AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


martedì 1 dicembre 2020

Chi ben comincia, è a metà dell'opera :-)

Una questione che può talvolta presentarsi nella vita spirituale riguarda il “come” pregare… perché a chiunque può accadere di non trovare il modo giusto per vivere appieno questo importante “appuntamento” interiore.

Al di là del fatto che si tratta di un momento così intimamente personale che ciascuno deve cercare dentro di sé quale sia il modo migliore per vivere la propria preghiera... è anche vero che nella prospettiva cristiana un fondamentale aiuto per “orientarsi” è fornito da queste celebri parole pronunciate da Gesù: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Mc 11,25).

Accogliere questo invito divino, e dunque “mettersi a pregare” coltivando in sé questa disposizione d’animo, è già un gran bell’inizio e… come si suol dire, “chi ben comincia, è a metà dell’opera” :-)

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Riguardo al tema della preghiera, nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto”, puoi seguire la pista di approfondimento che parte dal termine Preghiera (nel Dizionario tematico) 

venerdì 27 novembre 2020

L'unica via per essere sereni

« Nel modo più alto, Dio prende dimora in ciascuno attraverso una grande Forma: la Coscienza.
Ascoltala, seguila, agisci di conseguenza.
Molti turbamenti e sensi di colpa non potranno più disturbarti, poiché la rettitudine è l’unica via per essere sereni.»
 
(Swami Roberto)

E' ascoltando la coscienza che entriamo in quell’intima dimensione interiore nella quale siamo chiamati a discernere ciò che è bene da ciò che è male.
Pur se, nelle differenti religioni, sono molti i credenti che oggigiorno preferiscono "demandare a terzi" questa loro peculiare ed inviolabile facoltà (per esempio limitandosi ad aderire passivamente ai dettami di una morale religiosa) in realtà la coscienza può essere seguita soltanto in prima persona, “con consapevolezza”: questo è infatti il significato dell’originaria espressione latina “cum scientia” dalla quale, per l’appunto, deriva il termine coscienza.  
Pertanto, l’autentico insegnamento spirituale si rivolge alla coscienza individuale non tanto per omologarla “meccanicamente” ad una morale precostituita, bensì per farla “vivere”... liberandola da tutto ciò che la offusca e orientandola a rimanere costantemente in comunione con quella Voce di Dio che proprio alla “porta” della coscienza “bussa”, affinché le si “apra”.
A quel punto... spetta soltanto a ciascuno di noi... individualmente... la prioritaria responsabilità di agire “con consapevolezza” in modo coerente con i suggerimenti dati dalla coscienza, praticando quella “rettitudine” che - come dice Swami - “è l’unica via per essere sereni”.

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P.S. - Puoi percorrere una rotta :-) di approfondimento nei mari della coscienza, navigando  in questi post (nel mio Diario di un monaco):

* Lavorare molto su se stessi
* Senza una coscienza appagata...
* Examen
* Le due bisacce 

martedì 24 novembre 2020

Si misero in cammino gli alberi...

« Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi.
Dissero all'ulivo: regna su di noi. 
Rispose loro l'ulivo: rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi al fico: vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro il fico: rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero gli alberi alla vite: vieni tu, regna su di noi.
Rispose loro la vite: rinuncerò al mio mosto che allieta dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?
Dissero tutti gli alberi al rovo: vieni tu, regna su di noi.
Rispose il rovo agli alberi: se in verità ungete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano.»
(Giudici 9,8-15) 

Avendo la particolarità di essere la prima compiuta parabola (in ebraico “mashal”) che compare nella Bibbia, questo brano si riferisce alla vicenda di Abimèlec (qui rappresentato dal rovo), il quale approfitta del fatto che altri (l’ulivo, il fico, la vite) sono dediti alle loro “nobili” attività, per prendersi violentemente il potere… spinto da un’arroganza metaforicamente rappresentata dal fatto che lui, semplice rovo, si stima capace di produrre un’ombra protettrice, o di minacciare addirittura la grandezza dei cedri del Libano.
Alla fine, il male fatto ricade su Abimèlec (Gd 9,56), e ciò indica la biblica morale: i regni conquistati mediante i loschi piani umani sono destinati al fallimento, e la sola “regalità” autentica è quella che proviene dall’ “unzione” di Dio.

Poiché questa storia mostra come un “poco di buono” ha trovato politicamente spazio anche perché coloro che ne sarebbero stati in grado… rappresentati dall’ulivo, dal fico e dalla vite... non hanno ricoperto la carica sociale a cui il “popolo” delle piante li aveva chiamati... questa parabola fornisce una chiave di lettura per certe situazioni politiche di ieri... ma anche di oggi.

Inoltre, in trasparenza, si può anche cogliere un velato invito rivolto a chiunque... a non esentarsi dalle assunzioni di responsabilità che ciascuno può esprimere in favore di un bene comune, nell’ambito sociale in cui vive.

venerdì 20 novembre 2020

Il cuore lieto fa bene al corpo (Pr 17,22)

Dicendo che “non si scagliano pietre che all'albero carico di frutti”, un proverbio popolare ci ricorda che durante il cammino della vita può anche capitare che i propri “frutti” siano bersagliati dagli attacchi delle persone invidiose. 

Più ancora che dalle loro “pietre”, i danni più gravi potrebbero peraltro essere provocati dall'eventuale reazione sbagliata di chi, per esempio, trovandosi ad essere invidiato... dovesse uscire dal proprio percorso virtuoso finendo nelle “sabbie mobili” del rancore e della vendetta.

In fondo... gli invidiosi si procurano già da soli la loro punizione... coltivando in sé la “tristezza (che) deprime lo spirito” (cf. Pr 15,13) e, conseguentemente, rovina la  vita.

Invece, le persone invidiate che sanno resistere alle tentazioni vendicative... creano le condizioni per poter coltivare in sé quella serenità che è “vita” per lo spirito... e inoltre – come ci ricorda anche il sapiente biblico -  “un cuore lieto fa bene al corpo” (Pr 17,22)

mercoledì 18 novembre 2020

Dio, biblicamente parlando...

« Dio, biblicamente parlando, si manifesta anche con il suono, si esprime con la musica… gli artisti sono dei “canali” che “catturano”, dalle dimensioni più elette, quelle note divine, per trasformarle in musica… musica che raggiunge i sentimenti delle genti al fine di nutrire la loro anima, con melodie immortali. 
MA, come disse Cassiodoro il Grande: “Se noi continueremo a commettere ingiustizie, Dio ci lascerà senza musica.”
C’è da riflettere…»
(Swami Roberto)


Per approfondire questo post di Swami, a proposito del fatto che "Dio, biblicamente parlando, si manifesta anche con il suono...", vi suggerisco questi link ai miei blog:

Il « Suono » divino del Cristo, l'immanente principio Vita (in questo blog)

- Dal Suono... al Verbo divino (nel mio blog "Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto")

venerdì 13 novembre 2020

Siamo immersi nel soprannaturale

« Siamo immersi nel soprannaturale. 
La dimensione dell'oltre ci avvolge.
Ma i sensi inquinati dall'avidità sono ormai insensibili.
»
(Swami Roberto)

Nell’universo della propria fede personale... è dal piano della sensibilità interiore, più ancora che da quello dell’intelletto, che proviene la capacità di percepire il Soprannaturale mentre opera nella dimensione naturale.

E' infatti dall’ “anima” della fede, custodita dentro di noi, che scaturisce lo “sguardo” che ci permette di riconoscere i “segni” con i quali il Padre nostro manifesta la sua azione divina nella nostra vita.
Per riflettere un po’ sul concetto biblico di segno, nel mio blog “un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto” puoi seguire la pista di approfondimento che parte dal termine "segno" (nel Dizionario tematico). 

martedì 10 novembre 2020

Pioggia benefica

Ogni volta che auspichiamo l’arrivo di una pioggia benefica che disseti la natura facendo svanire la siccità, di fatto stiamo richiamando il primordiale significato di vita e fecondità biblicamente attribuito alla benedizione che, infatti, nelle Sacre Scritture ha  proprio nell’acqua il suo simbolo privilegiato [a].

Nella forma della pioggia l’acqua è l’elemento fisico che scende dal cielo per alimentare la vita sulla terra per cui, in modo del tutto naturale, questa sua origine celeste simboleggia “visivamente” la potenza vivificante di Dio, che fa piovere la sua Grazia sugli esseri viventi.

Per chi ha fede, questo ponte simbolico è di aiuto per visualizzare la benedizione come una provvidenziale “pioggia” ristoratrice, da invocare con fiducia e perseveranza nella preghiera... per esempio non solo per porre rimedio ai tempi di aridità interiore, ma anche per scongiurarli.

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Nel mio blog « Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto », puoi seguire la pista di approfondimento che parte alla voce « Benedizione », nel Dizionario tematico

[a] cf. per es. Ez 34,26; Sir 39,22; Mal 3,10

sabato 7 novembre 2020

Divino modello

Sin dai tempi antichi la cosiddetta “regola d'oro” (cioè il principio etico di reciprocità) è riconosciuta in varie tradizioni religiose... come per esempio ci ricorda un orientale versetto del Mahabharata [a] “questa è la somma del dovere; non fare agli altri ciò che non vorresti che ti facessero” (5:15-17)... o anche un biblico passaggio tratto dal Libro di Tobia “Non fare a nessuno ciò che non piace a te.” (4,15)

Nella sua formulazione “propositiva”, tale principio è incastonato anche nel celebre versetto del Levitico “ama il prossimo tuo come te stesso”  (Lev 19,18), che successivamente sarebbe stato poi ripreso anche da Gesù [b], diventando un emblema del suo messaggio.  

Nel celebre “discorso della montagna”, il Cristo ci spinge poi ad andare ancora oltre l'etica delle reciprocità e, dopo averci detto che non è sufficiente “amare quelli che ci amano”, Lui ci esorta seguire nientemeno che il modello costituito dal Padre nostro “che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (cf. Mt 5,46.48)...  chiamandoci cosi sulla via della Divina Compassione. 
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« L’uomo non è grande quando vive da uomo...
Ma è immenso quando vive da Dio, 
perché si riconosce Amore.»
(Swami Roberto)

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[a] Il Mahābhārata è il grande poema epico indiano all'interno del quale è contenuta la Bhagavadgītā. 

[b] (Mt, 22.39; Mc, 12.31)

martedì 3 novembre 2020

Fuoco che si ravviva

“Fin quando la brace conserva ancora una scintilla, può riaccendersi la fiamma: se la scintilla è totalmente spenta, essa non può più essere riaccesa. Allo stesso modo, se un essere umano rinuncia totalmente ad ogni contatto con la sacralità, la sua dimensione interiore si spegne”.

Questa metafora, proveniente dalla tradizione chassidica, ben si presta a mettere in risalto un fondamentale aspetto della vita spirituale: affinché il “Soffio” dello Spirito di Dio possa donarci l'aiuto di cui abbiamo bisogno, dentro di noi ci deve sempre essere perlomeno una “scintilla” di contatto con la sacralità... in modo che il  “Soffio” divino possa riaccenderla.

Poiché un fondamentale compito della preghiera è proprio quello di ravvivare continuamente il nostro “contatto” interiore con il Sacro... pregare con fede e perseveranza significa far sì che dentro di noi ci sia non soltanto una scintilla... ma proprio un “fuoco” già acceso. 

Quando ciò accade, il Soffio dello Spirito di Dio può non soltanto ravvivare questo nostro “fuoco” interiore, ma anche servirsene rendendoci suoi strumenti, capaci a nostra volta di ravvivare le “scintille” che, nel nostro prossimo, hanno bisogno anch’esse di essere “riaccese”.

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Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, a partire dal Dizionario tematico puoi seguire queste piste di approfondimento:
- Preghiera
- Sacro
- Spirito Santo

domenica 25 ottobre 2020

Grazia... e libertà

Nella tradizione cristiana, con il termine “Grazia” si intende l'aiuto soprannaturale e gratuito che il Padre nostro concede all'essere umano, per consentirgli di essere pienamente partecipe della natura divina... e di orientare quindi la sua esistenza verso la salvezza.

Di fronte alla gratuità dell'iniziativa divina, una storica questione teologica riguarda il “ruolo” dell'umana libertà, che può essere inteso in modi diversi ma comunque collegati al concetto espresso dal verbo greco “synérghein” (collaborare).

Per aprire le porte della propria vita alla Divina Provvidenza, è infatti necessario, con fede e buona volontà, fare tutto il possibile per porsi in “sinergia” con il Padre nostro, collaborando con la gratuita iniziativa della sua Grazia divina.

Questo è ciò che ci ricorda efficacemente anche la saggezza popolare, con i proverbi “aiutati, che il ciel ti aiuta”… o anche  “comincia, che Dio provvede al resto”.


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Riguardo a questo argomento, nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto” puoi seguire queste piste di approfondimento:

- Grazia

- Provvidenza 

giovedì 22 ottobre 2020

Sinfonicamente...

Tra le più famose promesse divine contenute nei Vangeli, c'è quella nella quale Gesù dice: «Se due di voi sulla terra saranno d'accordo (l'evangelista scrive in greco symphōnēsōsin) su qualche cosa da chiedere, qualunque essa sia, sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Infatti, dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro» (Mt.18,19-20)

Nel testo originale del Vangelo, l'espressione “saranno d'accordo” contiene dunque il verbo greco "sinfoneo" [syn (con, insieme) e phōnē (suono)] per cui... raccogliendo l’invito di questo versetto :-) è per esempio possibile vivere la preghiera serale sulla pagina Facebook di Swami come il momento nel quale essere una delle tante “voci” che... ciascuna da casa propria... intonano la “sinfonia” di fede rivolta alla Misericordia divina. 

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Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale sulle impronte di Swami Roberto”, puoi riflettere sulla dimensione della preghiera seguendo la relativa pista di approfondimento che parte dal Dizionario tematico

domenica 18 ottobre 2020

Il bene genera altro bene

« Il male produce altro male, il bene genera altro bene. Qual è la differenza? Sei tu.
Tu puoi scegliere se legarti alla Legge divina del Bene che rimane per sempre nella Mente di Dio. 
Tutto passerà sotto a questo cielo, tranne l’amore! 
Già! L’amore è la tua “Memoria” immortale.»
 
(Swami Roberto)

Dicendoci che “a granello a granello si riempie lo staio e si fa il monte”, un proverbio popolare ci ricorda un aspetto della realtà che, trasportato sul piano morale, viene così sintetizzato nella tradizione religiosa orientale:
“Se qualcuno commette un male, non lo faccia di nuovo e di nuovo, non consenta interiormente al male. Il dolore è cumulo di peccato. 
Se qualcuno compie il bene, lo faccia di nuovo e di nuovo ed in esso si diletti. La Felicità è cumulo di bene”
(Dhammapada, IX 117-118).

Schierarsi dalla parte del bene, compiendolo “granello a granello”, significa anche dare attuazione alle celebri parole di Gesù: “chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto” (Lc 16,10)... ed è questo il modo per costruire, passo dopo passo, quella fedeltà all'amore che è il “lasciapassare” verso l'Eternità dello Spirito.

 

martedì 13 ottobre 2020

I sacri Elementi della Vita

L'incessante divenire che caratterizza la realtà fisica, trova una celebre rappresentazione nel libro Qohelet, nel quale l’autore biblico parla del succedersi delle generazioni sulla terra, dove “...il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere” (Qo 1,4-7).

Queste sue parole fanno scorgere, in trasparenza, un'allusione ai sacri Elementi... terra, fuoco, aria, acqua… che danno espressione al continuo rigenerarsi della Vita nell’ovunque del cosmo, compreso il “microcosmo” di ogni organismo vivente.

L’Essenza divina prende forma e vibra Om (*) attraverso questi sacri elementi, che incessantemente plasmano le forme vitali dei tre regni minerale, vegetale ed animale... per cui... nutrire questa consapevolezza, significa alimentare la propria comunione con il Cristo-Vita, che vivifica il corpo e lo spirito.   

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P.S. - Riguardo al peculiare concetto cristiano ramirico del Cristo-Vita, vi suggerisco queste piste di approfondimento:

§ In questo blog, puoi vedere i post:
- L'ex anello mancante (*)
- Cristo… Vita cosmica
- Il « suono » divino del Cristo, l’Immanente principio Vita
- Sinfonia divina

§ Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi vedere i post:
- Dal suono… al Verbo divino
- Il Divino Amen

giovedì 8 ottobre 2020

Le due bisacce

“Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro, e ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta.
E per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui”
. (Esopo) [*]

Questa antico apologo è un po' la versione laica della pagliuzza e della trave di cui ci parla il Vangelo (Mt 7,1-5), e allude alla tipica inclinazione umana ad essere tanto inflessibili e/o implacabili quando si tratta di giudicare i difetti altrui… quanto “permissivi” e propensi a giustificarsi riguardo ai propri.

Per chiunque, un fondamentale esercizio spirituale consiste proprio nello zittire la voce suadente dell’ego che instancabilmente ci suggerisce di buttare le nostre imperfezioni nella “bisaccia” dietro la schiena… e nel dare invece ascolto a tutto ciò che ci aiuta ad includerle in quella davanti... ponendole cioè nel raggio di azione del nostro esame di coscienza.

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P.S. - A tale riguardo, puoi vedere anche questi post del mio diario:
- Examen 
- Lavorare molto su se stessi

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[*] Ripreso anche dal poeta latino Fedro 

domenica 4 ottobre 2020

Un solo Soffio vitale...

“…c’è un solo soffio vitale per tutti; non esiste superiorità dell’uomo rispetto agli animali…” (Eccl. 3,19)

Oltre a designare lo Spirito divino, nella tradizione biblica il termine Rûah indica anche il Soffio vitale [a] che Dio insuffla in tutti gli esseri viventi che respirano… umani e animali... come ci è ricordato dal sopracitato versetto dell’Ecclesiaste [b].

Questa realtà - che per esempio il grande Francesco di Assisi “viveva” chiamando fratelli gli animali – sul piano teologico è stata svelata ai miei occhi dagli insegnamenti spirituali di Swami, dei quali vi ho parlato nel mio diario anche nei post:

- Umane bestie
- I nostri fratelli animali
- Cristo vita cosmica
- Pensieri a caldo

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[a] Nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, puoi leggere il post « Il “Soffio vitale” della Rûah »
[b] cf. anche per es. Sal 104,29; Gb 33,4; 34,14-15.

giovedì 1 ottobre 2020

La riflessione ti custodirà...

« Possiamo imparare a essere saggi in tre modi. Il primo è quello dell'imparare a riflettere, ed è il migliore. Il secondo è l'imitazione, ed è il più facile. Il terzo è l'affidarsi all'esperienza, ed è il più doloroso.»

Grossomodo nell'epoca in cui iniziava a svilupparsi, in Europa, il pensiero filosofico greco... in estremo Oriente viveva il celebre filosofo Confucio (VI/V sec. a.C.) dal quale proviene questo antico pensiero che “fotografa” le 3 vie, qualitativamente diverse, che sono percorribili per acquisire la saggezza:

domenica 27 settembre 2020

La speranza è ossigeno divino...

Spingendoci continuamente ad essere fiduciosi, a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a credere nell’alba nuova che sta per sopraggiungere... la virtù spirituale della speranza è un fondamentale “organo vitale” della nostra interiorità.

Tradizionalmente associata al colore verde, che richiama il regno vegetale e la vita che in esso incessantemente si rinnova, la speranza mette radici dentro di noi quando il “terreno” della nostra interiorità è reso fertile dalla fede.

E’ quello il “prato” nel quale la speranza prende dimora come un “albero verde” pieno di frutti... che è tanto più rigoglioso quanto più le sue radici traggono nutrimento dalla preghiera.

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« La preghiera va a braccetto con la speranza:
La speranza è ossigeno divino, che ti permette di non perdere la forza di lottare, facendo anche dei sacrifici per realizzare le tue aspirazioni.
La preghiera ricarica la tua speranza, attingendo al potere soprannaturale di Dio ».

(Swami Roberto)

mercoledì 23 settembre 2020

La vera fede è come un amplificatore della coscienza!

« Oramai è convinzione di molti che la fede sia solo un " rifugio" per  chi vuole evadere dalla triste e dura realtà. A volte è proprio così per quanti preferiscono delegare alla fantasia un momento di respiro. Invece, quelli che credono davvero in Dio, non usano la fede per fuggire dalle responsabilità e dalla sofferenza, bensì per affrontare i problemi propri e di altri con determinazione. La vera fede è come un amplificatore della coscienza! Altro che illusorio rifugio.»
(Swami Roberto)

Nella nostra vita interiore la funzione della coscienza corrisponde, in un certo senso, a quella dell'ago magnetico di una bussola indicante la direzione verso quel “polo” che, metaforicamente, può essere inteso come la meta della salvezza spirituale.

Il compito della nostra fede non è quello di rassicurarci, facendoci semplicemente credere che raggiungeremo la meta... quanto invece quello di aiutarci, concretamente, a mantenere in buono stato e ad usare nel modo migliore questa “bussola” che si trova dentro di noi.

L'avvicinamento alla meta dipende infatti dalla nostra capacità di camminare coraggiosamente nella direzione indicata dalla voce divina che ci parla nella coscienza e che – come ci dice Swami – viene amplificata dalla vera fede.


domenica 20 settembre 2020

Benefica se stesso l'uomo misericordioso...

« Benefica se stesso l'uomo misericordioso, il crudele invece tormenta la sua stessa carne ». (Pr 11,17)

L’autore biblico fa qui riferimento alla stessa realtà espressa in un altro passaggio del Libro dei proverbi, dove l’invidia viene definita  “carie per le ossa” (Pr 14,30).

In entrambi i casi, crudeltà e invidia ci sono infatti presentate come dei mali che danneggiano anche fisicamente (e non solo interiormente) coloro che purtroppo li praticano nei confronti del prossimo.

All’opposto, l’essere umano che pratica la misericordia “benefica se stesso” aiutando la salute del suo corpo, oltre a quella del suo spirito… per cui una via maestra per aiutare se stessi… è in realtà quella di agire per aiutare gli altri :-) 

giovedì 17 settembre 2020

Profumo divino

Da sempre i fiori, con la loro straordinaria varietà di colori e forme, ispirano le opere degli artisti... i quali rimangono peraltro impossibilitati a imprimere nella tela il loro profumo, perché questa essenza invisibile dei fiori c'è, e si “sente”, ma non può essere rappresentata. 

In numerose religioni, proprio “il profumo... rientra fra i segni sensibili della penetrazione di un mondo soprannaturale in quello terreno” (a)... e la soave fragranza è considerata un modo di presentarsi del Divino, che si manifesta nella nostra dimensione facendo “sentire” il profumo della sua Essenza invisibile.

Così nella mistica cristiana, e non solo, è per esempio riconosciuta come un segno soprannaturale... la facoltà di essudare dal proprio corpo una sostanza profumata (b) o anche di “segnalare”, attraverso un particolare profumo, la propria invisibile presenza spirituale in un certo luogo. 


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(a) Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, M.Lurker, ed.italiana a cura del Cardinale Gianfranco Ravasi, Ed.Paoline 1990, Cinisello Balsamo (Mi), p.140. 

(b) cf. Joachim Bouflet, “Miracoli dall’Antico Testamento a oggi”, 2009 RCS Libri, Milano, p.132

domenica 13 settembre 2020

L'onestà...

« La più alta espressione della spiritualità è L'ONESTÀ... ecco perché è rara la vera spiritualità.»
(Swami Roberto)

Derivando dalla radice latina “honor” (onore)... in senso etimologico il termine “onesto” designa colui che ha il senso della giustizia talmente radicato in sé, da essere “alieno da tutte quelle azioni o parole che sono contrarie al dovere e all'onore" (*) e quindi… spiritualmente parlando… evita di compiere quegli atti malvagi e ingiusti che andrebbero contro l' “onore” della sua dignità interiore, contraddicendo la voce della coscienza.

In mezzo alla disonestà che dilaga un po’ ovunque, in effetti bisogna essere un po’ come degli “alieni” :-) per fare dell'onestà la propria regola di vita e, in fondo, era anche per questo motivo che Gesù diceva ai suoi discepoli: “non siete del mondo” (Gv 15,19).

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P.S. - Nel mio blog “Sui sentieri del Vangelo di Giovanni”, puoi approfondire il significato di Gv 15,19 :
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(*) Dizionario etimologico Pianigiani

giovedì 10 settembre 2020

Fiore spontaneo

« La modestia è per il merito quello che sono le ombre per le figure di un dipinto: essa gli dà forza e rilievo ».   (Jean de La Bruyère, scrittore francese del XVII sec.)

Riguardo alla modestia... per non prendere fischi per fiaschi :-) bisogna innanzitutto proporsi di saper distinguere quella autentica dalla “falsa modestia”, che è una maschera adottata da quanti recitano una parte... magari per scansare delle responsabilità “da protagonisti”, oppure proprio per apparire modesti in modo da riscuotere l’apprezzamento altrui, come ci ricorda anche il proverbio “troppa modestia è orgoglio mascherato”

Ben lungi da queste contraffazioni, la modestia autentica è invece un fiore spontaneo che cresce nel giardino della propria vita spirituale solo quando... mettendo a tacere l'orgoglio… si ha l’onestà di riconoscere le “ombre” dei propri limiti [come infatti ci dice lo stesso termine “modesto” che, per l’appunto, deriva dal latino “mŏdus” (limite)].

Proprio questa onestà interiore è la “luce” che, così come sottolinea le “ombre”… per contrasto mette in evidenza anche i “colori” dei propri pregi i quali, quando non vengono ostentati, sono resi brillanti dalla virtù spirituale dell'umiltà.

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P.S. - A proposito di umiltà... in questo blog ho raccolto alcuni insegnamenti di Swami, nel post “Lavori in corso”   

domenica 6 settembre 2020

Nelle mani del Signore

Essendo l'organo del nostro corpo adibito all'esecuzione delle opere esteriori, sin dall'antichità la mano è un simbolo universale dell'agire e del donare (*)... che nella tradizione biblica esprime anche l’idea di potenza, come tra l'altro si evince dalla parola ebraica “iad” che significa, per l'appunto, sia mano sia potenza.

Nelle Sacre Scritture la mano più importante è ovviamente quella di Dio... ed essere toccati dalla “mano” del Signore significa ricevere la sua forza divina.

E' questo il fondamento biblico dell’antico atto religioso dell’imposizione delle mani volto a trasferire energia e/o potenza... un gesto rituale che il Cristo praticava sia per operare delle guarigioni mediante il  trasferimento della sua divina energia risanatrice (Mc 1,40-41; 6,5)… sia per impartire la sua divina benedizione.

giovedì 3 settembre 2020

Chi parla di compassione...

« Chi parla di compassione o di misericordia e poi decide chi la merita e chi no, mi conferma che non conosce il significato delle parole... 
Già, la spiritualità inizia anche da queste elementari conoscenze.»
(Swami Roberto)


Nel suo significato etimologico la “compassione” (der. dal latino compăti, “compatire”) è il senso di pietà verso le sofferenze altrui... ma essere compassionevoli non significa “compatire” con un senso di superiorità, e/o di giudizio, chi sta vivendo un momento difficile... quanto invece essere solidalmente capaci di esprimergli vicinanza e partecipazione alla sua situazione. 

In sostanza... prova autentica compassione chi è toccato nel cuore dalla sofferenza del prossimo, com’è espresso dal senso letterale del termine misericordia [dal lat. “misèreo” (ho pietà) e “cordis” (cuore)].

domenica 30 agosto 2020

Non tutto il male vien per nuocere

Dicendoci che “non tutto il male vien per nuocere”, la saggezza proverbiale ci invita a non perdere mai di vista un aspetto importante della realtà, ovvero che anche negli avvenimenti sfavorevoli che ci si trova ad affrontare, possono essere custoditi dei risvolti positivi.

A tale riguardo… un biblico spunto di riflessione è fornito dalla celebre vicenda biblica del patriarca Giuseppe, di cui vi parlo nel mio blog “Un mio viaggio nel Soprannaturale, sulle impronte di Swami Roberto”, nel post: "La provvidenziale vicenda di Giuseppe".

E per chi vuole ragionarci ancora un po’ su 😊 ... in questo diario suggerisco i post:

- Esami di maturità  

- Olio da accendere