martedì 15 gennaio 2019

V’è chi parla senza riflettere...

« V’è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; ma la lingua dei saggi risana. »
(Pr 12,18)

A differenza del chiacchierone che, parlando a vanvera, fa roteare a casaccio la “spada” della sua lingua ed inevitabilmente ferisce chi si trova nel suo raggio d'azione… la persona saggia usa la propria lingua a ragion veduta.
E' solo in questo modo, con un discernimento orientato al bene del prossimo, che è possibile farla diventare uno strumento risanante, capace anche di lenire il dolore e “suturare” le ferite altrui.

sabato 12 gennaio 2019

La faccia umana di Dio

Penso oggi alla “discesa” di Dio fra gli uomini, cioè alla concezione che oltre a far parte della “carta di identità” teologica del Cristianesimo, trova dei parallelismi anche in altri contesti religiosi, come per esempio ricorda la ben nota parola sanscrita “avatar“ che letteralmente significa “discesa” ed è usata in varie dottrine religiose per indicare “l’incarnazione della coscienza divina”.
Nella prospettiva teologica prettamente cristiana, il cosiddetto “mistero dell'incarnazione” ha tra le sue peculiarità l’idea che il Verbo eterno di Dio si fa carne (cf. Gv 1.14) diventando un “vero uomo”, cioè assumendo su di Sé la pienezza della condizione umana, peraltro vissuta alla maniera divina.

martedì 8 gennaio 2019

Essere se stessi

« Non dalla parola, né dalla mente né dalla vista può egli mai essere raggiunto.
Come, allora, può egli essere percepito se non esclamando “Egli è”? »
(Katha Upanishad VI,12)

Come una sorta di “eco” che giunge dall'Oriente, questo versetto delle Upanishad mi fa pensare alla biblica autopresentazione del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, che definisce Sé stesso “Io sono Colui che sono !” (Es 3,14).
Questa celebre frase, che designa l'Essere di Dio al di là di ogni possibile sua definizione concepita dagli uomini, è peraltro anche un “indicatore” puntato verso la meta spirituale che ciascuno di noi è chiamato a raggiungere.

giovedì 3 gennaio 2019

La buona semina

Mi torna oggi in mente un proverbio che dice: “Possiamo scegliere quello che vogliamo seminare, ma siamo obbligati a mietere quello che abbiamo piantato”.

Oltre che per ciò che vi si “miete”, ciascun giorno va valutato anche, se non soprattutto, per ciò che si decide di seminare... perché è evidentemente la “buona semina” a creare i presupposti karmici perché il tempo nuovo che ci attende sia il più possibile “buono” per noi.

lunedì 31 dicembre 2018

Tanti auguri


Fatevi trasportare dal "vento" dello Spirito 
che incessantemente rinnova la faccia della terra, 
Buon Anno Nuovo :-)

venerdì 28 dicembre 2018

L'intelligenza dell'essere umano...

« L'intelligenza dell'essere umano è sconfinata; nonostante ciò, gli è difficile capire bene quanto sia importante e vitale aiutarsi l'un l'altro.»
(Swami Roberto)

Un po' come accade ad una nota musicale, che solamente unendosi ad altre note può comporre una melodia... anche noi possiamo fare in modo che la nostra individuale esistenza diventi “musica” solo se sappiamo entrare armoniosamente in relazione con le diverse “note” impersonate da coloro che ne fanno parte.
In questa “sinfonia” della vita, vanno “a tempo” coloro che hanno la capacità di “aiutarsi l'un l'altro”.

martedì 18 dicembre 2018

La nostra "città santa"

“La città non ha bisogno della luce del sole né della luce della luna perché la Gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'agnello”.
(Ap.21,23)

A differenza della luce fisica del sole o della luna, che ci raggiunge dall'esterno lasciando sempre una parte di noi in ombra... la Luce cristica proveniente dall'agnello ci illumina dall’interno, permettendoci così di dissolvere ogni ombra dalla nostra “città santa” interiore.
E' proprio lì, nella Gerusalemme Celeste che è dentro di noi, che dobbiamo accorrere per rendere Gloria al Natale di Cristo nell'uomo.


venerdì 14 dicembre 2018

« Fare » la verità

« Se la Verità non si manifesta con un’azione non serve a nulla e a nessuno »
(Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno oggi tornare in mente un versetto assai “sottovalutato” del Vangelo di Giovanni, nel quale Gesù dice che va verso la Luce non chi HA la verità, bensì “chi FA la verità” (Gv 3,21).
La verità infatti non ha “padroni” che la posseggono, bensì “servitori” che... nella misura in cui la comprendono... si impegnano poi a “farla”, cioè a viverla con coerenza, uniformando ad essa la propria esistenza.

sabato 8 dicembre 2018

martedì 4 dicembre 2018

L'uomo saggio...

« C’è chi tace perché non sa rispondere, e c’è chi tace in attesa del momento propizio.
L’uomo saggio tace fino al tempo giusto, il fanfarone e lo sciocco non sanno aspettare.»
(Sir 20,6-7)

Tra i motivi per i quali può essere saggio restare in silenzio, c’è quello che un detto orientale esprime così: “il silenzio è la capacità di rendere limpida l'acqua torbida”.
In effetti, in certe situazioni soltanto chi sa aspettare che “le acque si calmino”... lasciando anche depositare le proprie reazioni istintive che le intorbidiscono... riesce a vedere con nitidezza la realtà.

venerdì 30 novembre 2018

Tu sei il padrone del tempo...

« Tu sei il padrone del tempo: puoi addirittura sprecarlo! »
(Swami Roberto)

Pur se molti sono soliti attribuire una sorta di “personalità” al tempo, ritenendolo per esempio capace di aggiustare da solo le situazioni, in realtà il “passare” del tempo acquista per noi un significato solo nella misura in cui siamo noi a conferirglielo.

lunedì 19 novembre 2018

Renditi conto...

« Renditi conto che tu non hai solo un cervello per formulare buone intenzioni a vantaggio di molti, o per elevare la tua vita spirituale, ma hai anche un cuore, una volontà, e la capacità di azione per realizzarle! »
(Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno pensare al termine ebraico 'emet, che di solito è biblicamente tradotto come “verità” e che, più in dettaglio, si riferisce alla fedeltà di Dio, Colui che è verità proprio perché immutabilmente fedele alla sua natura divina, non cessando mai di offrirsi a noi in quanto Vita e Amore.

martedì 13 novembre 2018

Stigmate

Swami Roberto con mamma Elide
Le stigmate sono una realtà della sua vita riguardo alla quale Swami Roberto rimane sempre molto riservato.
Oggi però ho visto che Swami ne ha parlato sulla sua pagina facebook, per cui mi fa piacere condividere su questo mio diario alcune testimonianze:

Nell'autunno del 1981 il professor Pietro Zeglio, libero docente di medicina ed igiene del lavoro all'Università di Torino, viene intervistato dal giornalista Giorgio Lazzarini, del settimanale “Oggi”, e testimonia quanto segue:
«Nel marzo dello scorso anno, nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua... nel periodo di Passione... il ragazzo aveva sofferto di malesseri generali, con dolori in tutto il corpo, senza che però ci fossero manifestazioni cliniche che giustificassero né il malessere né i dolori.  
In questo periodo, dunque, si sono manifestate le stimmate alle mani e ai piedi e la croce sulla fronte.

giovedì 8 novembre 2018

La mia « amrita »...

« Om asato mā sad gamaya, (Dall'irrealtà conducimi alla realtà)
tamaso mā jyotir gamaya, (dalla tenebra conducimi alla luce)
mṛtyor mā amṛtaṃ gamaya, (dalla morte conducimi all'immortalità.)
Om shanti shanti shanti»
(Brihadâranyaka Upanishad I, 3,28)

Questa antica preghiera sanscrita di purificazione, proveniente dai Veda e nota come “Pavamana mantra”, dà voce all'anelito del credente rivolto alla vera esistenza (sat), che è conseguita da quanti raggiungono la luce (jyoti) divina che fa fuggire ogni tenebra, interiore ed esteriore.

giovedì 1 novembre 2018

In memoria dei miei genitori

Pensando ai miei genitori, che oggi sono in cielo, questa mattina mi è tornata in mente una testimonianza che mia mamma Rina ha scritto tanti anni fa, per raccontare due momenti molto particolari vissuti da mio papà Vasco in presenza di Swami Roberto:

« In una domenica di luglio del 1984 Roberto è venuto alla chiesetta della Madonna delle Grazie, situata su un colle vicino a Monteviale, per recitare un Rosario con noi, che ci riunivamo una volta alla settimana in quella chiesetta appunto per recitare il Rosario.

domenica 28 ottobre 2018

Per i nostri amici animali

Non sono in molti a sapere che nella Bibbia c'è un unico brano nel quale si parla di un cane che accompagna un essere umano.
Lo troviamo nel biblico Libro di Tobia (di cui già vi parlai nel post “una pagina che vive, Caserin”) e precisamente nel passaggio nel quale l'autore scrive : “Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì” (Tb 6,1; cfr. Tb 11,4).
La straordinarietà di tale circostanza può essere compresa tenendo conto che in quell'epoca (II sec. a.C) il cane era ancora considerato un animale impuro in ragione del fatto che conduceva la sua esistenza sempre in mezzo ai rifiuti e, per esempio, “cane” era lo spregevole epiteto lanciato verso i peccatori (cfr. Ap.22,15) oltre che verso i nemici di Israele.

venerdì 26 ottobre 2018

Vi è una Preghiera...

« Vi è una Preghiera custodita nel profondo di te che non ha eguali. Supera ogni parola, ogni sincerità: sono le tue lacrime di gioia o di dolore. 
Queste vengono raccolte direttamente da Dio trasformandole in stelle.»
(Swami Roberto)

Queste parole di Swami mi fanno tornare in mente un'immagine biblica tratteggiata dal salmista : “Le mie lacrime, o Dio, nell'otre tuo raccogli : non sono forse scritte nel tuo libro ?”. (Sal 56,9)
Usando la metafora dell'otre… che era il recipiente nel quale i viaggiatori nel deserto conservano la riserva d'acqua che garantiva la sopravvivenza fino all'oasi successiva... l'autore biblico evidenzia la preziosità delle nostre lacrime agli occhi del Padre Nostro :

venerdì 12 ottobre 2018

Finché percepisci Dio fuori di te...

« Finché percepisci Dio fuori di te sei separato da Lui, ovvero dal tuo Sé interiore, e predominano i tuoi sensi.
Se Lo percepirai dentro di te, potrai dire: “Io e Dio siamo Uno”… e quando il tuo “io” finirà di dominarti, ci sarà Dio.»
(Swami Roberto)

Un concetto religioso “trasversale”, che fu usato anche da Paolo di Tarso per stabilire un ponte di comunicazione con la mentalità filosofica greca, è quello che “l'apostolo dei gentili” toccò nel suo celebre discorso tenuto all'Areopago di Atene, quando parlò di Dio come di Colui che “non è lontano da ciascuno di noi. In Lui infatti ci muoviamo, esistiamo e siamo” (At 17,27-28).

lunedì 8 ottobre 2018

Divina rigenerazione

« L'anima è come una povera spiaggia di sabbia che il mondo calpesta, che il minimo vento riga di solchi, che cento cose possono macchiare.
Ma la grazia di Dio viene come una marea. Cancella, liscia, lava e la spiaggia riappare tutta unita, brillante, sotto il sole della gioia.»

Prendo oggi a prestito questa metafora dello scrittore francese René Bazin, per applicarla alla rigenerazione che, durante il Darshan di Swami Roberto, pulisce le “spiagge” interiori di quanti sanno accogliere la marea risanante della sua divina benedizione.


giovedì 4 ottobre 2018

Laudato si', mi' Signore, per sor'acqua...

« O Acque, fonte di felicità, vi imploriamo, infondeteci vigore, così che possiamo contemplare la grande gioia.
Voi siete come madri amorose che bramano di dare affetto ai bambini. Donateci la vostra linfa propizia.»
(Rg-veda X,9)

« Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.»
(Francesco di Assisi, Cantico delle creature)

lunedì 1 ottobre 2018

Senza una coscienza appagata...

« Senza una coscienza appagata, la felicità è un traguardo irraggiungibile.
Tieni alto il volume della tua coscienza, ascoltala! Cosi alzerai il livello del tuo benessere interiore.»
(Swami Roberto)

La parola “felicità” proviene dal latino “felix” (dalla stessa radice di “fecundus”, cioè “fertile”), un termine indicante ciò che nel mondo vegetale si sviluppa e prospera.

mercoledì 26 settembre 2018

Persecuzioni di ieri... e di oggi

Oggi vi parlo di un versetto di Luca che ha esercitato una grande e drammatica influenza sulla storia della cristianità... non certo per colpa dell'evangelista... quanto invece per una “nefasta” interpretazione del testo originale greco del suo Vangelo.
Mi riferisco alla “parabola degli invitati al banchetto” (Lc 14,15-24) nella quale... dopo che gli invitati ufficiali (che rappresentano i capi del Giudaismo all'epoca di Gesù) declinano l'invito... il "padrone di casa" incarica il suo servo di invitare al loro posto “poveri e storpi e ciechi e zoppi” (cioè gli strati  disprezzati e discriminati della società ebraica).

martedì 18 settembre 2018

La tua mente è potente...

« La tua mente è potente, tanto nel distruggerti quanto nell’elevarti a “Essere Divino”. 
Dipende sempre da come tu decidi di essere: 
Se poco o molto…
Se nulla o TUTTO.»
 

(Swami Roberto)

 In effetti, nelle nostre mani questo potere può diventare “croce” o “delizia”... a seconda che lo usiamo per essere come ci vorrebbe il mondo, secondo le sue logiche improntate al “nulla” dell'egoismo... oppure come ci vuole Dio, che ci chiama ad essere in comunione con Lui seguendo la logica di quell'amore del prossimo che risveglia il “TUTTO” del nostro Sé spirituale.

sabato 15 settembre 2018

"Spiritualità e quotidianità"

La sala meditazione gremita per l'odierno incontro di approfondimento con ramia Roberto I, sul tema "Spiritualità e quotidianità"

domenica 2 settembre 2018

Musica per l'anima

“Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è come il tasto, l'occhio è il martelletto che colpisce, l'anima è il pianoforte dalle molte corde”.

Nel suo saggio “Della spiritualità dell'arte”, il celebre pittore russo V. Kandinskij così “dipinge” l'effetto che i colori possono esercitare sull'animo umano.
Per analogia, penso alla “musica” che nasce nella mia anima ogni volta che Swami Roberto, durante il suo Darshan, rivela agli occhi del mio spirito la miriade di colori impressi sul “capolavoro” della realtà di Dio, rendendo visibile l'Invisibile.