AVVISO

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mercoledì 6 aprile 2016

Il mio 9 aprile ad Emmaus

Nell'imminenza del 9 aprile riprendo oggi in mano uno "storico" calendario del 1963 e... tra i nomi ricordati giornalmente dalla tradizione cristiana... nella data della nascita di Swami Roberto trovo scritto quello di "Maria di Clèopa" (in greco Klōpa), una delle “tre Marie” (insieme alla Madonna e alla Maddalena) presenti ai piedi della croce fino all'ultimo respiro di Gesù (Gv 19,25).
Questo nome, Clèopa, mi indirizza verso una delle più celebri pagine di Luca, nella quale il Risorto appare a due discepoli in cammino verso il villaggio di Èmmaus... dei quali uno solo è chiamato dall'evangelista per nome: Clèopa (in greco Kleopas)  (Lc 24,18).
Klōpa e Kleopas sono abbreviazioni del nome greco Kleopâtros, che funge dunque da "ponte" tra il racconto della Crocifissione del Vangelo di Giovanni, e quello della Resurrezione del Vangelo di Luca e, mentre percorro questa "traiettoria" pasquale scaturita dal 9 aprile 1963, mi accorgo che i suoi “colori” diventano via via più intensi.

Il racconto di Luca si svolge infatti “in quello stesso giorno”(Lc 24,13) nel quale Gesù è risorto... ossia la sera del 9 aprile dell'anno 30 d.C. ... per cui, anche attraverso questa mia odierna via evangelica che fa da "cornice" alla Pasqua di Cristo... trovo ancora una volta una "Coincidenza" che mi riporta al punto di partenza, ovvero al 9 aprile della nascita di Swami Roberto, giorno “Alfa” del Cristianesimo ramirico.

Però... c'è anche dell'altro...
Luca scrive infatti che il villaggio di Emmaus era “distante circa sessanta stadi”(Lc 24,13) da Gerusalemme (vale a dire 11 Km, o 7 miglia che dir si voglia)... in una località che la tradizione posteriore cristiana ha individuato nel villaggio attualmente arabo di el-Qubeibe, distante appunto sessanta stadi da Gerusalemme, dove i francescani eressero agli inizi del XX secolo un santuario sulle rovine di una chiesa precedente, nell'esatta posizione in cui si ritiene che il Risorto si fosse fermato a cena con i due discepoli.
Il fatto che... guarda caso... il significato del nome arabo el-Qubeibe sia “la piccola cupola”, è una circostanza che nuovamente mi parla della Pasqua della mia interiorità, che ogni anno io celebro “quello stesso giorno”, cioè il 9 aprile, all'interno della Cupola del Tempio di Anima Universale.

Ecco allora che... facendomi "rimbalzare" tra il passato raccontato dall'evangelista ed il presente della mia vita religiosa... il racconto di Èmmaus mi porta a rivivere praticamente "in diretta" le parole di Luca “Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro” (Lc 24,30)... e, per qualche istante, mi fermo a meditare... e a gustare il sapore "eucaristico" di questo mio viaggio evangelico “attivato” dalla parola Klōpa.

Senonché... un'ulteriore "Coincidenza" mi viene in mente quando penso che il nome greco dal quale Klōpa proviene... ovvero Klèopatros... significa “gloria del padre” (klèos patròs) :
Mi risulta infatti impossibile fare a meno di pensare che il nome del mio Maestro spirituale, Roberto [proveniente, come molti di voi sanno, dal gotico “hroud” (splendente) e “berth” (gloria)] ha anch'esso a che fare con la “Gloria del Padre”... anche perché è proprio Lui che ad ogni Darshan mi fa vedere la Gloria divina... mediante i Suoi insegnamenti e con la Benedizione della Sua presenza.
A questo punto, mi basta un ultimo passo per tagliare il "traguardo" pasquale suggeritomi da questo meraviglioso brano evangelico:
Per un attimo, mi immagino che io e voi... cristiani ramirici che mi leggete... ci stiamo raccontando la nostra personale esperienza del Darshan di Swami e... d'un tratto... mi rendo conto che per farlo io oggi non potrei trovare parole migliori di quelle usate dall'evangelista Luca “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?”(Lc 24,32).


Puntata successiva: Quando l' “inspiegabile”... spiega molto


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