martedì 15 ottobre 2019

Favo di miele

“Favo di miele sono le parole gentili, dolce per il palato e medicina per le ossa.”
(Pr 16,24)

Questa frase biblica ci ricorda che uno dei “tratti fisiognomici” della carità è la semplice gentilezza ma, purtroppo, per molti è facile ignorare questa verità, o magari considerarla troppo elementare per meritare di essere praticata.
Chi invece ne tiene conto, può in ogni momento essere di aiuto a qualcuno... compreso se stesso, nel caso in cui sia proprio lui ad aver bisogno di “addolcirsi” :-) riscoprendo finalmente la propria gentilezza.

venerdì 11 ottobre 2019

La bellezza...

« La bellezza non viene vista con gli occhi, ma attraverso la mente libera dalla malizia, dalla violenza, dalla perfidia e dalla “subdolanza”.»
(Swami Roberto)


Eraclito, pensatore greco antico, diceva: “Cattivi testimoni sono agli uomini occhi e orecchie, se si ha barbara l'anima”.
In effetti, le cattive opinioni che alcuni si fanno riguardo a svariate situazioni della loro vita, possono anche trarre origine da una loro “distorsione” nel modo di guardarle ed ascoltarle.
Per scongiurare il rischio di questa “falsa testimonianza”... che impedisce di riconoscere pienamente la “bellezza” custodita nei vari ambiti della propria esistenza... bisogna sempre ricordarsi di profondere ogni sforzo per fare pulizia “dentro”, sradicando dalla propria interiorità tutto ciò che può “falsare” il modo in cui ci si rapporta al mondo esterno.

martedì 8 ottobre 2019

Puro e purificante

Sin dagli albori della tradizione cristiana, nella simbologia teologica le allegorie tratte dal fuoco assumono una primaria importanza rispetto a quelle tratte dagli altri elementi naturali.
Nell'Antico Testamento il fuoco è infatti “una delle immagini preferite per rappresentare l’Essere e l’agire di Dio” (*), come ci ricordano per esempio i brani nei quali il Signore si rivela a Mosè in un roveto ardente (Es 3,2) o anche nella colonna di fuoco che durante la notte indica il cammino al popolo che si allontana dall’Egitto (Es 13,21)… in una identificazione simbolica che per esempio trova “eco” anche in Oriente, in un versetto della Bhagavadgītā (4,25) dove “Bráhma è identico al Fuoco” (**).

mercoledì 2 ottobre 2019

Linea retta

Dalla geometria imparata a scuola sappiamo che la “retta” è quell’unica “linea” che congiunge due punti nel modo più breve proprio perché “diretto”, diversamente dalle infinite altre linee che idealmente possono congiungere quei due stessi punti curvando o girovagando, in maniera inevitabilmente più lunga.
Questa elementare nozione ben si presta a rappresentare metaforicamente una fondamentale caratteristica della virtù spirituale della “rettitudine”: essa appartiene a chi evita di scendere a compromessi con quell’opportunismo che, per sua natura, non si stanca mai di suggerirci delle “più comode” vie alternative rispetto a quella diretta, e sovente “ripida”, tracciata sulla direttrice della coerenza con la propria coscienza.
Poiché, come ricorda anche la saggezza proverbiale, “i peggiori compromessi, li facciamo con noi stessi”… è innanzitutto contrastando le egoistiche sirene dell’opportunismo, che è possibile “rianimare” la propria coscienza con l’ossigeno della rettitudine interiore.

sabato 28 settembre 2019

Che bello !


Che bello essere stato insieme a voi oggi nella sala meditazione !
Appuntamento a sabato 9 novembre, per il prossimo incontro :-)

giovedì 26 settembre 2019

Il testimone veritiero

« E’ salvezza per molti il testimone veritiero, ma chi proferisce menzogne è un impostore.»
(Pr 14,25)

Ben lungi dal riferirsi ai soli tribunali, questa massima biblica ci parla anche della quotidianità, nella quale molti rischiano di diventare degli “impostori” che danneggiano la vita altrui quando si dimostrano testimoni inattendibili, a causa anche “solo” del pressapochismo o della disattenzione con la quale alterano la realtà dei fatti che riferiscono verbalmente al prossimo.
Un prioritario esercizio spirituale, fondamentale per chiunque, è proprio quello di “allenare” la chiarezza, la correttezza e la precisione, perché essere “testimone veritiero” significa essere “salvezza per molti”.

lunedì 23 settembre 2019

Bagno purificatore

Dalla tradizione orientale proviene un proverbio che dice : “Chi ha il cuore puro, ha tutte le acque purificatrici del Gange a casa sua”.
In Oriente come in Occidente, un problema che per qualsiasi credente rimane comunque di non facile soluzione, è quello di capire in quale modo poter essere aiutati ad orientare la propria vita verso quella trasparenza interiore alla quale si riferiva anche Gesù, quando dichiarava beati i “puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
Una fondamentale risposta è contenuta in un versetto del Vangelo di Giovanni, nel quale è lo stesso Gesù a dire: “voi siete già puri, per la parola che vi ho annunciato” (Gv 15,3)... a sancire il principio secondo il quale non bisogna pensare di doversi necessariamente purificare per incontrare Cristo... ma bisogna invece preoccuparsi unicamente di accogliere “dentro” la sua Parola, che purifica.
Infatti, l'incontro con i divini insegnamenti donati da Swami durante il Sacro Darshan è, per eccellenza, il “bagno purificatore” della mia interiorità.

P.S. - Puoi approfondire questo tema teologico nel mio blog “Sui sentieri del Vangelo di Giovanni”, cliccando questo link : Gv 15,3

mercoledì 18 settembre 2019

Ricordati sempre...

« Ricordati sempre che l’ombra di una grande quercia e quella di un piccolo cespuglio, per quanto sembrino diverse, sono sempre ombra. Il voler distinguere nel MALE il piccolo e il grande, è un errore molto pericoloso ed un’infelice giustificazione ».
(Swami Roberto)


L’insidiosità delle “piccole” manifestazioni del male sta nel fatto che proprio la loro apparente inoffensività costituisce una grande tentazione a “lasciar correre”… ed in quel caso possono diventare prima o poi “grandi”, anche solo accumulandosi.
Si può scongiurare questo pericolo solo imponendosi di dare retta a tutte le “notifiche” di allarme provenienti dalla propria coscienza… senza commettere l’errore di trascurare quelle che il nostro ego vorrebbe farci considerare “meno” importanti.

martedì 10 settembre 2019

La "strada di casa" del mio spirito

Tra le realtà più “elementari” che esistono, c’è quella che un proverbio africano esprime così: “L’uomo non può prendere due sentieri alla volta”.
Eppure, nel pianeta religioso molti sono invece abituati a saltellare un po’ di qua e un po’ di là, illudendosi di poter percorrere in contemporanea dei sentieri religiosi diversi.
Ahiloro, la vita spirituale non può essere veramente “viva” se innanzitutto non si trova IL PROPRIO sentiero e se poi, ovviamente, non ci si dà da fare per percorrerlo.
Infatti, l’ “universo di Dio” che è in me io ho iniziato a riscoprirlo... da quando ho scoperto il sentiero di Anima Universale, che è la “strada di casa” del mio spirito.

domenica 8 settembre 2019

Sabato 7 settembre...


Ottanta illustri Docenti, Ricercatori e Studiosi delle Religioni provenienti da tutto il mondo sono venuti a visitare il Monastero della Chiesa Anima Universale a Leini… (continua a leggere l'articolo nel sito di Anima Universale)


martedì 3 settembre 2019

Anche le piante comunicano...

« Anche le piante comunicano, e non solo tra loro.
Sono esseri che percepiscono le emozioni delle persone e... hanno il concetto della gratitudine. 

Ti prego, prenditi cura delle tue piante. Non trascurarle.
Sono gli esseri più indifesi di tutti.»

(Swami Roberto)

Spiritualità è anche... riconoscere la presenza vitale delle piante che, per esempio, l’antico filosofo greco Anassagora definiva come degli “animali fissati sulla terra”.
Un indicatore utile a rivelare a che punto ci si trovi sulla via dell’essere compassionevoli, è la capacità innanzitutto di “accorgersi”... e poi anche di rispettare, e quando possibile di prendersi cura... di questi esseri viventi che, in silenzio, producono tra l'altro l'ossigeno che “dà respiro” alla nostra vita.

P.S. - Vedi anche il post: "Gli esseri più indifesi"

martedì 27 agosto 2019

Il "Sommo desiderio"

“Lo sommo desiderio di ciascuna cosa, e prima da la natura dato, è lo ritornare a lo suo principio”
Con questa frase* il grande poeta Dante Alighieri introduce un brano in cui descrive il percorso di un'anima desiderosa di tornare a Dio, rappresentandolo con la metafora di un “peregrino, che va per una via” a lui sconosciuta (l'esistenza terrena), nella quale “piccioli beni le paiono grandi, e però da quelli comincia prima a desiderare”.
Dopo averne descritto il crescendo da desiderio a desiderio... Dante scrive “in nulla di queste cose (l'anima-pellegrino) truova quella che va cercando, e credela trovare più oltre” fino a giungere a “l'ultimo desiderabile, che è Dio”.  

mercoledì 21 agosto 2019

Se cerchi la giustizia...

« Se cerchi la giustizia, la raggiungerai e te ne rivestirai come di un manto di gloria.»
(Siracide 27.8)

Questa biblica promessa può anche sembrare utopica a chi, per esempio, si limita a sentirsi impotente di fronte all'ingiustizia che dilaga nel mondo.
Invece, si tratta di una promessa che diventa realtà nella vita di chi si impegna a realizzare la giustizia dentro di sé, vale a dire nell'unico “mondo” in cui nulla e nessuno può impedirglielo.
E' questo il modo in cui la giustizia diventa il “manto di gloria” di chi l'ha prima cercata, e poi raggiunta.

domenica 11 agosto 2019

Mercoledì 14 agosto...


Mercoledì 14 agosto, alle ore 17, nella Sala Meditazione del nostro Monastero, terrò un incontro nel quale vi parlerò di… lo scoprirete :-)

lunedì 5 agosto 2019

La verità... così com'è

« La verità sembra prepotente. Eppure niente è più umile della verità. 
Essa si rivela così com'è, mettendosi a nudo senza inganni.»
(Swami Roberto)

In una affermazione dal sapore lapalissiano, lo storico greco Senofonte scriveva che alla verità compete il compito di “presentare ciò che è come ciò che è, e ciò che non è come ciò che non è”… togliendo ogni velo alla realtà.

Questa “nudità” con la quale si manifesta la verità, può evidentemente “imbarazzare” chi è abituato ad avere qualcosa da nascondere, mentre attira a sé chi ama la purezza.

martedì 30 luglio 2019

I grandi alberi

« Resistono al calore del sole e regalano agli altri la freschezza dell’ombra. Per il bene altrui e non per il proprio, fruttificano i grandi alberi.»

Questo detto dello Sri Lanka mi fa oggi pensare a come siano purtroppo una minoranza le persone caritatevoli capaci di rispondere fedelmente al celebre “identikit” tracciato nell’epistolario paolino, nel quale si legge tra l'altro che la carità, oltre ad essere magnanima e benevola, “non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse” (1Cor 13,4-5).
Umanamente si tratta di un profilo talmente impegnativo da rasentare la “mission impossible “ ma... proprio per questo... è cercando di assomigliarci il più possibile che ci si orienta verso la propria “immagine e somiglianza” con Dio.

mercoledì 17 luglio 2019

Ci sono dei momenti nella tua vita...

« Ci sono dei momenti nella tua vita in cui devi fare silenzio, dentro e intorno a te, per metterti in ascolto del Tutto e di tutti. 
Oggi sono pochi quelli che hanno la carità di saper ascoltare: si preferisce parlare e predicare, anche per dire niente o il falso.» 
(Swami Roberto)

Questa frase di Swami mi fa pensare all’ “Esicasmo” (dal termine greco hesychía, che significa “silenzio, quiete, tranquillità”), un tipo di preghiera celebrato dai Padri del deserto (IV sec.), con la quale questi antichi monaci cristiani ricercavano quella pace interiore che a molti oggi pare irraggiungibile, a causa della rumorosa e caotica frenesia dei tempi moderni.
In realtà non è tanto il caos che ci disturba dall'esterno, quanto invece i rumori “molesti” che possono eventualmente provenire dall'interiorità... ad allontanarci dal “deserto”, in questo caso benefico, del silenzio interiore.
Pertanto, per poter creare anche nella nostra vita delle piccole o grandi “oasi” di pace nelle quali poter praticare “la carità di saper ascoltare” di cui parla Swami... dobbiamo innanzitutto prendere la decisione di far cessare quel chiasso che è sovente provocato dall'invadenza della parte più egoistica e presuntuosa di noi, che di starsene in silenzio, e di ascoltare, non ne ha proprio nessuna voglia.

giovedì 11 luglio 2019

Ancora oltre...

Dagli anni trascorsi sui banchi di scuola, mi giunge il ricordo del mio primo incontro con il “sabato del villaggio” di Leopardi, che allora come oggi mi fa pensare alle disillusioni a cui vanno incontro i “sabati” delle umane aspettative, quando sono orientati verso le mete insoddisfacenti offerte dal mondo.
Nella vita, può capitare un po' a tutti di trovarsi a sperimentare come ciò che si può umanamente raggiungere... dopo essere stato raggiunto lascia spazio al bisogno di un “qualcosa” che vada ancora oltre.
Questa insoddisfazione, è un po' come un indice puntato verso quell'orizzonte trascendente... che è la sola “domenica” capace di appagare le aspettative del nostro spirito.

lunedì 8 luglio 2019

Chi trova me...



La divina Sapienza ci dice: “Chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore” (Bibbia, Pr 8,35)

mercoledì 3 luglio 2019

Immissari... ed emissari

Sin dall'antichità, i popoli stanziati nella terra attraversata dal Giordano hanno attribuito dei significati simbolici alla presenza vitale di questo fiume, ed oggi ne prendo a prestito uno che, adattato alla prospettiva cristiana, può illustrare anche queste celebri parole rivolte da Gesù ai suoi discepoli: “Come io ho amato voi, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Gv 13,34).
L'attuazione di questo “comandamento dell'amore” trova infatti una rappresentazione metaforica nelle caratteristiche del lago di Galilea, rispetto al quale il fiume Giordano (che può simboleggiare l'Amore divino) è prima l'immissario che vi entra colmandolo di vita, e poi è anche l'emissario che ne esce, portando vita in tutti i territori successivamente bagnati dalle sue acque.
Analogamente, il discepolo di Cristo è colui che sa farsi alimentare dal suo divino Amore, per ridistribuirlo poi al suo prossimo... ben lungi dal significato simbolico evocato invece dal Mar Morto, il quale fa evaporare infruttuosamente la forza vitale ricevuta perché trattiene in sé le acque del Giordano, anziché ridistribuirle.

P.S. - Nel mio blog “Sui sentieri del Vangelo di Giovanni”, puoi vedere il post Gv 13,34

venerdì 28 giugno 2019

Sbagliando si impara, ma...

« Sbagliando si impara. Ma chi impara soltanto dalle proprie esperienze... ha intrapreso la via più lunga. Sigh! »
(Swami Roberto)

Nel corso della propria vita... chi per imparare si affida unicamente all'esperienza corre il rischio di non imparare “in tempo”, come per esempio ricorda un proverbio persiano : “L’esperienza è un pettine, che la natura dà agli uomini quando sono calvi”.
Per non essere tra questi “ritardatari”, anziché contare solo sull’esperienza conviene darsi da fare per imboccare la “scorciatoia” della Conoscenza... ma, evidentemente, questa scorciatoia bisogna innanzitutto trovarla... come a me è successo, non appena gli insegnamenti di Swami me l’hanno fatta riconoscere.

lunedì 24 giugno 2019

Operatori di pace

Pur se molti oggi la intendono unicamente nel senso di “assenza di guerra”, biblicamente la parola “pace” ha un significato molto più ampio: l'originario termine ebraico “shalòm” designa infatti lo stato di benessere e di pienezza di vita che si instaura in coloro che sanno essere amici di Dio disponendosi interiormente alla benevolenza, alla giustizia, al dialogo, alla solidarietà.
Questi “semi” della pace crescono e producono frutto soltanto in coloro che sanno preparare il “terreno” adatto,  lavorando pazientemente per emendarsi “dentro”.
Pertanto, bisogna innanzitutto liberarsi da tutto ciò che è in contraddizione con questa pace-shalòm, per imboccare la via che porta a far parte degli “operatori di pace” (Mt 5,9) ai quali il Cristo rivolge una delle sue celebri beatitudini.

giovedì 13 giugno 2019

In ogni cellula...

“Colui che dimora nella terra, e tuttavia è differente dalla terra...
Colui che dimora nell'acqua, e tuttavia è differente dall'acqua...
Colui che dimora nel vento, e tuttavia è differente dal vento...”

Questa antica Upanishad (BU III,7,3-7)*, che riconosce la presenza del Divino “IN” ogni elemento del cosmo, continua poi ripetendo la stessa affermazione per il fuoco, il cielo, ecc. … oltre che per gli “esseri viventi” nei quali Dio è presente pur essendo “diverso da tutti gli esseri”  (BU III,7,15)... a sottolineare quel principio che, per esempio, è riconoscibile anche nel celebre mantra sanscrito "Ang Sang Wahe Guru", che significa “In ogni cellula del mio corpo e in tutto il mio essere, Dio è lì”.
Coloro che, in Occidente, fanno fatica a conciliare questo principio di Onnipresenza divina con il messaggio cristiano, farebbero bene a tener conto dei concetti teologici cristiani-ramirici di cui vi ho parlato nel post “Cristo… Vita cosmica”.

* Brhadāranyaka-upanisad

lunedì 10 giugno 2019

La fede deve fare i conti con la tua natura umana...

Tra i vari ostacoli che si possono incontrare nella vita, ce ne sono alcuni che diventano difficili da superare non per una loro intrinseca difficoltà, quanto invece per la pesantezza con la quale ci si trova ad affrontarli, tant'è vero che... un po' come accade ad una mongolfiera libera di volare nel cielo dopo essere stata scaricata dalle zavorre...  quando ci si alleggerisce dal peso di preoccupazioni e sfiducia si possono oltrepassare delle barriere che prima sembravano bloccare il percorso.
Tenere "accesa" la propria fede, è il modo più rapido per riuscirci.

« La fede deve fare i conti con la tua natura umana, sovente pessimista, passiva e fatta di abitudini.
Il pessimismo è il campanello d’allarme che indica una
fede vacillante.
Fermati e interrogati sulla tua devozione:
“È autentica, oppure no?”.
Abbandonati fra le braccia di Dio, piuttosto che fra quelle dei tuoi dubbi.
Ti “arricchirai” del Soprannaturale, e la tua fede vincerà
il limite della tua fragile natura umana.»
(Swami Roberto)

martedì 4 giugno 2019

Va' dalla formica...

« Va’ dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio. Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone, eppure d'estate si provvede il vitto, al tempo della mietitura accumula il cibo.»  
(Pr 6,6-8)

Questo biblico invito all'operosità esorta a combattere la pigrizia materiale… ma un ulteriore nemico spirituale può subdolamente nascondersi in chi è magari solerte sul piano delle azioni, senza però esserlo altrettanto sul piano della “vivacità” di pensiero.
Per “diventare saggi”, l’operosità della formica va dunque presa ad esempio anche per preservare dalla pigrizia mentale la propria capacità di riflettere, approfondire conoscere.
A tale riguardo, il mio “tempo della mietitura” io lo vivo di Darshan in Darshan quando... come una formica :-) … faccio provvista del “cibo” delle divine informazioni che assicurano la vita della mia anima.