Tutti sanno, almeno per sentito dire, che non bisogna lasciarsi irretire dall'apparenza delle cose ma bisogna fare tutto il possibile per cercare l'essenza... della propria vita e di tutto ciò che ne fa parte.Sono ramia Massimo, monaco della Chiesa Anima Universale, e qui vi parlo di Swami Roberto, della mia esperienza di vita monastica e di teologia.
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mercoledì 3 agosto 2011
Dall'irreale al Reale
Tutti sanno, almeno per sentito dire, che non bisogna lasciarsi irretire dall'apparenza delle cose ma bisogna fare tutto il possibile per cercare l'essenza... della propria vita e di tutto ciò che ne fa parte.venerdì 24 giugno 2011
Saper ascoltare
L'insegnamento di Swami Roberto di cui vi parlo oggi (“Saper ascoltare”, Tratto dal libro “Ascoltando il Maestro”, vol.2°, pag.296), prende in esame uno dei principi spirituali che sono generalmente più conosciuti e meno praticati dagli esseri umani: “Non giudicare”.In ogni persona il giudizio, inteso quale facoltà di valutare e discernere, è una caratteristica innata ed in quanto tale non va contrastata, bensì coltivata ed affinata. Però, il problema spirituale nasce nel momento in cui questa facoltà viene usata per giudicare il prossimo con sentenze definitive ed inappellabili, che oltretutto non tengono conto della fallibilità di chi le emette.
Infatti, come evidenzia il Maestro:
giovedì 19 maggio 2011
Buona Volontà
Leggere il brano “Buona Volontà” (tratto dal libro “Ascoltando il Maestro", Vol.2°, pag.124), significa farsi guidare da Swami Roberto nell'esplorazione della dimensione dell'umano volere.
Il Maestro introduce così il suo insegnamento:
« Qualcuno dice: "Io ho poca volontà". Sappiate che questa affermazione non è corretta, poiché non esiste la poca o debole volontà, ma esiste soltanto la volontà. È come quando si afferma: il sole è fiacco, malato, debole… è un modo di dire, ma è inesatto, perché ovviamente dietro le nubi il sole è potente, sempre! »
Il Maestro introduce così il suo insegnamento:
« Qualcuno dice: "Io ho poca volontà". Sappiate che questa affermazione non è corretta, poiché non esiste la poca o debole volontà, ma esiste soltanto la volontà. È come quando si afferma: il sole è fiacco, malato, debole… è un modo di dire, ma è inesatto, perché ovviamente dietro le nubi il sole è potente, sempre! »
mercoledì 20 aprile 2011
Schierarsi
L'insegnamento di Swami Roberto di cui vi parlo oggi (“Schierarsi”, Vol.2 Ascoltando il Maestro, pag.189) è una provvidenziale lente di ingrandimento su un aspetto dell'esistenza che le umane inclinazioni trasformano spesso in un vero e proprio “terreno minato”, dove l'incolumità spirituale di molti è messa gravemente a repentaglio.
Con la scusa di essere “moderati”, molti infatti non adempiono alla responsabilità spirituale di dissociarsi dal male, un nemico infido che non aspetta di meglio che poter approfittare di questa fatale indecisione.
lunedì 7 febbraio 2011
A mani vuote
Alzi la mano chi non conosce il celebre passo evangelico “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”.
Io sospetto che le vostre mani siano rimaste ben ferme al loro posto, perché la parabola matteana è arcinota.
Com'è stra-conosciuto anche il versetto lucano “l'Onnipotente... ha rimandato i ricchi a mani vuote”, che evidentemente tocca anch'esso il tema della ricchezza.
“A mani vuote” è il titolo dell'insegnamento di Swami Roberto di cui vi parlo oggi (tratto dal libro “Ascoltando il Maestro”, Vol.2, pag.145), un discorso la cui lettura sarebbe particolarmente salutare per quanti, nelle svariate chiese cristiane, si limitano alla comprensione letterale dei testi evangelici, traendone superficiali generalizzazioni. Una di esse riguarda appunto le persone ricche per le quali, secondo un diffusissimo luogo comune che trae origine anche dai due passaggi evangelici sopra-citati, la porta del Paradiso è troppo stretta.
Dice Swami Roberto:
lunedì 20 dicembre 2010
Emarginazione
L'insegnamento di Swami Roberto di cui vi parlo oggi (“Emarginazione”, tratto dal libro Ascoltando il Maestro Vol.II pag.130) vi conduce ad esplorare le lande desolate di un fenomeno umano tanto ignobile quanto largamente radicato.In molti modi diversi, rendendosene conto o meno, ai più risulta assai facile discriminare il prossimo in una deriva razzista che fondamentalmente trae origine, come dice il Maestro, dalla paura di “sentirsi inferiori verso chi non rassomiglia a se stessi... verso il cosiddetto 'straniero'...” ovvero verso colui che con la sua “diversità” minaccia di mettere in pericolo certezze e vantaggi acquisiti.
sabato 13 novembre 2010
PerdonaTi
“PerdonaTi” è il titolo che noi Ramia abbiamo attribuito ad un discorso di Swami Roberto (Pubblicato sul libro “Ascoltando il Maestro”, vol.2°, pag.57), di cui oggi vi parlo.Chissà quanti, nonostante la T maiuscola nell'ultima sillaba, avranno inteso questo titolo come un participio passato del verbo perdonare... e quanti invece come uno sprone a perdonarsi.
Io credo che prevalgano i primi, almeno tra quelli che ancora non conoscevano il contenuto degli insegnamenti di Swami Roberto in relazione al perdono, e lo hanno scoperto solo dopo aver letto questo suo discorso.
Dice Swami:
venerdì 15 ottobre 2010
Siamo in pace?
“Pace” è una parola al centro di tanti umani pensieri, aspettative, speranze... ed oggi faccio una "sosta" su questo tema parlandovi di un discorso pubblicato nel 2° volume del libro: “Ascoltando il Maestro” (“Siamo in pace?”, pag.289).Si tratta di un insegnamento in cui Swami Roberto porta innanzitutto a riflettere su come la pace sia anche, troppo spesso, una parola equivocata... sovente tirata in ballo in modo egocentrico da tantissime persone che, sopra ogni altra cosa, mirano ad essere lasciate “in pace”.
Swami dice:
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