Per designare questa capacità di sopportazione che certe situazioni della nostra vita possono eventualmente rendere necessaria, nel linguaggio comune si fa spesso ricorso al termine resilienza, il cui significato metaforico deriva dal fatto che in fisica sono definiti resilienti i materiali capaci di assorbire una notevole quantità di energia durante gli urti, senza rompersi.
In maniera analoga, anche noi possiamo essere resilienti nella misura in cui sappiamo “assorbire gli urti” eventualmente arrecatici da certe vicende esistenziali che non si possono cambiare... trovando in noi stessi le risorse di pazienza e forza d'animo necessarie a sopportarne il “carico” di sacrificio e sofferenza... e facendo anche ricorso alla nostra fede, per chiedere al Signore l'aiuto di cui sentiamo di avere bisogno.
Se, in queste circostanze, sappiamo “piegarci, senza spezzarci” [a]... ovvero se sappiamo sopportare il “peso” delle situazioni che siamo eventualmente chiamati ad affrontare senza cedere... allora può verificarsi in noi un “fenomeno” molto importante:
Così come, per saltare, bisogna piegare le ginocchia... anche il “piegamento” a cui possono costringerci certe vicende della nostra vita può diventare il momento di “caricamento” che ci fa raccogliere dentro di noi le forze che poi ci permettono di “saltare” ad un piano interiore più alto, perché fortificato dalle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e arricchito dalla potenzialità che abbiamo dovuto imparare ad esprimere, per adattarci ai pesi che siamo stati chiamati a sopportare.
Affinché tutto ciò possa accadere, dobbiamo evidentemente saper esprimere buona volontà, umiltà, pazienza ecc. ecc. …
E' però la fede a rivelarsi veramente indispensabile nei casi in cui... essendo arrivati ai limiti della sopportazione a causa della limitatezza delle nostre risorse umane... è soltanto con l'abbandono confidente in Dio che possiamo trovare pace nelle profondità del nostro essere... nonostante “la tempesta in superficie”.
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[a] In questo blog puoi vedere anche il post “Piegarsi... senza spezzarsi”

