ... ecco un significativo esempio di esperienza karmica.


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P.S. - Per chi ha qualche difficoltà a conciliare la parola “karma” con la tradizione biblica, suggerisco la lettura del mio post “Concetti e preconcetti” (nel mio blog “Diario di un monaco”).
- Chi invece vuole riflettere un po' sul peculiare concetto cristiano-ramirico di karma, può cliccare la voce “karma” (nel Dizionario del mio blog “Un mio viaggio nel soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”).
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(*) Tratto da “V.Malka, Piccole scintille di saggezza ebraica”