AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


domenica 28 novembre 2021

Scavi in corso

In uno degli antichi racconti di Esopo, due capre si incontrano a metà di un tronco sospeso tra le due rive di un fiume.
Poiché stanno andando in direzione opposta, e il tronco è troppo stretto per poter passare  incrociandosi fianco a fianco, bisognerebbe che una tornasse indietro per lasciare il passo all’altra… ma nessuna delle due vuole farlo, e dunque il risultato è che dopo essersi scontrate, entrambe cadono nel fiume.

Questa è la sorte che attende chi, nelle varie situazioni della vita, preferisce cadere nel fiume della stoltezza piuttosto che far fare un passo indietro al proprio orgoglio.
La via per resistere alle lusinghe di questo stolto “consigliere”, richiede la capacità di imboccare il sentiero di quella saggezza che, per esempio, nella tradizione orientale è espressa anche con il  paragone tra i fontanieri che incanalano l'acqua, i falegnami che piegano il legno... e “i Saggi che piegano se stessi” (cf. Dhammapada, Cap.VI, 80).
La “superiorità” che veramente conta non è infatti quella ambita dall'orgoglio, che mira sempre a prevalere sugli altri prevaricando, esibendo, vantandosi...
bensì quella che scaturisce dalla volontà di lavorare interiormente per essere, giorno dopo giorno, una persona spiritualmente “superiore” alla persona che si era il giorno prima.
Per riuscirci, bisogna necessariamente “piegare” se stessi mettendosi in discussione, correggendosi, rialzandosi e anche... quando serve... facendo fare “un passo indietro” all'amor proprio per far sì che la saggezza del buon senso prevalga sulla stoltezza.

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« Se ti sembra difficile estirpare le radici profonde del tuo amor proprio cerca almeno, con tutte le tue buone intenzioni, di impedirgli che produca i suoi frutti velenosi.
È ancora pochissimo per la tua crescita, ma è meglio di niente.
Nel frattempo datti da fare per procurarti la “ruspa” del Discernimento che ti aiuterà a scavare, affinché tutte le radici dell'orgoglio e delle tue contraddizioni siano eliminate dal “terreno” della tua spiritualità.»

(Swami Roberto)

domenica 21 novembre 2021

Riconoscersi Amore

“Non si scoprono nuove terre se non si accetta di perdere di vista per molto tempo la terraferma”. (A.Gide)

Rileggendo questo aforisma... mi torna oggi alla mente la celebre vicenda di Abramo, che risponde alla chiamata di Dio decidendo di partire dalla propria terra “senza sapere dove andava” (Eb 11,8)... sostenuto unicamente dalla “sicurezza” della sua fede.
Nella Genesi questa chiamata è espressa con il termine ebraico “lekh lekha” (12,1), che significa non soltanto “vattene” (dalla tua terra), ma anche  “va a te”… e in questo secondo significato è custodito un messaggio spirituale che ci raggiunge nel nostro presente:

Idealmente questa chiamata del Signore interpella anche ciascuno di noi, qualora ci accada di trovarci nella necessità di partire dalla “terra ferma” di un qualche nostro abitudinario e ormai sterile modo di essere.
In quel caso... è accettando la sfida con se stessi che si rende necessaria per uscire da quella illusoria “zona di confort”... che è possibile avviarsi verso l'esplorazione di “nuove terre” esistenziali, nelle quali si trovano i frutti di quelle nuove prese di coscienza che possono avvicinarci allo “strato” più profondo del nostro Sé spirituale.

Quando sappiamo rispondere a questa "chiamata" con fede e onestà interiore… allora il Padre nostro ci aiuta ad attraversare i ”mari” dei nostri umani limiti e ci conduce verso l'essenza del nostro Sé divino, là “dove” possiamo essere Uno con Lui.
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« L’uomo non è grande quando vive da uomo...
Ma è immenso quando vive da Dio, perché si riconosce Amore.»

(Swami Roberto)


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Riguardo a questo viaggio verso se stessi, nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto”, puoi vedere anche il post: “Perché tutti siano Uno” 

martedì 16 novembre 2021

L'albero della gratitudine

«L'aria è una realtà ovvia, ma guai a non respirarla!».
Questo proverbio popolare mi fa oggi pensare al “guaio” spirituale che si procura chi, per esempio, tratta come una cosa scontata l' “aria” costituita dall'amore e dalle attenzioni che riceve da qualcuno... delle quali si accorge soltanto quando, per svariate ragioni, ne viene privato.

Viceversa, è nutrendo e facendo crescere l' “albero” della gratitudine e della riconoscenza per ciò che ci è donato, che assicuriamo una fondamentale fonte di “ossigeno” alla nostra vita spirituale. 


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In questo blog, vedi anche il post “Memoria del cuore” 

domenica 7 novembre 2021

Tu puoi e devi ricominciare, sempre!

Nella galassia di definizioni letterarie che nel corso dei secoli sono state riferite alla Misericordia divina, metto oggi a fuoco quella che il sommo poeta Dante Alighieri pone sulla bocca di un uomo sinceramente pentito del suo passato, che si rivolge al Padre nostro dicendo « Orribil furon li peccati miei, ma la bontà infinita ha sì gran braccia, che prende ciò che si rivolge a lei » (Divina Commedia, Pg III, 121-123).

Pur se l'infinita Misericordia divina non ha limiti nell'abbracciare tutto “ciò che si rivolge a lei”... un limite fittizio può peraltro esserLe attribuito da quegli esseri umani che cadono nel grande equivoco di adattarLa alla propria limitata mentalità.
Questo è per esempio ciò che accade a quanti credono di aver commesso un peccato che non può essere perdonato dal Padre nostro, come se un male provocato dagli umani limiti potesse essere più grande del suo Divino Amore.

domenica 31 ottobre 2021

Lotta... e metamorfosi

Ben lungi dall'essere una “corsia” riservata a pochi eletti, la via della santità è in realtà aperta ad ogni essere umano che voglia assumersi le responsabilità che sono dettate dalla sua dignità spirituale, e alle quali si riferiva anche Gesù quando diceva: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48).

Uno dei fondamentali “lasciapassare” richiesto a chi si propone di compiere i passi di perfezionamento che lastricano la via della santità, è riconoscibile nel celebre episodio biblico in cui il Patriarca Giacobbe lotta con “un uomo” (in realtà si tratta di un angelo del Signore) che lo ha assalito nella notte (cf. Gen.32,25-31).
Sentendo che quell' "aggressione" gli procura dolore... ma, al contempo, capendo che si tratta di un combattimento che è necessario per il suo bene... Giacobbe continua a lottare e a rimanere aggrappato al suo misterioso “aggressore” fino all'alba, “pretendendo” e ricevendo la sua Benedizione.
Proprio questo è uno dei messaggi che questa antica pagina biblica trasmette a ciascuno di noi :

domenica 24 ottobre 2021

Amare è...

Ricordando che “I fiumi non bevono le proprie acque, e gli alberi non mangiano i loro dolci frutti”, un antico detto popolare propone una esortazione all’altruismo che è ispirata dalla natura.

Farla propria, significa compiere quell’“esodo” dal proprio egoismo che poi conduce in maniera naturale alla “Terra promessa” del proprio Sé spirituale… divinamente risvegliato.


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« Amare è...
Rendersi conto delle esigenze di chi ti sta accanto e agire.
Amare non è...
Un sentimento di tenerezza, che passa come un venticello leggero, o come una bella festa.»
(Swami Roberto) 

domenica 17 ottobre 2021

Innamorati della Verità

A rendere talvolta “in salita” la strada dell’introspezione, ovvero di quell'analisi della propria coscienza che costituisce il fulcro della vita spirituale, è la difficoltà che, per esempio, può essere espressa anche prendendo a prestito l'antico versetto biblico che dice: “grande sapienza è grande tormento: chi più sa più soffre” (Qo 1, 18).

Questo “tormento” può infatti essere sperimentato anche nel senso che quando la Luce divina illumina a giorno la nostra interiorità... permettendoci di sapere come realmente siamo dentro… vengono messi in risalto quegli eventuali lati in ombra che l’ego non vorrebbe mai umiliarsi ad ammettere, e tantomeno ad affrontare.

domenica 10 ottobre 2021

Orientati dalla Fede

Vivendo nel tempo capita a tutti di sperimentarne la relatività, che si manifesta in certi minuti pesanti, che sembrano non passare mai… o, all'opposto, in quelle ore leggere, spensierate e gioiose, che scappano via velocissime e sempre troppo in fretta.

Un analogo “principio di relatività” è sperimentabile anche nello spazio, come esemplifica l'antica usanza di quei popoli che misuravano la lunghezza delle strade non mediante unità di misura oggettive delle distanze fisiche... bensì tenendo conto delle difficoltà di percorrenza condizionate dalle caratteristiche morfologiche del tragitto, secondo il principio che un chilometro in discesa è più “breve” da percorrere rispetto ad un chilometro in salita.

Da un certo punto di vista, questa naturale realtà... ovvero il fatto che uno spazio, o un tempo possano avere per noi un valore che non è assoluto, bensì relativo alle diverse condizioni nelle quali ci troviamo ad affrontarlo… ci parla anche di un “ruolo” importante che la Fede svolge nella nostra esistenza:

domenica 3 ottobre 2021

In contatto con la Sorgente della Potenza Divina

Una delle funzioni della preghiera, consiste nel far sì che quanto accade nel piano fisico ai “vasi comunicanti”, sia replicato nel nostro piano spirituale.
Infatti... in opposizione a ciò che nella vita di tutti i giorni tende a far “dimenticare” che Dio è costantemente presente in noi e intorno a noi... la preghiera assolve al compito di “riportare” la nostra consapevolezza a Lui, ripristinando così pienamente il piano di comunicazione attraverso il quale la sua inesauribile Grazia può “travasarsi” in noi, trasmettendosi poi “a cascata” in ciò che pensiamo e facciamo, e quindi anche in ciò che esprimiamo nei confronti del nostro prossimo.

domenica 26 settembre 2021

Tra le sabbie del deserto... karmico

Compiendo un ideale viaggio tra le sabbie del deserto, è possibile incontrare un principio spirituale suggerito dal fatto che, come sappiamo, un essere umano che affronta il deserto sperimenta delle condizioni fisiche talmente estreme, da essere costretto a concentrarsi su ciò che è veramente essenziale per la sua sopravvivenza, lasciando da parte tutto il resto.

Una situazione analoga si ripropone quando ci si trova a dover affrontare delle situazioni esistenziali portatrici di difficoltà e sofferenza, che sono un po' come delle "attraversate del deserto" durante le quali emerge la necessità di concentrarsi unicamente su ciò che veramente conta, tralasciando ciò che non è altrettanto essenziale.

mercoledì 22 settembre 2021

L'illuminazione...

« Cerchi l'illuminazione? Incomincia a compiere bene i tuoi doveri nella vita... senza trascurare il tuo diritto di essere Buono, nonostante il mondo ti voglia abbruttire.»

(Swami Roberto)


L’illuminazione… non è nei presuntuosi che guardano il prossimo dall’alto in basso, ma in coloro che sanno eclissare il proprio io orgoglioso ed egoista, per far sì che la Luce di Dio li illumini dentro.
Nella misura in cui ci si riesce… si “permette” alla Luce divina di “trasfigurarci” ad immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,26) non in una astratta teoria... bensì nella concreta pratica della bontà.
L'illuminazione è infatti “certificata” soltanto dalle azioni quotidiane... mediante le quali la si “riflette” beneficamente al prossimo.

domenica 19 settembre 2021

Sii certo...

Contemplando l’immensità del cielo, e pensando alla cosmica armonia degli astri che vi sono incastonati, il salmista esprime il suo meravigliato stato d’animo di fronte alla perfezione delle opere del Signore, chiedendosi: “Che cos'è mai l'uomo...?” (Sal 8,5)

Ma mentre l’essere umano è consapevole di questa sua piccolezza fisica rispetto all’infinita grandezza dell’universo... l’universo invece non ne sa nulla… ed è proprio il passaggio dal piano fisico a quello della consapevolezza a rivelare la realtà della nostra “superiorità” rispetto al cosmo.

mercoledì 15 settembre 2021

Da far sbollire... prima possibile

“L'ira dell'uomo eccellente dura un momento, quella dell'uomo mediocre due ore, quella dell'uomo volgare un giorno e una notte, quella del malvagio non cessa mai”.
(Detto proveniente dallo Sri Lanka)

Un po' a tutti può capitare di sperimentare quanto sia difficile avere a che fare con l'ira, “avversario” spiritualmente ostico che, provocando agitazione e concitazione, sistematicamente “annebbia” il buon senso complicando ogni cosa.
Al di là di quanto si possano avere (o presumere di avere) giustificati motivi... l'arrabbiatura non è mai di aiuto per far valere le proprie ragioni... per cui, ogniqualvolta si ha a che fare con l'ira, un primario esercizio spirituale consiste evidentemente nel farla sbollire... prima possibile.

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Su questo argomento, vedi anche il post “Ira… e indignazione” 

domenica 12 settembre 2021

Come i bambini...

Nella multiforme dimensione della preghiera personale, c'è anche chi si chiede “Ma se Dio, l'Onnisciente, sa già tutto, qual è il senso di pregare manifestandoGli le mie aspirazioni, e raccontandoGli le cose della mia vita?”

In realtà... il “contenuto” della nostra preghiera non serve al Padre nostro, ma a noi, che in questo modo possiamo aprirGli il nostro cuore... anche “rivedendo” le azioni da noi compiute per un esame di coscienza che stimoli la nostra volontà di riflessione e, eventualmente, anche la volontà di ravvederci in quelle cose che potevamo fare diversamente e meglio  [a].

In fondo... visto che Dio ci è Padre e Madre, per “crescere” in questo dialogo con Lui può esserci di aiuto immaginare di tornare ad essere un po' come i bambini che, al ritorno da scuola, raccontano a papà e mamma quel è successo durante la giornata.

lunedì 6 settembre 2021

Buona vendemmia

Ogni anno l'inizio del mese di settembre mi fa tornare in mente i gioiosi pomeriggi della mia infanzia trascorsi ad “aiutare i grandi” nella festa familiare della vendemmia, e in questa atmosfera mi viene facile ricordare oggi anche un racconto proveniente dalla tradizione chassidica, nel quale il credente che si approccia in modo superficiale agli insegnamenti spirituali viene metaforicamente presentato “come colui che spreme grappoli d'uva con la punta delle dita. Riesce a spremere solo la parte più fluida del succo che fuoriesce dal frutto, e dato che il succo è acquoso e non fermenta, dirà che l'uva è cattiva.”
Viceversa, il credente che trae pienamente profitto dalla Parola divina viene presentato come colui che “spreme il grappolo fino al seme dell'ultimo acino d'uva. Il succo fermenta, e diventa vino delizioso. Questo lettore approfondisce ogni parola che legge, e trova diletto nei pensieri che esse gli trasmettono”.

Applicando questo secondo tipo di lettura ai divini insegnamenti che “fioccano a grappoli” nella “vigna” della pagina Facebook di Swami... si ha un gran daffare :-) per mettere in atto il lavoro interiore di cui vi ho parlato in questo post del mio diario: “spremitura e fermentazione”

giovedì 2 settembre 2021

Chinarsi...

Riferendosi alla possibilità concessa a Mosè di parlare “faccia a faccia” con il Signore (Es 33,11), un giorno un giovane chiese al suo Rabbi:
“Nei tempi passati vi furono uomini che videro Dio in faccia. Perché questo oggi non accade più?”.
Il Rabbi gli rispose: “Perché oggi nessuno sa chinarsi tanto”.

Con semplice efficacia, questo apologo ci ricorda l'importanza di saper “abbassare” umilmente lo sguardo verso terra... per esempio constatando certi limiti che si ripresentano nei propri comportamenti, pentendosi per gli errori commessi, ripromettendosi di assolvere meglio i propri compiti, ecc. …
In effetti è solo “chinandosi”.. che ci si orienta verso la “grandezza” spirituale che permette di “vedere” il “Volto” di Dio.   

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A proposito di questa capacità di “chinarsi”, in questo diario puoi vedere anche i post:
Umiltà
Fiore spontaneo
Piegando le ginocchia
Aiutare… e farsi aiutare

sabato 28 agosto 2021

Cambiare...

« Chi tende a restare chiuso nelle proprie giustificazioni, non sarà in grado di cambiare, di elevarsi, e quindi di liberarsi dal proprio “comodo” autoinganno.»
(Swami Roberto)

“Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32), diceva Gesù, e per comprendere in che senso tale verità possa essere “liberatrice”, bisogna innanzitutto individuare la “prigione” dalla quale è necessario uscire, costituita da quell'ignoranza spirituale che l'umano orgoglio vorrebbe sempre nascondere.

Poi, bisogna anche capire che questa verità è un po’ come una “chiave” che effettivamente libera dalla prigionia... soltanto se viene correttamente usata.

Questo è ciò che fanno coloro che utilizzano le divine informazioni spirituali per analizzarsi, per mettersi in discussione, per smascherare le proprie egoistiche e orgogliose giustificazioni, per correggersi, per rimediare concretamente agli errori compiuti... così da uscire dal carcere dell'ignoranza spirituale.   

Proprio qui sta il difficile: “assimilare” la verità “rendendosi simili” ad essa... il più possibile.

E' solo in questo modo, che si “conosce” per davvero la “verità” liberatrice di cui parla Gesù.


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Nel mio blog “Sui Sentieri del Vangelo di Giovanni”, puoi approfondire Gv 8,32  

domenica 22 agosto 2021

Opera di misericordia

“Le parole buone sono come la pioggia che bagna il terreno”. (Proverbio egiziano)

Provenendo dalla saggezza popolare di un paese in gran parte occupato dal deserto, questa metafora ci fa visualizzare le parole buone che possono uscire dalla nostra bocca... come una pioggia benefica e ristoratrice che raggiunge le persone che le ricevono.

Contrastare la “desertificazione” degli animi mediante delle “semplici” parole buone è un’opera di misericordia alla portata di tutti e, conseguentemente, è anche una delle nostre “quotidiane” responsabilità spirituali.

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La “pioggia benefica” delle buone parole dà forma ad una vera e propria benedizione, della quale vi ho parlato anche in questi post:

"Umane Benedizioni" nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto” 

"La Benedizione" (in questo blog) 

domenica 15 agosto 2021

Abitare nel Tempio

Tra i Salmi biblici, ce n'è uno che risponde ad una domanda molto importante: “Signore, chi abiterà nella tua tenda?” (Sal 15,1)… vale a dire “nel tuo Tempio?”.

Significativamente il salmista non risponde facendo riferimento alla partecipazione al culto liturgico, bensì elencando una serie di comportamenti spiritualmente “giusti” da tenere nei confronti del prossimo, durante la vita di tutti i giorni.

Questi comportamenti sono pertanto indicati come la maniera per ottenere la “residenza” nel Tempio del Signore.

Infatti, per “rimanere in Dio... bisogna rimanere nell’amore” (cf. 1Gv 4,16) e questo, evidentemente, è anche il modo per “abitare” stabilmente nel Tempio di Anima Universale, seguendo i divini insegnamenti di Swami.

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Attraversando la “porta” della riflessione oggi, nel giorno benedetto dell'8° anniversario della sua inaugurazione, puoi entrare nel Tempio del Cristianesimo ramirico anche mediante il mio blog "Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto", seguendo questa "pista" che parte dal  Dizionario tematico: "Tempio" 


domenica 8 agosto 2021

Fare del proprio meglio per piacerGli...

Nel linguaggio religioso, un’espressione che viene spesso fraintesa è quella che incontriamo in vari brani biblici, quali per esempio : “Il timore del Signore è il principio della scienza” (Pr 1,7)“Il timore di Dio è scuola di sapienza e prima della gloria c’è l’umiltà” (Pr 15,33).

Questo famigerato “timore del Signore” viene da molti interpretato in un senso assai lontano dal suo reale significato, come se si dovesse avere paura di Dio, delle sue “punizioni”… quando invece un rapporto con Lui basato sulla paura non c’entra proprio nulla con l’autentica Fede. [a]

La soluzione di questo equivoco è data dalla basilare presa di coscienza che scaturisce dagli insegnanenti di Swami Roberto: 

Dio non è come un re dispotico che tiene soggiogati i suoi “sudditi” minacciandoli con il deterrente del “castigo divino”…

perché Lui è, invece, il Padre nostro rivelato da Gesù... e il suo illimitato Potere è l'Amore paterno con il quale Lui si prende cura di ciascuno di noi, che siamo figli suoi.

Pertanto, il “timore del Signore” che è “principio della scienza” e “scuola di sapienza”, è costituito dall’atteggiamento interiore del credente che, per l’appunto, “teme” di non corrispondere adeguatamente all’Amore del suo amato Padre celeste, di cui riconosce la Grandezza... e quindi cerca di fare del suo meglio per onorarLo, per non deluderLo, per piacerGli… nella “responsabilizzante” consapevolezza di trovarsi in ogni momento sotto il suo Sguardo misericordioso, al quale nulla può essere nascosto.

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Per approfondire questo tema spirituale del “timore del Signore”, nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto” puoi vedere il post: “I doni dello Spirito: Timore-Amore (Jir'at) del Signore” 
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[a] Nel mio Diario di un monaco, puoi vedere anche il post:
Fede... ma non paurosa

giovedì 5 agosto 2021

La vera religione di Dio

« Aiuti i tuoi cari in difficoltà? 
Incoraggi qualcuno che è triste?
Metti pace fra chi litiga?
Rinunci a qualcosa per te, a vantaggio di qualcun altro?...
Ebbene se così è, tu sei la vera religione di Dio.»
(Swami Roberto)

Dalla celebre pagina del Vangelo nella quale Gesù rimprovera duramente i farisei con espressioni quali “guide cieche” e “sepolcri imbiancati” (cf. Mt 23,13-27)… proviene un ammonimento valido per chiunque, ieri come oggi, si proponga di proteggere la propria vita spirituale dall’insidia dell’ipocrisia.

Una sua manifestazione è riconoscibile, per esempio, in quei credenti che si accontentano del minimo imposto dalle regole e dai precetti religiosi, sentendosi per questo esonerati da quel “di più” al quale ci richiama incessantemente l’Amore divino… che va ben oltre gli umani schemi religiosi

Per questo motivo Gesù insegnava tra l’altro che “il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato” (Mc 2,27), a significare che gli adempimenti di una pratica religiosa non devono essere anteposti alle necessità dell’essere umano.

Il messaggio cristico ci dice infatti che la via della “salvezza” va percorsa praticando quel "dono di sé" che le regole religiose non possono certo codificare, e men che meno sostituire, quando il nostro prossimo ha bisogno di noi... sollecitandoci, di fatto, a praticare quella che Swami definisce “la vera religione di Dio”.


domenica 1 agosto 2021

La Vita è Dio

In un brano di un Midrash, Rabbi Gamaliele (che fu tra l'altro maestro di Paolo di Tarso) si trova di fronte ad un pagano che gli chiede: “Perché il Santo (Dio), sia egli benedetto, si è rivelato a Mosè in un cespuglio?”, ed egli  risponde: “Questo ci insegna che non c'è luogo dal quale la Shëkhināh (presenza divina) sia assente”. (PRK1, I) [a]

Dio è Onnipresente... ma in molti esseri umani è assente la consapevolezza che Lui è la Vita, presente in noi e ovunque fuori di noi. 

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« Cosa si deve pensare di quelle tribù che adorano una montagna, il fuoco, o un animale, credendo che sia Dio?
E loro cosa dovrebbero pensare di quelle persone che adorano una statua di bronzo che rappresenta il Signore?
Una montagna è certamente più viva, anzi vive a differenza di una statua.
Se in una piccola pietra, che ai tuoi occhi è probabilmente insignificante e limitata, tu riuscissi a percepire l’Assoluto, l’Illimitato, l’Onnipresente, il Senza Forma, anche in quel sasso adoreresti Dio.
Quando l’uomo spirituale realizza che la Vita è Dio, può adorarLo anche in un filo d’erba.
Non avrà più importanza la forma, ma solo l’Essenza.»

(Swami Roberto, tratto dal libro “Un raggio di Luce sulla via verso la Meta”, 2001, p.75)
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Per riflettere sul concetto cristiano-ramirico del Cristo-Vita, puoi seguire questa pista di approfondimento:
Cristo... Vita cosmica;
 
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[a] Pesiqta di Rav Kahana (tratto da Grande Dizionario delle Religioni, Cittadella editrice, ed. Piemme, Assisi 1990, p.1956).

domenica 25 luglio 2021

Menti oceaniche...

«  Nelle menti superficiali anche il pesce più piccolo causa molta agitazione.
Nelle menti oceaniche anche il pesce più grosso non causa increspature  » .

Questo proverbio orientale mi fa oggi pensare a come, in effetti, le “increspature” provocate dalle difficoltà esistenziali producano conseguenze tanto meno rilevanti, quanto più ampio è l’oceano-mente nel quale possono disperdersi.

domenica 18 luglio 2021

A proposito di Soprannaturale...

Indicando tutto ciò che sta al di sopra della natura, il termine “Soprannaturale” designa anche ciò che trascende la naturale razionalità degli esseri umani.
Però... credere nel Soprannaturale non significa affatto "dimenticarsi" della razionalità (come fanno certi creduloni), quanto invece collocarla nel suo preciso ambito di competenza, riconoscendola limitata rispetto alla Realtà divina che la sovrasta.

La Realtà soprannaturale di Dio non è infatti “contro”... bensì “oltre” l'umana razionalità... la quale, nella dimensione naturale in cui ci troviamo, è comunque il basilare requisito richiesto a chi vuole imboccare la via del buon senso... prendendo così le distanze da quella stoltezza che è invece praticata dagli esseri umani che rinunciano ad utilizzare le loro facoltà razionali.

La chiave che apre la “porta” di ingresso alla dimensione Soprannaturale di Dio non è pertanto costituita da un’illusoria fede “irrazionale” (contro la ragione)... bensì dall'autentica Fede “metarazionale” (oltre la ragione).

domenica 11 luglio 2021

Correzione misericordiosa

Un principio spirituale con il quale è importante confrontarsi nel corso della propria esperienza religiosa, è quello incastonato nelle pagine bibliche del Deuteronomio “Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore, tuo Dio, corregge te” (Dt 8,5).
La questione che si pone alla riflessione personale di ciascuno, riguarda il “come” avvenga questa correzione operata da Dio.

In una interpretazione generalmente diffusa nel pianeta cristiano, tale correzione prende forma soprattutto attraverso le vicende difficili e dolorose che un essere umano si trova a dover affrontare durante il cammino della sua esistenza terrena, in attuazione dei piani che la superiore Volontà divina stabilisce peraltro in un modo umanamente imperscrutabile.