Siamo “Tempio di Dio” (1Cor 3,16)... facendo vivere in noi la Parola del Risorto e testimoniandoLa con la nostra condotta di vita.
Buona Pasqua.
Sono ramia Massimo, monaco della Chiesa Anima Universale, e qui vi parlo di Swami Roberto, della mia esperienza di vita monastica e di teologia.
Siamo “Tempio di Dio” (1Cor 3,16)... facendo vivere in noi la Parola del Risorto e testimoniandoLa con la nostra condotta di vita.
Buona Pasqua.
“All'inizio della primavera” è il significato della locuzione latina “primo vere” che ha originato l'attuale termine primavera, la cui radice latina “ver”... essendo riconducibile alla radice sanscrita “vas” (splendere) [*]... richiama il significato di “primo splendore” in quanto inizio della bella stagione, nella quale la luce ed il calore del sole fanno sì che la vegetazione, dopo il “letargo” invernale, “rinasca” e si riveli in tutta la sua bellezza, in una meravigliosa esplosione di vitalità e colori.
Il fatto che la radice ver sia presente (con altro nesso etimologico) anche nel termine latino veritas (verità)... si presta a suggerire un parallelismo metaforico:
Tra i “pericoli” ripetutamente segnalati dalle pagine sapienziali del Testo Sacro, la stoltezza è oggetto di questo genere di avvertimenti : « È meglio incontrare un'orsa privata dei figli piuttosto che uno stolto in preda alla follia » (Pr 17,12)... « Parlare a uno stolto è parlare a chi ha sonno; alla fine dirà: “cosa c’è?”» (Sir 22,10)… ecc. ecc.
Nella prospettiva della fede, la via per tenersi alla larga dalla “sciagura” della stoltezza passa anche dalla capacità di chiedere a Dio [a], con umiltà e perseveranza, l'aiuto di cui si ha bisogno per riuscire a governare sempre meglio la propria libertà di scelta...
Tra i vari miracoli di guarigione raccontati nei Vangeli, c'è quello che si verifica ai bordi della piscina di Betzatà, a Gerusalemme, dove Gesù guarisce un infermo al quale poco dopo rivolge questa frase:“Quante meraviglie hai fatto, tu, Signore, mio Dio,
“Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!” (Ap 1,8)
In questa auto-definizione “Io sono l’Alfa e l’Omega” , è espressa la Signoria di Dio su tutto ciò che esiste nella dimensione dello spazio e del tempo nella quale ci troviamo [a].
Essendo Eterno, il Signore Dio è al di là del tempo ma... nella Sua “interazione” tra Trascendenza e immanenza... Egli manifesta il Suo Essere anche “nel” tempo... presente (è), passato (era) e futuro (viene).
Che il 2026 sia per voi un tempo fertile di bene,
da coltivare con fede e bontà in azione.
Buon Anno Nuovo
💕
“Non si può dipingere di bianco il bianco, di nero il nero. Ciascuno ha bisogno dell'altro per rivelarsi”. (Manu Dibango, artista camerunese)
Per applicare ai rapporti interpersonali il principio affermato da questo aforisma, basta pensare al fatto che il prossimo... fornendoci un termine di confronto che ci dà la possibilità di conoscere una prospettiva diversa dalla nostra... ci aiuta a “rivelarci” sia consentendoci di conoscere qualche aspetto di noi stessi di cui non ci rendevamo conto (e che, per l'appunto, il confronto con gli altri ci aiuta a scoprire)... sia donandoci l'opportunità di integrare il nostro modo di vedere le cose con nuovi “colori”, aspetti, prospettive.
mi torna oggi in mente una
tradizionale rappresentazione della Madonna che, raffigurata in piedi
sulla luna, suggerisce una “naturale” lettura simbolica: “Possiamo fuggire il male o per paura della pena, come schiavi; o nella speranza della ricompensa, come mercenari; oppure per amore di Dio, come figli/e”. (*)
“È il soffio dell'Onnipotente che lo fa intelligente (l'uomo)” (cf. Gb 32,8).
Diversamente da quella che possiamo normalmente esprimere mediante le nostre umane facoltà cerebrali, l'intelligenza a cui fa riferimento questo passo biblico è ispirata da Dio che, insufflando la Luce del Suo Santo Spirito, “fa intelligente” l'essere umano in una maniera che va ben oltre ciò che gli è naturalmente consentito dalla sua condizione terrena.
“Forte non è chi non cade mai, ma chi cadendo riesce a rialzarsi”.
Questo proverbio fa evidentemente riferimento alle cadute che possono verificarsi nel corso della vita, qualora si incorra per esempio in un grave errore, o ci si trovi a sperimentare una sconfitta, o un fallimento...
Anche se tutti vorrebbero ovviamente evitarle, in un modo o nell'altro tali cadute possono verificarsi nel cammino di chiunque... ed uno snodo fondamentale del proprio percorso di crescita interiore passa proprio da lì, ovvero dalla capacità di affrontare le proprie eventuali cadute con il coraggio e la volontà di rialzarsi... e non invece autocommiserandosi, rassegnandosi, rinunciando a reagire.