AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


venerdì 14 maggio 2021

Pentimento...

Tra i temi spirituali meno “piacevoli” da dover affrontare, ma più importanti per la vitalità della propria interiorità, c'è il “pentimento”, cioè il senso di rammarico per aver fatto qualcosa che, con il senno di poi, si vorrebbe non aver fatto... insieme alla volontà di rimediare concretamente, nel limite del possibile, all'errore compiuto...  e insieme anche, ovviamente, al proponimento di non ripeterlo più.
A tale riguardo, un aspetto da tenere sempre presente è quello che, per esempio, lo scrittore Victor Malka mette in risalto così:

« Per un uomo il vero pentimento è riconoscere le proprie colpe senza farle ricadere sugli altri. Così il re Davide disse al profeta Natan. “Ho peccato”. Allora il profeta gli fece sapere: “Non morirai” (2Sam 12,13).
Il re Saul, da parte sua, riconobbe anche lui di aver peccato ma aggiunse subito che ciò era successo perché temeva il popolo (cf. 1Sam 13,10.12). Aveva fatto ricadere la responsabilità sul popolo e fu per questo che il suo pentimento non venne accettato.“ »
. [a]

In effetti... bisogna anche resistere alle lusinghe delle infinite giustificazioni suggerite dall'ego... per trovare l'autentico pentimento... che è la “chiave” spirituale con la quale è possibile aprire la “porta” dell'infinita Misericordia di Dio.

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Nel mio blog “Diario di un monaco, discepolo di Swami Roberto”, puoi entrare ulteriormente in questo argomento esplorando il post « Una pagina “scabrosa” del Vangelo » .

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[a] V.Malka, “Piccole scintille di saggezza ebraica”, 2009, p.158

mercoledì 12 maggio 2021

Oggi...


Oggi condivido la gioia del mio 56° compleanno con voi
che, in questo diario, partecipate al mio viaggio nel Cosmo della Fede,
a bordo dell' "Arca" di Anima Universale.
💞

sabato 8 maggio 2021

Ama

« Ama
senza volere in cambio il frutto
della tua azione d’Amore...

Dona
senza aspettarti nulla...

Questa è la disciplina
che ti condurrà
sulla Via verso la Liberazione.»

(Swami Roberto)*


Nel linguaggio biblico del Nuovo Testamento, è il verbo greco “agapao” (da cui il sostantivo “agàpe”) che designa questo amore di donazione inteso alla maniera divina, il quale... non aspettandosi nulla in cambio... non si fa condizionare dalla maggiore o minore prossimità del destinatario, e neanche dalla sua qualità morale... ed è svincolato anche da ogni aspettativa di essere corrisposto, o meritato... perché un amore che dipendesse da una qualsiasi causa avrebbe il limite... di essere destinato a svanire nel caso di un eventuale venir meno di quella causa.
Verso questo sublime Amore di donazione di cui ci parla Swami… ci orienta anche queste celebre passaggio del Vangelo: "Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?” (Mt.5,46).


*Tratto dal libro "ascoltando il Maestro", Vol.1, p.234

domenica 2 maggio 2021

Olio sacro

Così come l'olio, versato in un recipiente pieno d'acqua, sta sempre in alto, a contatto con l'aria... anche la fede è un po' come dell' “olio sacro” che, nella misura in cui ce ne imbeviamo, ci fa stare sempre “in alto”, permettendoci di “prendere aria” e respirare, anche quando le acque della vita sono agitate.
 

 

 


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P.S. - Nel “frantoio” :-) del mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi partire dal Dizionario tematico per seguire un percorso di approfondimento nella dimensione della fede.

mercoledì 28 aprile 2021

La "maturazione" del bene

« Tu sei troppo giusto, Signore, perché io possa contendere con te, ma vorrei solo rivolgerti una parola sulla giustizia. Perché la via degli empi prospera? » (Bibbia, Ger 12,1).

Questo antico interrogativo... presente anche oggi nella mente di chi per esempio non si spiega la buona sorte che arride a certi disonesti... trova idealmente una risposta nelle parole del salmista, che scrive: “se gli empi germogliano come l'erba e tutti i malfattori fioriscono, è perché li attende una rovina eterna” (Sal 92,8)...
Gettando uno sguardo ad Oriente, nella tradizione buddhista la stessa questione è affrontata così: “il peccatore se la passa bene, finché il male commesso non gli matura: allorché matura il peccatore sperimenta ogni sorta di mali” (Dhammapada, IX, 119)... e poi, nel versetto successivo, viene messa in evidenza pure l'altra faccia della medaglia: “Il Buono se la passa male, finché il bene commesso non gli matura: allorché matura, il virtuoso sperimenta ogni sorta di beni” (Dhammapada, IX, 120).

Tornando alla tradizione biblica, a proposito di "maturazione" del bene il salmista osserva che “Il Signore è giusto e ama le azioni giuste, gli uomini retti contempleranno il suo volto” (Sal 11,7)... e lo stesso principio riecheggia nel Libro della Sapienza, quando l'autore scrive che “i giusti... vivono in eterno, la loro ricompensa è presso il Signore e l'Altissimo si prende cura di loro” (Sap 5,15).

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Per continuare la riflessione su questo argomento “karmico”, puoi vedere i post:
- Effetto boomerang
- La buona semina

sabato 24 aprile 2021

Occorre essere dei buoni esempi

« Non basta sentirsi buoni.
Occorre essere dei buoni esempi.»

(Swami Roberto)

Tra i principi di saggezza che ci sono suggeriti dall'esperienza della nostra vita, c'è quello che un proverbio popolare sintetizza così: “Il miglior modo per insegnare è mettere in pratica ciò che predichiamo”.
Nella specifica prospettiva religiosa, la via più efficace per comunicare al prossimo i propri valori consiste infatti nel praticarli... prendendo le distanze dall'ipocrisia che induce invece ad accontentarsi di “predicare bene e razzolare male”.
Da questo “distanziamento” scaturisce anche l'autentica testimonianza di fede... che è uno dei primari servizi da rendere a Dio (oltre che a se stessi) se veramente Lo si ama.

martedì 20 aprile 2021

Al di là dei meriti...

Anche se la celebre parabola evangelica del “Figliol prodigo” è solitamente ricordata per il figlio dissipatore perdonato dal padre, il quale fa festa per il suo ritorno a casa... è significativa anche la figura del figlio maggiore, che si è sempre comportato bene, e si rammarica del fatto che il padre non abbia mai fatto festa per lui (cf. Lc.15,11-32).
Questo “figlio maggiore” impersona il modo di pensare che per esempio ricompare nella mente di quanti si lamentano del “trattamento di favore” che Dio sembra riservare a qualcun altro, a loro avviso meno “meritevole”... e quindi si sentono trattati ingiustamente.
Chi ragiona così, non si rende conto che se il Padre nostro si limitasse a “ricompensare”, con rigorosa precisione, i nostri meriti e demeriti... allora ciascuno di noi (che evidentemente “sfiguriamo” di fronte alla Perfezione divina) si troverebbe a dover dire: “Povero me!”.
Invece, grazie a Dio :-) la Divina Misericordia segue vie che vanno ben oltre la mentalità limitata e calcolatrice degli esseri umani (cf. Is 55,8-9).

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« Quando vi meravigliate perché il Signore aiuta qualcuno che secondo voi non lo meritava, pensate piuttosto ai vostri errori e considerate che anche voi usufruite della sua Misericordia che perennemente va oltre la pochezza degli uomini.Dio ben sa che l’eterno splendore spirituale di ciascun essere umano non è offuscato dai suoi attuali limiti… come le pietre preziose non vengono svilite dalla terra che le ricopre.»
(Swami Roberto, tratto dal libro “Ascoltando il Maestro”, vol.2 pag.288)

venerdì 16 aprile 2021

Ciò che si è in grado di fare....

Un apologo proveniente dalla tradizione religiosa dei Sufi racconta che un giorno… un uomo percorre il tragitto che gli permette di giungere alla tenda dove si trova il suo maestro sufi e, una volta giunto in sua presenza, gli dice:
« È così grande la mia fiducia in Dio che ho lasciato fuori il mio cammello senza legarlo, perché sono convinto che Dio, l’Onnipotente, difende gli interessi di coloro che Lo amano e Lo temono.
“Va’ subito a legare il cammello, sciocco!” gridò il maestro. “Dio non ha tempo da perdere facendo per te quello che tu sei perfettamente in grado di fare da solo”».


Questo apologo evidenzia la “morale”... che credere in Dio non significa affatto potersi sentire esonerati dal prestare attenzione alle normali incombenze della vita... e neanche poter fare a meno di impegnarsi a fare tutto quello è umanamente possibile, nei vari campi della propria esistenza, con buon senso, pazienza, buona volontà... ecc.
Sarebbe infatti da stolti pensare che avere fede… significhi credere che Dio possa sopperire alle proprie negligenze e omissioni.

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In relazione a questo argomento, puoi riflettere anche sui post:
- “Buona Volontà”
- Volenti o nolenti
- “Grazia... e libertà”

martedì 13 aprile 2021

Il piano al disopra...

“Lo stolto giudica diritta la sua condotta, il saggio, invece, ascolta il consiglio”
(Bibbia, Pr 12,15)

Un grande saggio dell'antichità, Socrate, è noto anche perché, a chi lo considerava l'uomo più sapiente, lui diceva “io so di non sapere”... dimostrando così la sua saggezza nell'essere consapevole di non sapere molte cose.
E' in una analoga prospettiva che anche l'autore biblico ci invita a seguire non l'esempio dello stolto che “giudica diritta la sua condotta”, bensì quello del saggio che è consapevole che c'è sempre qualcosa da imparare, e quindi è capace anche di “ascoltare consiglio”.
Però... siccome non tutti sono in grado di dare consigli validi... è saggio anche disporsi a vagliare i consigli con discernimento, senza fare l'errore di “prenderli per oro colato”[a].
Una via maestra per riuscirci, è darsi da fare per acquisire le informazioni che provengono dal piano che “sta aldisopra” della saggezza umana, ovvero quello della Sapienza divina.   
Nel mio blog: “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, vi ho tra l'altro parlato di questa comunicazione con il piano “superiore” :-) nel post “I doni dello Spirito: Sapienza (Hokmah) e Intelligenza (Bînah)”.

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[a] Nel mio blog “Diario di un monaco”, vedi anche il post “Il principio d'oro... colato” 

venerdì 9 aprile 2021

Vita del mio spirito...


Sei nato in questo nostro tempo, per soccorrerci nel cammino delle nostre vite 
e guidarci sulla via della divina salvezza.
Con eterna gratitudine e devozione, buon compleanno a Te, Maestro mio, 
divina Compassione che incessantemente rigeneri la vita del mio spirito...
avvolgendomi di Te.

domenica 4 aprile 2021

« Vedere » la Luce della Pasqua

A proposito di Pasqua... un "passaggio" che è possibile percorrere solo esplorando il testo greco del Vangelo di Giovanni, è quello custodito nel brano in cui l'evangelista descrive l'esperienza vissuta da Maria di Màgdala di fronte al sepolcro:
Giovanni utilizza tre diversi verbi greci che, in successione, raffigurano i suoi tre modi diversi di “vedere”, vale a dire blepein (scorgere), theorein (osservare) e orãn (vedere oltre).

In particolare, Maria dapprima “vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro” (Gv 20,1), e questo “vide” (in gr. “blepei”) ha il significato di intravedere qualcosa, senza capire bene di cosa si tratta;

Poi, Maria “vide due angeli in bianche vesti” (Gv 20,12)… e “vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù” (Gv 20,14), ed in entrambi questi casi, si tratta di un “vide” (in greco “theōrei”) che indica il suo osservare con attenzione qualcosa che aveva suscitato il suo interesse, pur se ancora non capiva bene di cosa si trattasse;

Infine, Maria annuncia ai discepoli: “ho visto (in gr. heōraka) il Signore” (Gv 20,18)... dimostrando quindi di aver riconosciuto Gesù vedendo anche il suo “Volto” di “Signore” Risorto. 

Leggendo tra le righe di questi celebri versetti si può allora cogliere un ulteriore messaggio dell’evangelista che, descrivendo la reazione di Maria di Màgdala, illustra anche la progressione che ogni credente può fare di fronte alla manifestazione del Soprannaturale, passando dal semplice guardare un fenomeno inusuale... all’osservarlo con attenzione ed interesse… per poi riuscire a “vederLo” nella sua completezza, fino a riconoscervi la manifestazione del Cristo risorto.
Di fatto, si tratta di una “sequenza” rappresentativa del percorso interiore che anche ciascuno di noi è chiamato a compiere per poter riconoscere i “segni” miracolosi che il Signore manifesta nella nostra attuale esistenza... con i quali, di volta in volta, Lui “ribadisce” il Potere della Vita divina che vince la morte, facendoci “vedere” la Luce della sua Pasqua.

Buona Pasqua, a tutti voi :-)

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P.S. - Su questo argomento, puoi leggere anche il post : “Vedere” il Segno divino (Gv 6,26) [Nel mio blog: “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”)

martedì 30 marzo 2021

Dai "pesi" ai "passi"

Una parola greca usata nel Nuovo Testamento... hypomonè [da “hypo” (sotto) e “moné” (stare)]... ben si presta a designare quella che può essere riconosciuta come l'anima stessa del termine “pazienza” [dalla radice latina “pati”, (sopportare)], vale a dire la capacità di portare i “pesi” dell’esistenza.

Affinché questa essenza della pazienza, che è notoriamente conosciuta come “la virtù dei forti”, possa radicarsi dentro di sé... un fondamentale passo è compiuto da quanti sanno orientare la propria preghiera personale a Cristo con l'intenzione di affidarGli i “pesi” costituiti dalle proprie prove karmiche... trasformate, mediante la propria fede, in “mezzi” di partecipazione alla Sua Croce di Resurrezione.
E' da questa divina Sorgente che si effonde allora la Forza soprannaturale che aiuta ad alleggerire tali “pesi”, e a trasformarli anche in “passi” di resurrezione interiore... nel proprio cammino di elevazione spirituale. 

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Riguardo al concetto cristiano-ramirico di karma, nel Dizionario tematico del mio blog « Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto », puoi percorrere una pista di riflessione che parte dalla voce « karma ».

giovedì 25 marzo 2021

Ira... e indignazione

Pur se c'è anche chi le confonde, ira e indignazione sono due realtà contrapposte che, spiritualmente parlando, sono rispettivamente un vizio e una virtù.
L'ira si manifesta infatti come una reazione, violenta e risentita, ad una contrarietà... mentre l’indignazione è lo stato d’animo di chi si sente profondamente offeso da ciò che va contro l’amore, la dignità umana, la giustizia, e ha bisogno di dissociarsene subito in modo anche forte, ma mai violento.
Dal punto di vista spirituale è ovviamente necessario evitare l'ira ma, al contempo, bisogna anche evitare l'equivoco in cui cadono coloro che, con il pretesto di non essere iracondi... in realtà eludono la propria responsabilità spirituale di schierarsi sempre, con decisione, dalla parte del bene.
Proprio questa è l’indignazione: la naturale reazione dell’animo compassionevole che, essendo “allergico” alle manifestazioni del male, se ne discosta con immediata fermezza... come per esempio mostrava lo stesso Gesù, indignandosi nei confronti delle ingiustizie e delle ipocrisie di scribi e farisei (cf. Mt 23,13ss)… o anche nel celebre episodio nel quale utilizza la “frusta di cordicelle” per scacciare i mercanti dal tempio (Gv 2,15).

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P.S. - Per riflettere su questo argomento, in questo mio Diario puoi vedere anche il post “schierarsi” 

sabato 20 marzo 2021

Gli occhi verso il Cielo...

« Swami, a cosa servono le pozzanghere?
Sono molto importanti, sono degli specchi. Ti ricordano che qualche volta dovresti alzare gli occhi al Cielo della speranza.»

(Swami Roberto)

Diversamente dal “semplice” ottimismo, che implica la capacità di distogliere lo sguardo dagli aspetti problematici della realtà per orientarlo prioritariamente verso quelli positivi... la virtù spirituale della Speranza richiede la Fede e, con Essa, anche la capacità di affrontare, con realismo, i problemi della vita… nella fiduciosa consapevolezza che l’intervento provvidenziale di Dio, invocato mediante la preghiera, in ogni momento può “trasformarli”, così da aiutarci a superare le difficoltà.
Mettendoci in contatto con la Realtà soprannaturale dello Spirito di Dio, è la Speranza che ci permette di “restare alla Luce” anche quando le “batterie” del mero ottimismo potrebbero scaricarsi.
Così... “animàta” dalla Fede... la Speranza è portatrice della primavera dello spirito.

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Per respirare quest'aria primaverile :-) puoi anche percorrere il sentiero di riflessione che parte dalla voce “Provvidenza”, nel Dizionario tematico del mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto.
 

domenica 14 marzo 2021

A modo Suo...

Oltre alle proprie personali richieste e aspirazioni che, mediante la preghiera, è importante presentare a Dio con fede... alla fin fine è spiritualmente importante ricordarsi comunque di chiederGli la realizzazione non della propria, bensì della SUA divina Volontà, perché è evidente che Dio conosce meglio di noi quale effettivamente sia il nostro vero bene, al di là dei nostri umani, e quindi limitati, obiettivi.
Nella preghiera spiritualmente “adulta” è infatti sempre presente, idealmente, il “sia fatta la tua Volontà” che abbiamo imparato a rivolgere al Padre nostro sin da piccoli... e che “da grandi” richiede una fede benedetta da quella santa “umiltà” (dal latino humus, terra) che ci permette tra l'altro di  “atterrare” i voli pindarici della presunzione... e ci dispone a farci aiutare da Dio a modo Suo, e non, invece, a modo nostro.
 

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Per esplorare la dimensione della preghiera, puoi percorrere la pista di approfondimento che trovi nel mio blog “un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, alla voce "Preghiera" (nel Dizionario tematico). 

martedì 9 marzo 2021

Le corde della cetra

« A dir “miele, miele” la bocca non s'indolcisce »... recita un proverbio popolare che idealmente si ricollega al principio spirituale al quale si riferiva Gesù quando, in una sua celebre “denuncia” dell'umana ipocrisia religiosa, diceva: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21).
Pertanto, chi per esempio vuole cantare le proprie lodi a Dio, deve proporsi di farlo innanzitutto attraverso le azioni concrete della sua vita perché, come ricordava anche Cassiodoro, “sono le buone azioni le corde della cetra” con la quale elevare al cielo la propria autentica lode al Signore.
Quando ciò accade, si supera il “mare che c’è tra il dire ed il fare”, e si tocca il cuore di Dio. 

sabato 6 marzo 2021

Dio non è vendicativo

« "Dio può dare e può anche togliere", questa affermazione è una bestemmia, perché il Signore non è vendicativo come gli esseri umani.
Sono coloro che gli voltano le spalle, con la loro ingratitudine, che si allontanano dalla Fonte di tutte le Grazie. Sono loro che distruggono gli aiuti ricevuti.
Dio non ha bisogno di fare nulla.»

(Swami Roberto)


Queste parole di Swami mi fanno oggi pensare al grande equivoco nel quale purtroppo cadono le "folle" di credenti che hanno una concezione "vendicativa" di Dio, immaginandoLo come una sorta di giudice che punisce e condanna... quando invece "Dio è Amore" inesauribile (cf. 1Gv 4,8).
Di fronte a Lui, è l'essere umano che in realtà si giudica, ed eventualmente punisce e condanna se stesso, facendosi del male da solo... quando non riconosce i Doni d'Amore incessantemente elargiti dal Padre nostro, sprecandoli.
Per esempio, in un post di gennaio Swami scriveva: "i più non sanno riconoscere questo Dono… potrebbe essere rifiutato, vanificato, e il Signore se lo riprenderà".
Diversamente da quanti, equivocando, potrebbero intendere queste parole nel senso di una "vendetta" divina, in realtà anche in quel caso Swami si riferiva alla responsabilità dell'essere umano che, nel momento in cui non riconosce e/o rifiuta i Doni divini, in sostanza  li restituisce al Padre Nostro, Il quale, a quel punto, non può far altro che riprenderseli.
Per riflettere un po' su questo concetto spirituale contenuto negli insegnamenti di Swami, suggerisco anche una visita alla voce "giudizio" (nel mio blog "Sui sentieri del Vangelo di Giovanni").

giovedì 4 marzo 2021

La coerenza...

« La coerenza è la spina dorsale della perfezione. Invece l'incoerenza rende potente il caos.»
(Swami Roberto)

Nella nostra vita interiore, la virtù spirituale della coerenza... vale a dire la capacità di comportarsi conformemente alle proprie idee e convinzioni, seguendo i dettami della propria coscienza... svolge un po' la funzione di un “timone” che ci permette di mantenerci sulla via della della rettitudine.
Poiché l'umano opportunismo non smette mai di suggerire ciò che conviene all'ego, anziché ciò che è spiritualmente giusto... per procedere verso il “porto” della salvezza è necessario evitare di farsi ingannare dalle “sirene” dell'incoerenza.
Dare loro ascolto, significa infatti andare “fuori rotta” e quindi vedere concretizzarsi quel “pericolo” spirituale al quale allude, per esempio, anche un proverbio della Cornovaglia che dice: “chi non vuole essere governato dal timone deve essere governato dallo scoglio”... laddove lo “scoglio” può essere inteso come le esperienze karmiche difficili che si rendono necessarie per prendere coscienza delle proprie incoerenze, cioè dei propri errori di percorso.
Spiritualmente parlando... è solo praticando la disciplina della coerenza che ci si mantiene sulla rotta diretta verso la Meta.

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Puoi approfondire il significato cristiano-ramirico di karma, a partire da questo link nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto : karma

domenica 28 febbraio 2021

Una questione di fondamenta...

« Ciottoli posti su un’altura di fronte al vento non resistono,
così un cuore meschino, basato su stolti pensieri, non regge di fronte a un qualsiasi timore.»
(Siracide 22,18)

Queste bibliche parole mi fanno oggi pensare alla celebre metafora evangelica della casa “costruita sulla sabbia” e pertanto destinata a crollare, diversamente dalla “casa costruita sulla roccia” che resiste alla tempesta (Mt 7,24-27).
Se ne ricava il principio spirituale... tanto semplice quanto importante da ricordare sempre... che la capacità di resistere non dipende dalla maggiore o minore veemenza della tempesta, bensì dalle fondamenta della propria “casa” interiore.

 

giovedì 25 febbraio 2021

Amen... e Aum

Oltre ad essere tra le parole più ricorrenti nel linguaggio religioso di matrice biblica... il termine AMEN funge anche da ideale “porta” di comunicazione con l'Oriente extra-biblico... mediante la sua “affinità” con la sacra sillaba sanscrita AUM.
Nella prospettiva del dialogo interreligioso, si può infatti osservare che “AUM è stato accostato alla parola ebraica AMEN adottata dalla liturgia cristiana” [a] per il fatto che in Oriente il sacro AUM viene celebrato anche dopo aver letto un brano di un Testo sacro, con il significato di “sì, così è” [b]... rivestendo quindi un ruolo analogo a quello assunto dalla parola ebraica “AMEN” nella tradizione biblica.

domenica 21 febbraio 2021

Se lo vogliamo...

« Se lo vogliamo siamo portatori di Dio, possiamo portare la Sua Luce. Sì, possiamo!
Doniamo senza esitazione gentilezza, parole di conforto, di incoraggiamento. Doniamo a piene mani coraggio e speranza, comprensione e solidarietà. Anche oggi fatti Dono, porta Dio a chi è nel buio della tristezza.
Poi chi vorrà… i tuoi Doni accoglierà.
Sii un buon Portatore della Bontà del Signore, e LUI porterà TE fra le sue braccia, quando dovrai superare ostacoli impossibili.»

(Swami Roberto)

Anche se c'è chi immagina che Dio governi il mondo solo “dall'alto dei cieli”… in realtà Lui ama agire “da quaggiù”, servendosi della “manodopera” costituita da coloro che danno la propria disponibilità ad essere gli “operai che lavorano nella sua messe” (cf. Lc 10,2).

mercoledì 17 febbraio 2021

È meglio che ti dicano...

« Non ti gloriare davanti al re e non metterti al posto dei grandi, perché è meglio che ti dicano: “Sali più su”, piuttosto che essere umiliato davanti al principe » (Bibbia, Pr 25,6-7)

Questo biblica ammonimento volto a contrastare le insidie dell’umana vanagloria, trova un’ideale completamento nella celebre parabola del fariseo e del pubblicano, che si conclude con le parole di Gesù: “chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” (cf. Lc 18,9-14).
Ricordarsi sempre che per elevare lo spirito bisogna innanzitutto abbassare l’orgoglio... è importante non solo per il bene della propria interiorità, ma anche per riuscire ad osservare nella giusta prospettiva i comportamenti di certi “palloni gonfiati”, che si possono incontrare cammin facendo.

sabato 13 febbraio 2021

L'importanza di osare...

« Non rinunciare mai ai tuoi sogni: è perché non si osa viverli che i sogni diventano impossibili »
(Detto del popolo d'Amazzonia)

Per non essere proprio noi a rendere impossibili i nostri traguardi più alti, dobbiamo osare inseguirli... ed è in questa stessa direzione che ci indirizza anche il “granellino di senapa” di fede autentica, di cui vi ho tra l'altro parlato in questo post del mio diario: un granellino di senapa

lunedì 8 febbraio 2021

Immergiti nel silenzio della tua anima

« Quanto rumore… quante parole inutili che dilatano il nulla.
Immergiti nel sacro, vitale e fecondo silenzio della tua anima.
Non c’è pace senza silenzio.»

(Swami Roberto)


« Un uomo chiese a un monaco: “Che cosa ti insegna la tua vita di silenzio?”. Il monaco, che stava attingendo acqua da un pozzo, gli disse: “Guarda giù nel pozzo! Cosa vedi?”. “Non vedo nulla” rispose l'uomo. Passò un po' di tempo e il monaco gli ripeté: “Guarda ancora! Cosa vedi?”.”Ora vedo me stesso: mi specchio nell'acqua”. Il monaco concluse: “Quando l'acqua è agitata, non si vede nulla. Ora l'acqua è tranquilla. E' questa l'esperienza del silenzio: l'uomo vede se stesso! ».
(Apologo dei Padri del deserto, monaci cristiani del IV secolo)

Oltretutto... saper calmare “le acque” dentro di sé... aiuta a vedere più limpidamente anche fuori :-)

giovedì 4 febbraio 2021

Buoni marinai

“Un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio”.

Questo antico proverbio popolare ricorda metaforicamente il ruolo “formativo” svolto dalle difficoltà che, nostro malgrado, siamo costretti ad affrontare nelle nostre vite.
Ogni volta che ci si trova ad attraversare un “mare mosso”, se non addirittura una “tempesta”, si è infatti chiamati ad affrontare una lezione esistenziale che da un lato ci mette in difficoltà… ma dall’altro ci dà anche l’opportunità karmica di diventare “marinai” migliori, stimolandoci a tirar fuori il meglio di noi.

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P.S. Per navigare un po' :-) nel concetto cristiano-ramirico di karma, puoi seguire la “rotta” che nel mio blog: “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto), ha inizio dalla voce “karma” del Dizionario tematico.