AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


giovedì 4 giugno 2020

Avvicinamento

Il fatto che stiamo vivendo un tempo di forzato “distanziamento” sociale mi fa oggi tornare in mente, per contrasto, l’ “avvicinamento” di cui parlava un monaco cristiano del VI secolo, Doroteo di Gaza, il quale... dopo aver tracciato un cerchio nella polvere del deserto, osservava: “Il cerchio è il mondo e il centro è Dio. I raggi sono le vie degli esseri umani: quanto più essi avanzano, tanto più si avvicinano a Dio e più si avvicinano anche tra di loro”.
Questo avvicinamento al “Centro” di tutto... che è Dio... si compie quando il reciproco approssimarsi tra persona e persona avviene non sul piano meramente fisico, bensì su quello spirituale “abitato” da bontà, altruismo, generosità, solidarietà, comprensione reciproca ecc. ecc.
E’ questo il piano in cui si trova anche la preghiera... mediante la quale le persone, pur se lontane fisicamente, possono avvicinarsi a tal punto da toccare il “cuore” di Dio.

domenica 31 maggio 2020

In sintonia con la Pentecoste

Tutti abbiamo la facoltà di sollevare qualcuno da un momento di desolazione, confortandolo con una parola, un gesto, un'attenzione…
Ogni volta che lo facciamo, ci poniamo “in sintonia” con la Pentecoste diventando collaboratori e testimoni dello Spirito Santo, che infatti è chiamato anche “il Consolatore” proprio perché una delle sue prerogative è quella di soccorrere chi è “de-solato”, vale a dire “lasciato da solo” nelle sue difficoltà... per “con-solarlo”, cioè per fargli sentire la sua confortante presenza.

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P.S. - Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi percorrere una pista di approfondimento a partire da questa voce dell'indice tematico : Spirito Santo

venerdì 29 maggio 2020

Piegando le ginocchia

Tra i classici atteggiamenti del corpo con i quali, nella tradizione orante cristiana, è possibile rivolgersi al Padre Nostro... oltre a quelli con le mani giunte e/o con le braccia aperte [di cui vi ho parlato qualche settimana fa (*)]... c'è anche quello che è possibile assumere durante la “supplica” (dal latino “supplex”, che significa “chi piega le ginocchia pregando”).
Questa preghiera trae idealmente spunto dall'episodio nel quale è Gesù stesso che prega in ginocchio nell'orto del Getsemani (cf.Lc 22,41), ed è volta – per l'appunto - a “supplicare” Dio, cioè a pregarLo con fervore ed umiltà, implorandoLo di intervenire provvidenzialmente nella propria vita.

martedì 26 maggio 2020

Ri-scoprirsi

« Alcuni vi ri-coprono di informazioni... io, invece, con le informazioni vorrei aiutarvi a ri-Scoprirvi.»
(Swami Roberto)


Dicendo “Non multa sed multum” gli antichi latini sottolineavano l'importanza di sapere “molto” (multum) riguardo alla sostanza della realtà, senza dover necessariamente sapere “molte cose” (multa)… a significare che la quantità di informazioni di cui si dispone non è importante quanto la qualità delle stesse.
Pur se la cultura è ovviamente un valore fondamentale, che va coltivato il meglio possibile… lo step decisivo verso il “multum” è donato dalla Sapienza divina che, come ci indica proprio il termine “sapienza” (dal verbo latino sàpere, che rimanda innanzitutto al “sapore”), ci permette di “assaporare” l’essenza della realtà.
Infatti :-) sono stati gli insegnamenti spirituali di Swami che hanno dato “sapore” alla mia vita interiore... indicandomi la via della mia “riscoperta”.


P.S. - Riguardo al concetto biblico di Sapienza (in ebraico Hokmah), puoi seguire anche una pista di approfondimento nel mio blog “Un mio viaggio nel soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, nel post I doni dello Spirito: Sapienza (Hokmah) e Intelligenza (Bînah) 

venerdì 22 maggio 2020

Preghiere lanciate verso Dio

Tra le tradizionali orazioni in uso nella cristianità, ci sono anche le “giaculatorie” ovvero, nell'etimo latino, le “preghiere che si lanciano” (verso Dio).
Analogamente al “mantra” [dalla radice sanscrita “man”, che significa “mente” (*)]... la “giaculatoria” è una preghiera breve celebrata vocalmente o anche mentalmente durante le normali occupazioni della giornata, al fine di restare “in contatto” con Dio.
Infatti, compete unicamente alla nostra umana libertà la responsabilità di mantenerci, o meno, “collegati” alla sua divina Onnipresenza... e proprio questa è, in fondo, la primaria funzione di ogni forma di preghiera: farci restare “attaccati” al Padre Nostro... un po' come dei “rami” che traggono da Lui la linfa vitale... dalla quale dipende anche la possibilità di “portare frutto” nei diversi ambiti della propria esistenza.

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P.S. - Riguardo a questo argomento, nel mio blog “Un mio viaggio nel soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto", puoi vedere queste voci del Dizionario tematico:
(*) - Mantra
- Preghiera

martedì 19 maggio 2020

Sentire il tempo

Nell'idioma del popolo Guaranì dell'Amazzonia, “saggezza” si dice “arandu”, che significa “sentire il tempo”.
Ai giorni nostri, “sentirlo” significa anche tenere saggiamente conto dei nuovi comportamenti, improntati a prudenza e buon senso, che sono richiesti dalle particolari circostanze che stiamo vivendo.

sabato 16 maggio 2020

Lucernario

Al di là del senso oggi assunto dal termine "lucernario" nel linguaggio comune, i primi cristiani usavano la parola latina “lucernarium” per indicare un rito con il quale salutavano la luce del giorno che tramontava, e accendevano la “lucerna”, a simboleggiare il fatto che la luce, simbolo di Cristo, continuava ad espandersi nella loro casa, oltre che nel loro cuore, anche quando il giorno lasciava temporaneamente spazio alla notte.
In fondo... è proprio questo che bisogna fare quando sopraggiungono le “sere” delle prove karmiche: accendere la “lucerna”, nella fiduciosa attesa del giorno che ritorna.

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P.S. - Riguardo al concetto cristiano-ramirico di “karma”, puoi seguire una “pista di approfondimento” nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, a partire da questa voce del dizionario tematico: “karma”

martedì 5 maggio 2020

Il Roseto di preghiere

Visto che il mese di maggio è noto anche come “il mese delle rose”... oggi è appropriato :-) parlarvi del “Rosario”, vale a dire del “roseto” (in latino “rosarium”) di preghiere offerte alla Madonna, che costituisce una delle pratiche devozionali più diffuse nella Cristianità.
Il principio che vi sta alla base, ovvero l’insistita ripetizione di una particolare preghiera (nella fattispecie l’Ave Maria) è peraltro riscontrabile anche in altre religioni, come ci ricorda per esempio il termine sanscrito “Japa” che, in Oriente, designa la ripetizione (mentale o ad alta voce) di un nome divino o di una formula sacra (mantra)...  e quando questa orazione è celebrata con l'ausilio dei grani del “japa-mālā” (in sanscrito “mālā” significa “ghirlanda”)... essa costituisce l’equivalente induista del Rosario cristiano.
Da Oriente ad Occidente, l’esperienza religiosa ha visto dunque consolidarsi questa forma ripetitiva di preghiera che... nel caso specifico del Rosario... è un po' come una ghirlanda di rose-orazioni che ciascuno di noi può presentare alla Madre di Cristo, affinché interceda per le nostre necessità.
Va da sé che questo “roseto” si mantiene florido… solo quando la propria preghiera germoglia in un “clima” di fede e devozione.     

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P.S. - Puoi approfondire questo argomento nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, nel post “Mente e suono che si fanno preghiera”.

sabato 2 maggio 2020

A proposito di "Cristianesimo e reincarnazione"...

A proposito di "Cristianesimo e reincarnazione"... vi racconto un dialogo con un giovane che ho incontrato nel monastero qualche tempo fa... molto prima della quarantena ☺

Trovi il video nella mia pagina facebook

domenica 26 aprile 2020

Preghiera contemplativa

Tra le varie forme di comunicazione che è possibile instaurare con Dio, un posto particolare spetta alla “preghiera contemplativa”.
Di questa pratica spirituale... mediante la quale il credente orienta la propria dimensione interiore ad “immergersi” nella Realtà divina... mi sono occupato nel mio blog “un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, nella tappa “La preghiera contemplativa”.

giovedì 23 aprile 2020

Goccia a goccia

Tra le “leggi” basilari che regolano la nostra esistenza, c'è quella che la saggezza popolare sintetizza così : “a goccia a goccia s'incava la pietra”.
Questo proverbio ben si presta a rappresentare, metaforicamente, la fondamentale virtù spirituale della perseveranza, che si esprime con la costanza nel perseguire i propri buoni  propositi, abbinata all'impegno e alla buona volontà nel metterli in pratica.
Quel che infatti non riesce ad un singolo sforzo, che si infrange vanamente contro la “durezza” di un problema apparentemente “imperforabile”, può invece riuscire ad un insieme di sforzi profusi con costanza nella stessa direzione... ed è per questa ragione che la perseveranza, nelle buone azioni, nei retti pensieri, nella preghiera… è un’“arma” formidabile, che permette di raggiungere risultati straordinari.
Oltretutto, è proprio sulla perseveranza che si poggia anche la “fedeltà”, la quale... è un po' il “marchio di qualità” della propria fede, come già ebbi modo di dirvi nel post “Fedeli-fedeli”.

domenica 19 aprile 2020

Come pupilla degli occhi...

«  Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali » (Sal 17,8).
Mediante un'immagine suggestiva il salmista si rivolge qui al Signore chiedendoGli la sua divina protezione come se fosse una palpebra che naturalmente si abbassa per proteggere la delicata pupilla degli occhi, difendendola dai pericoli anche improvvisi che possono giungere dall’esterno.
Poiché questa preghiera si compie nella misura in cui sappiamo far crescere l’ “intimità” del nostro rapporto con il Signore, la “via maestra” per favorire la sua attuazione è costituita dal perseguire quella che la tradizione cristiana, soprattutto orientale, definisce “theôsis”… cioè la “divinizzazione” intesa come trasformazione interiore messa in atto da quanti praticano concretamente i divini insegnamenti, e dunque modellano sulla sequela di Cristo la propria condotta di vita... conseguendo così una reale partecipazione alla sua natura divina.
E' in questo modo che si raccoglie il suo invito ad essere “uno” con Lui (cf. Gv 17,23), consentendoGli così di custodirci “come pupilla degli occhi”, e di proteggerci “all'ombra delle sue ali”.

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P.S. - Su questo argomento, puoi percorrere due piste di approfondimento a partire dalle voci “Illuminazione” e “Inabitazione” (nel “Dizionario tematico” del mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”)

giovedì 16 aprile 2020

Come l'acqua che si modella...

Il classico proverbio che ci invita a “fare di necessità virtù”, è particolarmente attuale in questo periodo, perché anche la “necessità” di un confinamento forzato può essere trasformata nell’opportunità di risvegliare facoltà “latenti”, com'è per esempio il caso della capacità di adattamento... che ci è richiesta dalla quotidianità improvvisamente mutata.
Questa “elasticità” è una virtù che è così rappresentata da un detto orientale :
“La persona sapiente è capace di adattarsi alle sorprese della vita come l’acqua che si modella all’otre in cui è versata”.

martedì 14 aprile 2020

A braccia aperte

Nella pratica della preghiera cristiana tradizionale, oltre al gesto delle mani giunte  di cui vi ho parlato alcuni giorni fa, un altro dei “classici” atteggiamenti del corpo volti ad esprimere, anche fisicamente, una particolare intenzione devozionale rivolta a Dio... è la preghiera celebrata in piedi, con le braccia aperte e leggermente alzate... e i palmi delle mani rivolti in alto.
Questa posizione (particolarmente “di casa” nell'Ebraismo, ma diffusa anche in altre religioni) ha in origine il significato di esprimere mediante il corpo un senso di abbandono fiducioso a Dio... in un’apertura di braccia che si fa “segno” dell’apertura d’animo con la quale, nella preghiera, ci si rimette rispettosamente alla sua superiore Volontà, disponendosi a farsi aiutare da Lui “a modo suo”... e non a modo nostro.

giovedì 9 aprile 2020

Luce mia



“Alla tua luce vediamo la luce” (Sal 36,10)
Buon compleanno Swami, Luce mia, che tutto rischiari e vivifichi.

mercoledì 8 aprile 2020

Dalle radici della Pasqua… fino al 9 aprile

Pace e bene a tutti voi...
Oggi vi parlo della Solennità religiosa che caratterizza questo periodo di Primavera... vale a dire la Pasqua... che, com'è noto, è la festa religiosa più importante sia per gli ebrei che per i cristiani... (per continuare, guarda il video sulla mia pagina facebook)

giovedì 2 aprile 2020

A mani giunte

Pur se la preghiera scaturisce innanzitutto da “dentro”... nell'espressione del proprio dialogo con Dio anche il corpo riveste un ruolo importante, tant’è vero che, nel corso dei secoli, in seno alla cristianità si sono affermati alcuni particolari atteggiamenti del corpo con i quali l'orante può esprimere la sua devozione.
Tra di essi, uno dei più naturali è il gesto delle mani giunte davanti al petto, che tra l’altro è presente con il nome di “anjali-mudrā” anche nelle religioni orientali, dove viene praticato come il “saluto” (anjali) che religiosamente richiama “la vera natura dell'essere, assoluto e immutabile”.

Nella tradizione cristiana, le mani giunte sono il gesto con il quale l'orante “raccoglie” tutto il proprio essere, ponendolo di fronte alla grandezza assoluta di Dio, al quale affida le proprie intenzioni e l’intera propria vita.
Vissuta con devozione sincera, questa posizione delle mani funge da supporto al proprio pensiero “sigillando” (*) l'intenzione di mettersi totalmente, con pienezza di anima e corpo, nelle “mani” del Padre Nostro.


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(*) P.S. - “Sigillo” è anche il significato letterale del termine sanscrito “mudrā”.

lunedì 30 marzo 2020

Affida al Signore la tua via...

« Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà ».
(Salmi 37,5)

Affidare e confidare, sono gli atteggiamenti che da “piccoli” è naturale esprimere nei confronti dei genitori.
Se “da grandi” sappiamo fare altrettanto nei confronti del Signore, Gli permettiamo di agire provvidenzialmente nelle nostre vite.
È anche in questo senso che possiamo raccogliere l'invito che il Cristo ci rivolge, di farci “fanciulli” (Mt 18,3).



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P.S. - Puoi approfondire il concetto della “Divina Provvidenza” in questo post: « Il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose » (Mt 6,32)
(Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto)

mercoledì 18 marzo 2020

Dal Cielo della Beatitudine di Dio...

Immersi nel dolore, condividiamo con voi una tristissima notizia. Nelle prime ore del mattino di lunedì 16 marzo, nel suo letto durante il sonno, a causa di un malore improvviso, Ramia MAURO ha concluso la sua vita terrena, lasciando nel cuore di tutti noi e dei suoi cari familiari un vuoto incolmabile.

Il funerale si terrà domani, giovedì 19 marzo, in forma strettamente privata a causa della situazione di emergenza in atto. E proprio domani, 19 marzo, ramia Mauro avrebbe compiuto 53 anni.

Conosceva Swami Roberto da oltre 30 anni e si è consacrato monaco Ramia il 1° novembre 1992.
Ha sempre svolto con amore e dedizione la sua missione sacerdotale, lui sfiorava con dolcezza le persone con la sua anima pulita e con l’umiltà che lo caratterizzava.

Umanamente è straziante, la “perdita” di un confratello così giovane, meraviglioso, profondo, che ha condiviso con noi immensi sacrifici e tante gioie. Ma ci conforta la certezza che, ora più che mai, dal Cielo della Beatitudine di Dio, ramia Mauro continuerà ad aiutarci con il suo spirito e la sua intercessione presso il Padre Nostro.

Appena ci sarà possibile riunirci insieme a tutti voi nel nostro Tempio, per prima cosa, desideriamo onorare il nostro amato ramia Mauro, con infinita gratitudine, per aver donato i migliori anni della sua vita a questa nostra Chiesa, Anima Universale.

(Tatto dalla pagina Facebook Swami Roberto)

sabato 14 marzo 2020

Un fenomeno religioso universale

Sin dall'alba dei tempi, la preghiera è un fenomeno religioso universale che, tra l'altro, dà espressione all'esigenza dell'essere umano di mettersi in comunicazione con Dio per chiederGli l'aiuto necessario ad affrontare le situazioni problematiche della sua vita.
Della peculiare concezione di preghiera che si è sviluppata, nel corso dei secoli, all'interno della tradizione biblica, mi sono occupato in queste due tappe del mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto”:

- La preghiera nella tradizione biblica

- Il modello di preghiera custodito nei Vangeli

mercoledì 11 marzo 2020

La foglia di gelso

«Con la pazienza la foglia di gelso diventa seta», recita un antico proverbio popolare, ricordandoci con semplice efficacia come, oltre all’operosità del baco, sia necessario anche il tempo... affinché questo processo naturale giunga a compimento.
In modo analogo, l’ “anima” dell'umana pazienza [dalla radice latina "pati" (sopportare)] è proprio la capacità di essere costanti nei propri impegni e propositi, sopportando i “pesi” che sono costituiti sia dagli sforzi che bisogna sostenere... sia dal tempo che bisogna attendere affinché i risultati auspicati possano giungere a maturazione.
È proprio così: per realizzare la “seta” dei propri obiettivi esistenziali non si può prescindere dalla pazienza la quale, oltretutto, è anche una “collaboratrice” preziosa della prudenza, cioè di quella capacità di vivere in modo assennato... discernendo il proprio bene e tenendosi alla larga dagli inutili rischi che potrebbero nuocergli... che è una virtù spirituale così “attuale” nelle particolari circostanze che stiamo attraversando.

domenica 8 marzo 2020

"Mostri sacri" da stanare...

Come già ho avuto modo di fare a più riprese nelle pagine di questo mio diario, torno oggi a parlarvi di un altro dei “mostri sacri” che purtroppo è stato allevato, nel corso dei secoli, in seno alla tradizione biblica... e per farlo parto dal celebre episodio delle querce di Mamre, quando il Signore appare ad Abramo nella forma di tre uomini che arrivano nei pressi della sua tenda (cf. Gen 18,1ss).
Dopo essere corso loro incontro, ed essersi prostrato ai loro piedi, Abramo offre loro del cibo… e dopo che essi hanno mangiato, il Signore dice ad Abramo:
“Tornerò da te fra un anno, e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio” (Gen 18,10).
Sentendo queste parole, Sara ride dentro di sé, manifestando la sua incredulità… e quando poi il Signore evidenzia ad Abramo questa inopportuna reazione di sua moglie, lei nega impaurita, dicendo “Non ho riso!”... ma subito il Signore la smentisce rispondendole: “Hai proprio riso”.

venerdì 6 marzo 2020

Se ti presenti per servire il Signore...

« Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.
Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della prova.»

(Siracide, 2,1-2)

Chi vuole farsi strumento del Signore nella propria famiglia, nel lavoro, nella vita sociale... fa bene a tenere a mente questa biblica esortazione ad affrontare spiritualmente nel modo giusto le prove della vita.
E’ fronteggiando tali situazioni esistenziali con le “armi” della rettitudine e delle perseveranza che si “serve il Signore” e, così facendo, ci si pone anche in comunione con il suo “Ignis ardens”, il “fuoco” dello Spirito Santo che “brucia” il karma.

lunedì 2 marzo 2020

Coraggio... e testimonianza

Nel novero delle virtù umane il “coraggio”, cioè la forza morale che rende capaci di affrontare anche le situazioni difficili della vita senza soccombere alla paura o all’abbattimento, è da molti considerato una “dotazione” che alcuni hanno sin dalla nascita, ed altri no.
Ora… per quanto si possa nascere più o meno predisposti ad essere coraggiosi, il “coraggio”... [dalla radice latina “cŏr” (cuore)]... è una virtù che ciascuno può scoprire in sé, nella misura in cui si scopre “qualcuno” (o “qualcosa”) da amare con tutto il proprio cuore.
E' dunque la capacità di amare… di appassionarsi ad una “causa”… la chiave per ridestare il “cuor di leone” che è in ciascuno di noi :-)
Questo evidentemente vale anche nel piano religioso, dove il coraggio nella fede scaturisce dal cuore che ama Dio…
Ed è sempre dal cuore, cioè dalla parte più intima e genuina di ciascuno di noi, che può nascere la sola testimonianza che riesce a “colpire” i cuori altrui, attraverso il "linguaggio" coraggiosamente coerente del proprio esempio di vita.

mercoledì 26 febbraio 2020

Preghiera personale

Pur se la preghiera personale non può essere limitata ad una prassi standardizzata, perché la sincerità del dialogo con Dio porta a lasciar liberamente “parlare”  il proprio cuore... è anche vero che nel corso dei secoli l'esperienza religiosa ha individuato alcune fondamentali maniere per esprimere la propria preghiera personale.
Questo è l'argomento di cui vi parlo nel post “Mente e suono… che si fanno preghiera” (nel blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale... sulle impronte di Swami Roberto”).