Questo aforisma (*) mette il dito nella piaga dell'umana inclinazione a far rapidamente affievolire, e finanche svanire, la riconoscenza per il bene ricevuto... come ricorda anche il proverbio che dice: “Invecchia presto il beneficio avuto, e non rammenta più da chi è venuto”.
A proposito di ingratitudine... mi torna in mente anche il brano del Vangelo che ci parla dei dieci lebbrosi miracolati da Gesù, dei quali uno solo torna a ringraziarLo (cf. Lc 17,11-19).
Ieri come oggi bisogna evidentemente andare contro corrente rispetto a superficialità ed egoismo... per seguire l'esempio di quell'uno e rendere gloria al Signore per le Grazie da Lui donate... custodendoLe in maniera indelebile nella memoria, e mantenendo così sempre “giovane” la gratitudine nel proprio cuore.
E quando si è capaci di unire alla gratitudine anche la fede e la perseveranza, allora - ci dice Swami - si realizza nella propria vita la combinazione che apre lo scrigno della Divina Providenza :
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Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto” puoi percorrere una pista di riflessione che parte dal termine “Provvidenza” (nel Dizionario tematico).
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(*) Attribuito ad Aristotele da Diogene Laerzio, in “Vite dei Filosofi”





