Anche se è risaputo che lo scorrere del tempo è nemico della memoria, destinata ad affievolirsi con il passare degli anni, esiste un tipo di memoria che non necessariamente è soggetta al logorio dell'età, al punto che può capitare di riscontrarla più facilmente negli anziani che nei giovani.
Volendo descriverla, si potrebbe definirla come la “memoria del cuore”, caratteristica di quanti sanno essere indelebilmente riconoscenti per il bene ricevuto.
Vi sto evidentemente parlando della gratitudine, una perla rara totalmente sconosciuta a quei seguaci dell'egoismo che, magari, si ricordano tutto cerebralmente... ma sono affetti da una clamorosa smemoratezza nel cuore, e così si dimenticano di essere grati per ciò che ricevono nella loro vita.
Sono questi i “vuoti di memoria” peggiori, perché l'oblio che intacca i cuori fa molto più male di quello che colpisce i cervelli.
