AVVISO

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che la celebrazione delle funzioni domenicali delle ore 10 (Darshan)
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(Vedi www.animauniversale.it)


domenica 6 marzo 2022

Le due vie della pace

“Sta' lontano dal male e fa' il bene, cerca e persegui la pace” (Sal 34,15)

Nel novero dei Beni fondamentali per la nostra vita, figura ai primi posti la pace, la cui essenzialità è messa in risalto proprio dai momenti nei quali viene a mancare... come purtroppo ci mostrano i tragici eventi di questi giorni, che stanno drammaticamente sconvolgendo tante vite.

Di fronte a manifestazioni del male tanto terrificanti, chi cerca e persegue la pace” è chiamato a reagire percorrendo due vie:

Una è quella della fede, e quindi della preghiera con la quale affidiamo a Dio e alla Madre Divina i problemi più grandi di noi, confidando nel Loro misericordioso e soprannaturale Aiuto.

L’altra via la percorriamo perseguendo la pace nel mondo dentro di noi, dove possiamo essere in pace con noi stessi solo nella misura in cui facciamo tutto il possibile per dissodare il nostro “terreno” interiore da tutte le impurità (egoismo, orgoglio, meschinità, ecc.) che altrimenti infesterebbero il nostro "shalòm" [a] inteso come disposizione d'animo alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia... quali presupposti indispensabili della nostra pace interiore e quindi della nostra pienezza di vita.

Questo lavoro spirituale, determinato e perseverante, che si rende necessario per conquistare la pace nel nostro mondo interiore... è la “base” dalla quale possono poi scaturire i pensieri, le parole e le azioni di pace e di solidarietà, che possiamo rivolgere alla parte di mondo costituita dalle persone con le quali entriamo quotidianamente in relazione.

Sono queste due vie… quella della fede… e quella del lavoro interiore “tradotto” poi in una coerente condotta di vita… che ci fanno procedere verso la beatitudine annunciata da Gesù agli “operatori di pace… che saranno chiamati figli di Dio“ (Mt 5,9).

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In questo blog, vedi anche i post:

 “Operatori di pace”

Siamo in pace? 

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[a] « Shalòm: Termine ebraico che significa “pace” e che è usato ancora oggi come saluto e augurio. In senso profano, indica tranquillità, benessere (cfr. Gn 43,23; Is 32,7; 39,8), mancanza di guerra (Gdc 4,17; 1Sam 7,13). In contesto religioso, indica amicizia con Dio (Tb 12,17; Sap 3,9; Sir 38,8), pienezza dei doni messianici (Mt 10,12s; Lc 2,14; 19,38)
(Dizionario del Cristianesimo, suppl. a JESUS, Ed.San Paolo, Milano, 2000)