AVVISO

La Chiesa Anima Universale COMUNICA
che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
è temporaneamente SOSPESA fino a NUOVO AVVISO.
(Vedi www.animauniversale.it)


martedì 16 giugno 2015

Il chicco di grano

« La tua elevazione spirituale non consiste tanto nella mancanza di limiti e difetti, quanto nella volontà
di superarli. »

       (Swami Roberto)

Queste parole di Swami sono una sferzata all'umano orgoglio, abituato ad “arrampicarsi sugli specchi” pur di difendere una sua illusoria grandezza priva di difetti... e sono al contempo un invito ad una presa d'atto dettata dal realismo: ogni essere umano si trova inevitabilmente di fronte alla sua imperfezione.
Solo ammettendo questa evidenza è possibile mettere in campo, al meglio, la “volontà di superare” i propri limiti... ed è questo il passaggio che mi fa oggi venire in mente una frase del dissidente e premio Nobel russo Boris Pasternak, che nella sua opera “Il dottor Zivago” scriveva: "Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita”.
In effetti sono proprio le nostre “cadute” che... anche se ci fanno soffrire... anche se ovviamente preferiremmo evitarle... possono essere trasformate nell'opportunità di tirare fuori il meglio di noi per rialzarci più “vissuti” e dunque più forti, grazie proprio alle “cicatrici” delle nostre ferite.
In fondo, un po' com'è il caso delle più alte catene montuose... che emergono dagli sconvolgimenti tellurici che hanno scosso la crosta terrestre... allo stesso modo ogni persona può trarre slancio dai “terremoti” che hanno scosso la sua vita per elevarsi ad “altezze” che rimangono invece inaccessibili a quanti, per esempio, non “cadono” semplicemente perché restano sempre fermi, rinunciando a vivere per davvero la propria esistenza.

D'altronde... a ben pensarci... si tratta della stessa eterna verità della quale ci parla il Vangelo nel brano del chicco di grano, che “se caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv.12,24).
Queste parole non si riferiscono evidentemente solo alla vicenda di Gesù... che vince la morte con la Sua Resurrezione... ma coinvolgono anche quei cristiani che vogliono veramente seguirLo, e chiedono il Suo aiuto per trasformare la “morte” di ogni loro caduta nella “resurrezione” di una presa di coscienza... che porta i frutti della maturazione interiore.

« Dio lo sa quando
ti sei pentito amaramente
di una tua colpa... 
Sappilo anche tu. 
Smettila di rovinarti la vita. »
       (Swami Roberto)  


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