“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” (Kahlil Gibran)
I restauratori giapponesi che praticano l'antica tecnica detta “Kintsugi” [da Kin (oro) e tsugi (giuntare, unire)] effettuano la riparazione degli oggetti che si sono rotti utilizzando la polvere d'oro, posta sui punti di rottura non per cercare di nasconderli, bensì per porli in risalto mediante linee dorate che, nella loro unicità e bellezza, impreziosiscono l'oggetto restaurato.
Metaforicamente parlando, questo principio può essere applicato anche alle nostre vite, nel caso in cui ci si trovi nella condizione di dover “restaurare” una parte di sé che si è “rotta” a seguito di una esperienza dolorosa, che ha lasciato una profonda ferita interiore.
A quel punto, la sfida spirituale da vincere... per “restaurare” la propria esistenza... consiste nel riuscire a far “cicatrizzare” questa ferita integrandola nel proprio personale percorso di maturazione interiore che... proprio perché temprato dalla sofferenza... rende più forti e abbellisce “dentro”.
In questa prospettiva, la capacità di affrontare il dolore e di superarlo è la “linea dorata” che copre e unisce armoniosamente le “ferite cicatrizzate” trasformandole in un disegno che, nella sua armoniosa unicità, ancor di più caratterizza e impreziosisce la propria originale ed irripetibile storia di vita.
Va da sé che... se si è capaci di chiederGlielo con fede... il Signore dona tutto l'aiuto di cui si ha bisogno per riuscire a compiere questa “opera di restauro”, attraverso la quale si può così mostrare al mondo la bellezza della propria unicità spirituale.

